LONDRA 1888

 

 

SCENA PRIMA

 

 

 

UNA STRADA TENEBROSA.

Un grido rompe il silenzio. La fioca luce di un lampione illumina una donna che avanza barcollando e stramazza al suolo. Un coltello è conficcato nella schiena.

a poco a poco la scena si riempie di gente. È la folla di Londra che assiste all’ultimo atroce delitto.

 

FOLLA

Ancora ancora, ancora un’altra volta.

È morta?

È morta.

La notte ci divora.

 

La notte ha mille bocche.

La morte ha mille bocche.

 

La notte la sua bocca ha spalancato

e un nuovo mostro fuori ha vomitato.

Chi ci potrà salvare

Cosa possiamo fare?

 

PRIMO UOMO

Ma con il gas che illumina la strada

sarà facile tenere i mostri a bada.

 

SECONDO UOMO

La sorveglianza della polizia

renderà più sicura ogni via.

 

TERZO UOMO

E questa donna è una disperata

e senza dubbio se l’è meritata.

 

FOLLA

Le porte dell’ inferno

si aprono ogni sera.

Londra è un inferno

la città tutta intera.

 

Nella notte il demonio

impazza per le vie.

Cosa possiamo fare?

Chi ci potrà salvare?

Dove possiamo andare?

Chi lo saprà fermare?

 

PRIMO UOMO

Tutte superstizioni

sciocche preoccupazioni.

 

SECONDO UOMO

La tecnica, le macchine, il progresso

il mondo intero abbiamo sottomesso.

 

TERZO UOMO

 

C’è ancora qualche piccolo difetto

ma fra poco il mondo sarà perfetto.

 

 

Da lontano si sente il fischio di una fabbrica. Sul fondo della scena passa una fila di bambini e di donne che si dirigono al turno di lavoro.

 

DONNE E BAMBINI

Giorno...? Notte...? Alba...? Tramonto...?

Chi più ricorda la luce del sole?

Quante ore in fabbrica? Più non le conto.

Verrà la fine, se Dio lo vuole.

 

 

La fila degli operai scompare. La folla circonda ancora il cadavere della donna mentre la polizia lo copre e lo porta via.

 

FOLLA

I mostri accanto a noi.

I mostri intorno a noi.

Chi avrà pietà di noi?

I mostri in mezzo a noi.

 

 

Mentre ripete queste frasi la folla indietreggia fino ad addossarsi alla parete di fondo.

In primo piano rimane isolato il dr.Jekyll.)

 

JEKYLL

I Mostri siamo noi.

 

 

Le luci si spengono e si riaccendono nello studio del dr.Jekyll.

 

 

 

SCENA SECONDA

 

 

 

STUDIO DEL DR. JEKYLL.

 

LISA

... Non è vero, Henry. Ti sbagli. E anche se quello che  sogni fosse possibile, sarebbe comunque sbagliato.

 

JEKYLL

Anche tu, come tutti gli altri. Anche tu pensi che io sia un pazzo. Ma ti giuro che è possibile. E pensa che   splendido mondo sarei riuscito a creare. Bontà, giustizia, comprensione.

 

LISA

Ma tutto questo esiste già, Henry.

 

JEKYLL

Nel mondo dove vivi tu, mia cara. Ma tu non sai che cosa succede là fuori, in quell’altro mondo appena svoltato l’angolo di Mayfair.

 

LISA

Non sono una bambina. Sei tu che sogni come un bambino. Il male non è una malattia che si può strappare via come un dente malato. E il bene non può essere preso come una medicina. Henry, ti dimentichi la cosa più importante che Dio ci ha dato. La libertà. Il bene esiste solo se c’è la libertà di sceglierlo.

 

JEKYLL

Per te è facile parlare così. Sei circondata da persone che ti amano. Ma il viso della donna assassinata questa sera è marchiato a fuoco nella mia memoria. Io ho visto la faccia del male. E non mi importa di come ci riuscirò ma so che devo sconfiggerlo.

 

LISA

Povero Henry, non capisci che il bene è questo. È la tua volontà di cercarlo, di trovarlo, di costruirlo giorno per giorno. Ma quello che vuoi fare non è il bene. Credimi.

 

 

Lisa esce. Jekyll resta solo.

 

JEKYLL

Io vincerò!

Il buio... L’orrore...

Sconfiggerò

per sempre il dolore.

 

Io squarcerò

la tenebra orrenda

che ci circonda.

 

Accenderò

una nuova luce.

Comincerà

una nuova pace.

