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Vi
immaginate Alessandro Manzoni
Che gioca a calcio e si strappa i calzoni? Od il famoso poeta Leopardi Che dietro ai gatti tira petardi? Ed il neoclassico Foscolo Ugo Con bocca e naso sporchi di sugo? Tutti occupati a imitare i latini Certo non sono mai stati bambini. Eppure,
forse, anche loro han giocato
Pensateci bene, o spettatori,
Poi son cresciuti, hanno studiato.
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| (Entrano in silenzio MARK TWAIN, LOUISA MAY ALCOTT, HARPER LEE, STEPHEN KING e si dispongono ai lati del palco. Mentre entrano una voce del coro dice i loro nomi e i titoli delle loro opere: LE AVVENTURE DI TOM SAWYER, PICCOLE DONNE, IL BUIO OLTRE LA SIEPE, il racconto IL CADAVERE dalla raccolta ”Stagioni diverse”. Dietro a loro correndo entrano i loro personaggi bambini: TOM SAWYER, JO, SCOUT, GORDIE.)
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Tom Sawyer
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| ZIA POLLY | Tom! (Silenzio.) Tom! (Nuovo silenzio. Tom è nascosto nell’armadio, ma il pubblico può vederlo.)
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| TOM |
Vedete? Mia zia Polly non guarda mai attraverso le lenti per cercare una cosa insignificante come me. Quelli sono i suoi occhiali delle grandi occasioni. Li porta soltanto perchè danno... “tono”, non perché le servano a qualcosa.
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| ZIA POLLY | Tom, se mi capiti sotto le mani ti... (Tom cerca di scivolare fuori dall' armadio ma la zia lo afferra per la camicia.) Avrei dovuto pensarci a quell’armadio. Cosa facevi là dentro?
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| TOM | Niente!
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| ZIA POLLY | Già, niente! Guardati le mani, la bocca... cos’è quella striscia?
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| TOM | Non so , zia!
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| ZIA POLLY | Ma lo so io! Marmellata è, ecco cos’è! Te l’avrò detto mille volte che, se non smetti di rubarmi la marmellata ti pelo vivo. Dammi la verga.
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| TOM | Attenta, guarda là, zia! (La zia si volta e Tom riesce a scappare.)
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| ZIA POLLY | Che farabutto! Ma non imparo mai niente! Con tutti i tiri che mi ha giocato dovrei saperlo ormai che devo stare sempre in guardia. Ma i minchioni vecchi sono incurabili... È inutile che tu scappi, Tom. Sai che oggi devi imbiancare la palizzata.
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| TOM | Devo imbiancare la palizzata!
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| CORO |
Deve imbiancare la palizzata!
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| (Entra
Tom con un secchio di calce e un pennello dal lungo manico. Fischietta
e comincia a imbiancare.)
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| BEN | Fermate
le macchine. Tling tling tling. Ciù ciù ciù.
Macchine indietro. Ciù ciù ciù. Fermate
a babordo. Buttate la gomena. Sveglia! Buttate la cima. Presto un giro
attorno a quell’albero. Pronti tutti. Tling tling tling.
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| BEN | Ehi vecchio, un po’ di lavori forzati, vero?
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| TOM | Oh, sei tu, Ben? Non mi ero neppure accorto che c’eri...
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| BEN | Senti, io vado a nuotare al fiume, adesso. Non ti piacerebbe venirci anche tu? Ma forse tu preferisci lavorare, vero? Ma sicuro che lo preferisci...
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| TOM | Cos’è che chiami lavorare?
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| BEN | Beh, quello che stai facendo adesso, non è lavoro?
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| TOM | Mmmm... in un certo senso lo è, in un certo senso non lo è. Quello che so di sicuro è che a Tom Sawyer gli piace.
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| BEN |
Cosa vuoi farmi credere? Ti diverti a fare l’imbianchino?
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| TOM | Se mi diverto? Credi che una palizzata così la trovino tutti ogni giorno?
