Note
Struttura
Napoleone Bonaparte
Campagna
d’Egitto
(1798-1801)
Rêve d’Orient I
1785: Lettres sur l’Egypte di Claude Etienne Savary
1787: Voyages en Egypte et en Syrie di Volney
1787: Essai sur les avantages à retirer des colonies nouvelles dans les circonstances présentes di Talleyrand (Ministère des Relations Exterieures)
Rêve d’Orient II
Talleyrand: “L’Egypte fut une province de la République Romaine, il faut quelle le devienne de la République Française”, da Rapport sur l’Egypte, sottoposto al Direttorio il 14 febbraio 1798
Napoleone: “Bisogna andare in Oriente: tutte le grandi glorie vengono di là […] L’Oriente non aspetta che un uomo”,        25 gennaio 1798, dal suo diario
Scopi della spedizione:
Danneggiare economicamente l’Inghilterra e prendere il suo ruolo nel commercio con l’Oriente  ( Napoleone, il 23 febbraio 1798 al Direttorio: “La spedizione d’Inghilterra non sembra dunque possibile. Bisogna allora […] fare una spedizione nel Levante, che minacci il suo commercio nelle Indie”)
Allontanare Napoleone dalla Francia
Liberare gli Egiziani dal “giogo” dei Mamelucchi
Il viaggio
19 maggio 1798: dopo 10 settimane di frettolosi preparativi la flotta francese parte da Tolone. Nei giorni successivi altre navi, provenienti da Genova, Ajaccio e Civitavecchia, creano una armata imponente
La meta è ignota alla maggior parte degli uomini a bordo, per evitare che la notizia giungesse agli Inglesi
La presa di Malta
12 giugno 1798: la flotta di Napoleone giunge a Malta. Ricevuto da parte dell’Ordine dei Cavalieri di S.Giovanni di Gerusalemme il divieto di attraccare, l’artiglieria conquista l’isola in giornata
Dal 12 al 18 giugno a Malta (possedimento della Repubblica Francese), vengono imposti numerosi provvedimenti, quali:
     - abolizione della schiavitù
     - ordine di portare la coccarda tricolore
     - riorganizzazione scuole primarie e secondarie
L’arrivo ad Alessandria
1 luglio 1798: dopo gli inutili tentativi dell’ammiraglio Nelson di ingaggiare Napoleone in una battaglia navale, la flotta francese sbarca nei pressi di Alessandria, che fu espugnata dopo circa 3 ore di combattimento
Napoleone [proclama all’esercito]: “La prima città che incontreremo è stata fondata da Alessandro. Troveremo ad ogni passo memorie degne di suscitare l’emulazione dei Francesi”. Alessandria tuttavia era una città poverissima e conservava ben poco del suo illustre passato
Napoleone e l’Islam
    Abile politico, Napoleone si adeguò subito alla forte religiosità del mondo arabo. Arrivato ad Alessandria fece infatti affiggere e diffondere un proclama al popolo d’Egitto, in cui unisce gli ideali della rivoluzione francese (“Vengo per restituirvi i vostri diritti [aboliti dai Mamelucchi]”) con i precetti dell’Islam (“Io rispetto Dio, il suo Profeta e il Corano”)
I Mamelucchi
   L’Egitto, prima della campagna di Napoleone, era in mano all’oligarchia militare dei Mamelucchi, che avevano ridotto il potere della Sublime Porta nella figura rappresentativa del pascià del Cairo
   L’esercito dei Mamelucchi sorprese i Francesi, abituati alla tattica scientifica appresa alle scuole militari. Il loro capo, Murad, guidava infatti con un genio militare del tutto istintivo il suo esercito, i cui punti di forza erano la rapidità della sua cavalleria e l’abilità nell’uso delle armi (Napoleone li definirà “la plus intrépide milice de l’Orient”)
La vittoria delle Piramidi I
   Dopo una faticosa marcia nel deserto e un primo scontro conclusosi a favore dei Francesi, il 21 luglio ebbe luogo la famosa “battaglia delle Piramidi”: l’esercito di Bonaparte riuscì a disperdere, grazie all’artiglieria, la cavalleria mamelucca guidata da Murad Bey
La vittoria delle Piramidi II
   Mentre Murad si rifugiò nell’Alto Egitto, i soldati francesi raccolsero le spoglie dell’esercito nemico (stoffe, armi, cavalli, borse contenenti monete)
Il disastro di Abukir
Pochi giorni dopo la battaglia delle Piramidi, mentre Napoleone entrava trionfante al Cairo, la flotta britannica, guidata dall’ammiraglio Nelson, sorprese l’armata francese tranquillamente ancorata nella baia di Abukir
Solo tre vascelli, oltre ai sei che issarono la bandiera bianca, riuscirono a fuggire; il resto della flotta, compresa l’ammiraglia Orient, fu affondato
Finiva così il breve periodo di supremazia francese sul Mediterraneo, con le conseguenze che Napoleone ammise in una missiva al direttorio: “Se fossi stato il padrone del mare, sarei stato il padrone dell’Oriente”
Il Cairo
   I Francesi, entrati al Cairo, rimasero colpiti da questa città confusa, cosmopolita e colta: nella capitale egiziana conviveva infatti una moltitudine di comunità religiose ed etniche (turchi, giannizzeri, siriani, palestinesi, ebrei, copti); la grande Università Islamica, fondata nel 988, e frequentata da 3000 studenti, fu ribattezzata da Napoleone “Sorbona dell’Oriente”
L’Egitto sotto Napoleone
  Alleandosi con gli ulema e gli sceicchi più rispettati Napoleone convocò il primo Diwan (consiglio generale d’Egitto) che servì a legittimare il suo governo. Come prima di lui Alessandro Magno, Napoleone si presentò quasi nelle vesti di inviato di Dio, ricoprendo tutti i compiti, anche religiosi, del Pascià
  Fu inoltre fondato l’Institut d’Egypte, dove un gran numero di Savants presenterà relazioni sull’Antico Egitto e su quello moderno, argomenti di scienza e letteratura
La prima rivolta del Cairo
   21 ottobre 1798: un gruppo di sceicchi e di Mamelucchi organizzò un’insurrezione contro i francesi che, colti impreparati, non furono in grado di respingerla prontamente
   Quando l’esercito di Napoleone iniziò a bombardare la grande moschea della città, i capi degli insorti si arresero. Bonaparte, per ottenere il favore del popolo, decise per un perdono dei rivoltosi
La conquista dell’Alto Egitto
Dopo aver tentato inutilmente di scendere a patti con Murad, il 16 agosto Napoleone affidò al generale Desaix l’incarico di inseguire e sconfiggere l’esercito del bey
Le truppe di Desaix risalirono il Nilo fino ad Assuan, sconfiggendo il nemico grazie a poche ma cruente battaglie quali quella di Sediman (7 ottobre 1798)
Tutto l’Egitto era dunque sotto la dominazione francese
I Savants
Come Alessandro Magno, anche Napoleone portò con sé in Egitto oltre150 intellettuali (chiamati dai soldati Savants) con il compito di studiare l’arte, la cultura, la storia naturale e le tecnologie dei popoli sottomessi
Di particolare rilievo è la scoperta, avvenuta nel luglio del 1799, della Stele di Rosetta, che gettò le basi della filologia egiziana
Nel 1802 viene pubblicata a spese del governo la Description de l’Egypte, una grande opera che raccoglieva i risultati di questi studi comprendente numerose tavole illustrate
La campagna di Siria (1799)
Gli obiettivi non sono del tutto chiari:
conquistare territori dell’Impero Ottomano
 raggiungere l’India (per contrastare il commercio inglese ed eguagliare Alessandro Magno)
Sebbene avesse ottenuto 2 importanti vittorie (di Nazaret e del Monte Tabor) l’esercito di Napoleone, stremato dai lunghi assedi (come quello di Giaffa) e dalla peste, non riuscendo a impossessarsi di S. Giovanni d’Acri, decise di ritornare in Egitto
Nuovi problemi in Egitto
  14 giugno 1799: Bonaparte entra al Cairo festeggiato come vittorioso, ma la situazione in Egitto si presenta sempre più difficile: l’esercito, stremato dalla campagna in Siria, deve fronteggiare ovunque rivolte di arabi e gli attacchi di Inglesi e Turchi (questi ultimi scacciati da Abukir con la breve e violentissima battaglia, il 25 luglio)
Il ritorno in Francia
  In agosto, venuto a conoscenza delle vittorie dell’esercito austro-russo in Italia e in Germania, Napoleone decide di tornare in Francia, dove ritiene di poter recitare un ruolo da protagonista
Le sorti dell’Egitto “francese”
Napoleone, ritornato in Francia, lascia l’Egitto nelle mani del generale Kléber
Dopo un tentativo fallito di trovare un accordo con gli Inglesi, l’esercito di Kléber infligge all’armata britannica la dura sconfitta di Heliopolis
Dopo la morte di Kléber ( durante una nuova insurrezione al Cairo il 14 giugno 1800), il comando passa per poco più di un anno (fino all’arrivo degli Inglesi) al generale Menou, un personaggio storicamente controverso
I Savants strapparono agli Inglesi il permesso di portare in Francia solo reperti di medie dimensioni e documenti personali (dovettero infatti abbandonare la stele di Rosetta)
Bibliografia
A.A. V.V.: “L’Antico Egitto di Napoleone”, Oscar Classici Mondadori
Napoleone Bonaparte: “Autobiografia”, a cura di André Malraux, Arnoldo Mondadori Editore