 

Un mondo nuovo.

Io vincerò.

Io vincerò.

 

 

La luce si spegne.

 

 

 

SCENA TERZA

 

 

 

UNA TAVERNA DEI BASSIFONDI.

 

 

Ai tavoli sono seduti dei bruti ceffi. Lucy depone il boccale di birra e si mette a giocare a freccette tirandole contro il bersaglio che è appeso alla parete.

 

LUCY

Io vincerò!

 

 

Tira la freccetta ma fallisce.

 

RAGAZZA

Povera Lucy.

 

LUCY

Ancora un tiro. Questa volta devo farcela.

 

 

Fallisce

 

Beh, ci ho provato. E non è andata. Non è la prima volta... e non sarà neanche l’ultima...

 

Ma se almeno una volta

una volta soltanto...

Che non mi andasse storta,

Che non finisse in pianto.

 

Vincere una partita,

una mano decente.

Non pretendo la vita,

io non mi aspetto niente.

 

Ma che una volta almeno

mi riuscisse di riuscire...

Ma sempre perdo il treno

Non riesco mai a partire.

 

UN UOMO

Ma dove te ne vuoi andare, Lucy? Il tuo posto è qua. Prendi la tua birra e vieni a divertirci un poco.

 

 

Lucy va a sedersi sulle ginocchia dell’uomo.

 

RAGAZZE

Ridi, Lucy, canta a squarciagola.

Non pensare, tanto il tempo vola.

 

Non pensare, non sperare,

da questo buco nessuno può scappare.

 

Non sognare, i sogni fan soffrire

chi non può far altro  che marcire.

 

Non pregare, convinciti una volta

Non c’è al mondo nessuno che ti ascolta.

 

Noi l’inferno già lo conosciamo

per due soldi vi ci accompagniamo.

 

 

Mentre le ragazze cantano entra Jekyll.

 

RAGAZZA

Oh la la ! Un vero gentiluomo!

 

JEKYLL

Questo è l’abisso della disperazione.

Questo è l’inferno che non ha ritorno.

Questo è il regno dell’aberrazione.

Questa è la notte che non conosce giorno.

 

Qui troverò quello che sto cercando.

L’uomo al suo livello più bestiale.

Qui si vede che cos’ è l’uomo quando

il bene è morto e in lui trionfa il male.

 

RAGAZZE

Che rarità, che novità!

Abbiamo in visita la nobiltà!

Un gentiluomo tanto elegante!

E ben provvisto d’oro sonante.

 

 

Le ragazze circondano Jekyll ridendo. Improvvisamente dal tavolo dove è seduta Lucy si sentono delle grida.

 

UOMO

Bevi, ti dico. Sono io che pago e voglio vedere birra riesci a mandar giù prima di scoppiare.

 

LUCY

Basta, ti prego, mi sento male.

 

UOMO

E allora va a farti benedire da qualche altra parte.

 

 

La picchia e la spinge con violenza. Lucy barcolla e va a cadere ai piedi di Jekyll.

Jekyll si libera dal gruppo delle ragazza e aiuta Lucy a rimettersi in piedi.

 

JEKYLL

Si è fatta male, signorina?

 

LUCY

Non è niente. Mi scusi.

 

JEKYLL

Quella bestia... Si merita una lezione...

 

 

Lucy lo trattiene.

 

LUCY

No, la prego... Lasci stare... Non è niente di grave.

 

JEKYLL

Ma quel bestione l’ha picchiata.

 

LUCY

Me ne sono successe di peggio.

 

JEKYLL

Nessuno dovrebbe lasciarsi trattare così.

 

LUCY

(sorpresa)

Ma tu in che mondo vivi?... Oh mi scusi... Lei non è di queste parti. Che cosa ci fa un signore come lei in un posto come questo?...

 

 

Improvvisamente Lucy si accorge del vestito di Jekyll e tenta di assumere un’aria civettuola.

 

 

... Forse desidera un po’ di compagnia?

 

JEKYLL

(imbarazzato)

No no, signorina. Ma mi permetta...

 

 

Si infila una mano nella tasca della giacca per prendere il portafogli.

 

LUCY

Vuol farmi l’elemosina?

 

JEKYLL

Io... veramente...

 

LUCY

Prego, lo faccia pure. Non sono certo nelle condizioni di offendermi... La dignità è un lusso che non posso permettermi.

 

 

Jekyll le mette qualche banconota in mano.

 

JEKYLL

Una ragazza come lei non dovrebbe stare in un posto così.