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| CORO | La
palizzata che va imbiancata
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| (Tom ritocca con cura la vernice poi fa un passo indietro per controllare l’effetto. Dà un colpetto qua e uno là.)
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| BEN | Senti, Tom, lasciami imbiancare un po’ anche a me.
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| TOM | No, No. Credo proprio che non posso, Ben. Vedi, zia Polly ci tiene moltissimo a questa palizzata, che dà proprio sulla strada, mi capisci. Se era quella sul di dietro magari ti lasciavo, e forse anche lei non direbbe nulla. Sì, ci tiene moltissimo e devo star bene attento a come la vernicio. Credo che non c’è un altro ragazzo su mille, magari su duemila, che sa verniciarla come si deve.
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| BEN | Ma va’ un po’. Faccio attenzione come fai tu. Lasciami provare solo un momento. Io per me ti lascerei provare se fossi al posto tuo, Tom.
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| TOM | Ben, vorrei proprio, sul serio che vorrei. Ma zia Polly...
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| BEN | Ma piantala! Sto attento. Senti, se mi lasci ti do un pezzo di mela.
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| TOM | Ben non posso proprio. Ho troppo paura. Se l’opera non è perfetta zia Polly mi cava la pelle. È una roba di grande responsabilità!
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| BEN | Ti do tutta la mela.
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(Tom consegna il pennello.)
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(Il coro esplode con il Messia di Haendel.)
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| CORO | Alleluiah,
alleluiah alleluiah. Allelu-i-ah.
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| TOM | Abbassate
quelle urla. Sono il genio della burla!
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CORO |
E ti dovettero anche pagare.
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| TOM | Billy
Fischer un aquilone (ed in discreta condizione).
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| CORO | Alla
fin del giornata grande preda è accumulata
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TOM |
È stata quella volta che ho capito ... Basta
che chi la racconta un po’ ci creda Quel
giorno, se eravate qui anche voi
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| CORO |
Il filosofo Gorgia, che era greco,
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| TOM | Ci
pensate, ragazzi? Che paura!
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| Piccole donne
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| JO | Natale non è Natale senza regali!
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| MEG | È orribile essere poveri.
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| AMY | Non è giusto che ci siano certe ragazze che abbiano un mucchio di bei vestiti e belle cose e altre non abbiano niente del tutto.
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| BETH | Ma noi abbiamo papà e mamma e tutte noi.
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| JO | È vero, Beth. Ma papà è in guerra e non lo avremo con noi per molto tempo ancora. Cristoforo Colombo!!!
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| MEG | Jo! Ormai sei abbastanza grande per smetterla di comportarti come un maschiaccio! Pazienza quand’eri bambina, ma ora sei grande, ti sei raccolta i capelli e dovresti ricordarti che sei una signora, o quasi, almeno.
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| JO | Non lo so-no! E se avere i capelli raccolti mi fa diventare una signora porterò le trecce fino a che ho vent’anni! Odio pensare che devo crescere. Fare la ragazza quando invece mi piacciono i giochi da maschi. Oh vorrei essere un maschio! Muoio dalla voglia di andare a combattere insieme a papà e invece mi tocca stare a casa a lavorare a maglia come una vecchietta!
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| BETH | Povera Jo. Accontentati di accorciare il tuo nome come se fosse quello di un ragazzo e di farci da fratello. E poi non credo dei ragazzi si divertirebbero come noi a recitare le tue tragedie, Jo.
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| JO | Hai ragione, Beth! Cristoforo Colombo! La tragedia! Le prove! Le prove! Dobbiamo provare lo spettacolo per domani sera!
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| MEG | Credo che questa sarà l’ultima volta che reciterò. Sto diventando troppo vecchia per queste cose.
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| JO | Non dire sciocchezze! Piace anche a te andare avanti e indietro con lo strascico e una corona d’oro in testa. Sei la nostra attrice migliore, Meg e se ti tiri indietro sarà la fine di tutto. