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Poteve Opevaio Come ex-pariniana non Vip ma Doc, la prima cosa che mi viene in mente da dire sulla mia esperienza in questo Liceo è che la preparazione che ho avuto nelle materie scientifiche da parte della mitica prof.ssa Fiocca è stata eccezionale. E questo mi ha consentito di frequentare senza particolari problemi la facoltà di Fisica, ove il fatto di provenire da un Liceo Classico, nonostante le copiose lacune matematiche, dava valore aggiunto agli occhi dei professori irrigiditi da biechi studi scientifici… Ho
letto con piacere l’Amarcord del venerato prof. Carlo Oliva. Io facevo
parte di quella unica classe completamente femminile che il buon Carlo
ha portato fino alla Maturità dell’anno 1978-79. Altri
ricordi? Si era nel pieno del periodo della politicizzazione studentesca.
Anni piuttosto elettrizzanti per noi adolescenti, anche per chi non
aveva una particolare inclinazione politica. Per
conto mio il Parini di quegli anni era anche il regno dei radical-chic,
per i quali ho sempre avuto un odio teologico. Per chiarirci, si trattava
di quei rampolli di non buone, ma buonissime famiglia milanese che,
secondo la satira di allora, agitavano la manina a pugno urlando ‘Poteve
Opevaio’. Chiudo qui per non essere prolissa. Ho dei bellissimi ricordi del periodo liceale. Sicuramente ai tempi si aveva l’impressione di far parte di un’ élite (per conto mio, culturale) e questo mi è stato confermato da un’amica, ex-allieva del Berchet. Ai tempi i Pariniani erano considerati ‘a parte’ (non ha usato esattamente questo termine, ma insomma, il significato è questo). Io
adesso abito fuori Milano, mia figlia maggiore frequenta lo Scientifico
(addirittura sperimentale!), ma coltivo il segreto desiderio che la
mia secondogenita mi chieda di fare il Classico. Verrebbe spedita di
filato al Parini. Non mi spiacerebbe ritornare a frequentare le sacre
mura, come genitore, 30 anni dopo. Laura
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