 

LUCY

Questo l’ho già detto io a lei. E poi che cosa ne sa lei di che ragazza sono... e di che posto è questo... Un signore come lei...

 

JEKYLL

Ha ragione. Mi scusi.

 

LUCY

In fondo alla strada c’è il fiume... E forse una buona volta mi ci butterò dentro... Ma questo non ha importanza... Sul fiume ci sono le navi. E sulle navi c’è la merce. Arriva da tutto il mondo, mi dicono, e viene venduta nei mercati di Londra. Questo è un mercato. Solo che qui la merce non sono le cose che arrivano dal resto del mondo. Qui in vendita ci siamo solo noi.

 

JEKYLL

Gli esseri umani non sono merce.

 

LUCY

Beato lei che ne è tanto sicuro...

 

 

Lucy guarda il denaro che Jekyll le ha messo in mano.

 

 

... Grazie per questi... Sono più di quanto potrei fare in una settimana di... lavoro. Così posso andarmene a casa presto, questa sera. Arrivederci...

... Anzi, addio. È molto improbabile che ci possiamo vedere ancora...

 

JEKYLL

... Addio.

 

 

Lucy si allontana. Jekyll avanza verso il proscenio e dietro a lui la luce della taverna si spegne.

 

JEKYLL

Gli esseri umani non sono merce. Ma io ero venuto qui per prendere un essere umano. Per servirmene come di una cosa. Quella ragazza aveva ragione di guardarmi con aria scettica. Io non sono diverso da tutti gli altri. Non posso USARE qualcuno per il mio esperimento. Se ho bisogno di una cavia, quello devo essere io...

 

 

BUIO.

 

 

 

SCENA QUARTA

 

 

 

STUDIO DEL DR. JEKYLL.

 

 

Jekyll è al tavolo di lavoro e stringe in pugno il bicchiere con la pozione.

 

JEKYLL

Devo esser io.

 

 

Beve e subito comincia ad annotare sul diario gli effetti della pozione.

 

 

Ore 11.58 p.m. Sapore amaro ma non sgradevole... Sensazione di benessere in tutto il corpo. Nessun cambiamento nel battito cardiaco.

 

 

Si guarda allo specchio.

Sempre scrivendo.

 

 

Una leggera dilatazione delle pupille...

 

 

Improvvisamente si porta le mani al petto. È preso da un evidente dolore. Tenta di scrivere ma, come se di colpo  avesse cambiato idea, getta via la penna e scaglia il diario in fondo alla stanza. La trasformazione è avvenuta senza che lui potesse rendersene conto.

 

HYDE

Libero!

 

 

Si sentono dei colpi alla porta dello studio.

 

LISA

Henry, apri. Vorrei parlarti... Henry... che sta succedendo?

 

HYDE

(tra sé)

E chi ha voglia di parlare in una notte come questa?

 

Afferra il mantello ed esce precipitosamente da una porticina nascosta in fondo allo studio. Lisa continua inutilmente a bussare.

 

LISA

Henry, ti prego, apri.

 

 

BUIO.

 

 

 

SCENA QUINTA

 

 

 

NOTTE. UNA STRADA ELEGANTE MA DESERTA. CASA DI SIR ANDREW GLOSSOP, PRESIDENTE DEL REALE COLLEGIO DI MEDICINA DI LONDRA.

 

 

Sir Glossop sta tentando di aprire la porta di casa ma la chiave si è inceppata nella serratura.

 

GLOSSOP

Apri, maledettissima chiave. Mi toccherà suonare e svegliare qualcuno..

 

 

Hyde emerge dal buio. Ma ha un atteggiamento gentile che non deve insospettire l’altro.

 

HYDE

Sir Glossop. Posso esserle utile?

 

GLOSSOP

Oh... Mi ha spaventato... No grazie... Questa maledetta chiave si è inceppata... Ma, mi scusi, non credo di conoscerla.

 

HYDE

Infatti. Lei non mi conosce, ma le porto un messaggio da parte del suo amico, il dr. Henry Jekyll.

 

GLOSSOP

Santo cielo! Quel fanatico non si è ancora dato per vinto. Gli dica pure che non ho nessuna intenzione di far approvare le sue ricerche dal Reale Collegio di Medicina. Anzi, se continuerà su quella strada farò di tutto per farlo cacciare dal Collegio.

 

HYDE

Sir Glossop, lei ha torto nel sottovalutare il nostro amico.

 

GLOSSOP

Quel Jekyll un paio di secoli fa sarebbe stato bruciato al rogo come stregone. Ma forse oggi basterebbe un manicomio.

 

HYDE

Eppure le sue ricerche stanno avendo un ottimo successo.

 

GLOSSOP

Non dica sciocchezze... Strappare via il male dagli uomini come se fosse un dente cariato.

 

HYDE

O magari il bene...

 

 

Il tono di Hyde è cambiato, Glossop è diventato inquieto e tenta ancora una volta di aprire la porta.

 

GLOSSOP

Beh, dica al dr. Jekyll di venire domattina al mio studio. Ne riparleremo.

 

HYDE

Non credo proprio che a Jekyll interessi più il suo parere.

 

 

Hyde colpisce Glossop col bastone da passeggio.

Glossop cade a terra. Hyde lo trascina nella zona buia. Si sentono il rumore dei colpi e le grida di Glossop.

Hyde ricompare alla luce.

 

HYDE

Ah che notte stupenda.

Povero Jekyll quante cose ignori!

Non conosci il buio e i suoi colori!

Non conosci i colori della notte.

 

Povero Jekyll sempre lì a studiare

E intorno a te c’è un mondo da esplorare.

Questo meraviglioso mondo oscuro.

Sarò il re delle TENEBRE, lo giuro.

 

 

BUIO.

 

 

 

SCENA SESTA

 

 

I GENTILUOMO

Lo giuro... Di notte... in giro... Mai più.

E credimi, amico, sta a casa pure tu.

 

II GENTILUOMO

Il killer è certo un socialista.

La classe elevata ha messo in lista.

 

I GENTILUOMO

Ma certo è anche un intellettuale.

Son tutti dottori quelli a cui fa del male!

 

II GENTILUOMO

Altro che male, quello li fa fuori.

Fra poco Londra sarà senza dottori.

 

I GENTILUOMO

Il crimine dilaga.

La gente onesta paga

salate le sue tasse.

 

II GENTILUOMO

Salate anche le casse

da morto.

 

STRILLONE

Nuovo delitto. Il direttore del London Hospital trovato ucciso a bastonate sui gradini della Cattedrale  di St.Paul. Il mostro della notte colpisce ancora.

 

I GENTILUOMO

Bisogna fare qualcosa. Non possiamo continuare così.

 

 

 

SCENA SETTIMA

 

 

 

CASA DI HENRY JEKYLL.

 

 

Henry Jekyll è seduto in una poltrona, visibilmente stremato.

 

LISA

Non puoi continuare così, Henry, devi fare qualcosa.

 

JEKYLL

Non preoccuparti, Lisa. Fra pochi giorni mi sarò rimesso completamente.

 

LISA

Non parlo solo di questa febbre. Devi smetterla anche con la tua ossessione.

 

JEKYLL

Il fatto che cinque dei miei più stretti colleghi siano stati assassinati mi sembra un motivo sufficiente per essere turbato e addolorato.

 

LISA

Ma non puoi farti causa di tutto quello che succede nel mondo.

 

JEKYLL

Non ti pare di essere un po’ cinica?

 

LISA

Mi preoccupo solo di te.

 

 

Suona il campanello della porta.

 

LISA

Dev’essere Lucy, la mia nuova cameriera, le ho detto di raggiungermi qui da te.

 

 

Entra Lucy che riconosce immediatamente Jekyll. Entrambi sono sorpresi ma hanno l’autocontrollo di non farlo notare a Lisa.

 

LISA

Lucy è al mio servizio solo da due settimane, ma ormai non posso più fare a meno di lei. È una ragazza meravigliosa.

 

JEKYLL

Sei fortunata.

 

 

La frase sembra diretta a Lisa, ma Jekyll sta  guardando Lucy.

Lucy tace e fa un inchino.

 

LISA

Ora devo andare. Mi raccomando Henry, non voglio più vederti in questo stato. Addio.

 

 

Lisa e Lucy escono. Henry resta solo.

Buio.

 

JEKYLL

Addio Lisa, non mi vedrai  mai più.

Ed anche a te, sfortunata creatura, addio.

È un miracolo che proprio oggi io ti abbia rivista.

Posso dire almeno di aver fatto qualche cosa di buono.

Ormai la mia scoperta mi è sfuggita di mano.

Cinque persone sono morte per causa mia.

Ma a quella ragazza un po’ di bene ho fatto.

Hyde non tornerà mai più.

 

 

Jekyll impugna una pistola. Se la punta alla tempia. Ma la trasformazione avviene prima che possa sparare.

Hyde getta via la pistola e scoppia a ridere.

 

HYDE

Addio Lisa, non mi vedrai mai più.

Quella che voglio non sei certo tu.

Che noia quelle tue buone maniere!

Che noia il tuo senso del dovere.

 

E adesso anche quell’altra hai rovinato

togliendola dalla “strada del peccato”.

Lucy, resisti, verrò io a rapirti.

Insieme a me potrai divertirti.

 

 

Ridendo Hyde esce.

 

 

 

SCENA OTTAVA

 

 

 

CAMERETTA DI LUCY. NOTTE FONDA.

.

 

Lucy è seduta sul letto, pronta per andare a dormire. Si sta pettinando e si guarda in un piccolo specchio.

 

LUCY

Addio, bel sogno. Benvenuto sogno.

Che male c’è a stare qui a sognare?

Mi è comparso come in un sogno.

Ma per quel sogno avanti or posso andare.

 

Non lo vedrò mai più ma lui mi hai dato

il coraggio di vivere e lottare.

Mi ha dato la speranza di sognare

che il destino non fosse ancor segnato.

 

E se anche è un sogno, io ti prego, o Dio,

lascia ch’io sogni di poter danzare

tra le sue braccia, che mi possa amare

per un momento come l’amo io.

 

 

Hyde entra dalla finestra. Lucy caccia un grido ma Hyde le tappa la bocca con una mano.

 

HYDE

Buona buona, non aver paura... Mi manda Jekyll... Il suo buon amico dottor Henry Jekyll.

 

 

Lucy cessa di divincolarsi. Sembra più calma. Hyde le libera la bocca ma continua a tenerla stretta.

 

HYDE

Tu conosci il dottor Jekyll, non è vero?

 

LUCY

Sì.

 

HYDE

Ti piace... Ti fidi di lui... No?

 

LUCY

Sì.

 

HYDE

E allora ti devi fidare anche di me.

 

LUCY

Chi è lei? Perché è entrato qui?

 

HYDE

Sono un ottimo amico di Jekyll, potrei dire più di un fratello.

 

LUCY

Che vuole da me?

 

HYDE

Quello che vogliono tutti. Quello che vuole anche il buon dottore.

 

LUCY

Se ne vada.

 

HYDE

Andiamo, non sia così scontrosa con me. Jekyll mi ha detto che con lui invece è stata molto gentile.

 

LUCY

Non è vero. Il dottore non può averle detto questo. Lui è un uomo buono.

 

HYDE

Buonissimo. Non è la prima volta che mi passa degli abiti dopo averli usati... o delle ragazze.

 

LUCY

Menti...

 

HYDE

Quanto ti ha dato quella sera all’“AGNELLO MACELLATO”?

 

 

Lucy non risponde. Si nasconde il viso tra le mani e scoppia a piangere.

 

HYDE

Su su, in fondo se sei gentile con me è come se tu lo fossi con lui. E anch’io non sono mica da buttar via.

 

 

E corre verso la porta.

Lucy si divincola.

 

LUCY

Aiuto!

 

 

Hyde le balza addosso e ancora una volta le chiude la bocca con una mano. I due lottano ma Lucy non può gridare. Finalmente Lucy si accascia a terra morta. Hyde seppure senza volerlo non ha controllato la sua forza e l’ha soffocata.

Hyde la guarda per qualche istante...

 

HYDE

Che peccato. La bambola si è rotta.

 

 

BUIO.

 

 

SCENA NONA

 

 

 

La polizia sta portando via il cadavere di Lucy. Intorno si è radunata una piccola folla.

 

 

Era una come tante

senza legge, senza freno.

 

Beh, adesso è una in meno.

 

Stessa fine tutte quante!

 

Poveretta mi fa pena...

Ha tentato di cambiare.

 

È così che deve andare.

 

Se l’è certo meritato

 

Se lo è certo cercato.

 

Lei viveva nel peccato...

 

Chi nel fango nasce ci resta.

 

Finché non gli fan la festa.

 

 

Lisa ha ascoltato le parole della folla.

 

LISA

Voi siete anche peggiori di quello che l’ha assassinata.

Henry aveva ragione. I mostri siete voi.

 

 

SCENA DECIMA

 

 

 

CASA DI JEKYLL.

 

 

Quando le luci si accendono Lisa e Jekyll sono in piedi l’uno di fronte all’ altra.

È evidente che Jekyll ha raccontato tutto a Lisa.

 

JEKYLL

... Adesso sai tutto.

 

LISA

Perché hai voluto dirmi tutto questo?

 

JEKYLL

Devi fare una cosa per me.

 

LISA

Non so se ne sarò capace. In questo momento vorrei solo essere lontana da qui. E lontana da te.

 

JEKYLL

Devi aiutarmi a cancellare ogni traccia di questo orrore.

Su quel tavolo c’è ancora una certa quantità di pozione e nel mio diario ci sono gli appunti che permettono di prepararla. Tu devi distruggere tutto quanto.

 

LISA

Perché non lo fai tu?

 

 

Jekyll manda un gemito acuto di sofferenza.

 

JEKYLL

Perché non posso più controllare me stesso. Hyde si è ormai impossessato di me... e lui non vorrebbe mai distruggere quello gli permette di esistere... Per questo sta molto attento che non mi succeda niente di male. Adesso devi andartene di qui, più in fretta che puoi... Lui sta per arrivare... Prendi la bottiglia e il diario e scappa...

 

 

Jekyll si contorce per la sofferenza.

Lisa corre al tavolo, afferra bottiglia e diario. Corre verso la porta ma lì si ferma e si gira verso Jekyll.

 

LISA

Non posso lasciarti così.

 

 

La trasformazione è ormai avvenuta.

 

HYDE

Infatti sarebbe estremamente scortese da parte tua.

 

 

Lisa è senza parole per l’orrore.

Hyde le si avvicina e le toglie la bottiglietta di mano.

 

 

Perché non assaggi un goccio di questo delizioso liquore? Una ragazza così intelligente e spiritosa...

Pensa che interessante esperimento. Chissà come è affascinante la signora Hyde che si nasconde dentro di te. Di sicuro molto più divertente di quella povera triste Lucy, così stupidamente innamorata di Jekyll.

 

 

Mentre Hyde parla Lisa si allontana da lui strisciando lungo le pareti, ma Hyde le sta sempre addosso.

 

LISA

Tu non sei un essere umano. Non mi fai paura. Orrore sì, ma non paura.

 

HYDE

Non voglio farti paura. Voglio solo farti divertire un po’... Una volta tanto anche tu dovresti divertirti... Con quel noioso di Jekyll non devi averne molte occasioni.

 

LISA

Tu non sei neppure un animale. Una macchina. Ecco quello che sei. Una macchina senz’anima.

 

HYDE

Una macchina?... forse è vero... D’altra parte questo è il secolo delle macchine... Tutto il mondo là fuori è pieno di macchine...

 

LISA

Con una macchina non ci si può divertire. La si può soltanto usare.

 

JEKYLL

Anche questo è vero. E mi pare che là fuori sia questo che  tutti stanno facendo. Specialmente delle macchine umane. Per questo. Milady, ti offro lo possibilità di servirti di me.

 

 

Hyde afferra Lisa per le spalle, la attira a sé e la bacia.

Lisa ha un attimo di smarrimento ma si libera.

 

JEKYLL

 

 

Si passa una mano sulle labbra.

 

 

Buono... ancora...

 

 

Si avvicina ancora a Lisa.

Lisa ha in pugno una piccola pistola.

 

LISA

Fermati.

 

HYDE

Quando è stata innescata una macchina non può fermarsi da sola.

 

 

Si avvicina ancora.

 

LISA

Fermati, o sparo.

 

 

Per l’angoscia Lisa chiude gli occhi e gira la testa. Non vede quindi che accanto ad Hyde è apparso Jekyll.

Lisa spara.

Jekyll e Hyde cadono.

 

JEKYLL

Finalmente ti vedo.

 

HYDE

Non siamo poi tanto diversi.

 

 

Lisa è ferma davanti a loro, tiene ancora la pistola in mano, ma le braccia le sono cadute e non sa più cosa dire.

La luce comincia ad affievolirsi.

 

LISA

RIPOSATE IN PACE.

 

 

 

SCENA UNDICESIMA

 

 

La stessa dell’inizio.

Nella folla sono presenti tutti i personaggi, Hyde Jekyll, Lucy, Lisa, Glossop, ecc.

 

Londra la sua bocca ha spalancato

E un nuovo mostro oggi ha divorato.

Domani un nuovo giorno spunterà.

 

E un nuovo mostro.

 

Ma anch’esso morirà.

 

Giorni... notti... albe... tramonti

A lei non importa se non siamo pronti.

Tu sei il mostro che mai riposa

che ci divora, Città mostruosa.

 

 

 

 

 

THE END

 

 8 dicembre 2003 - cm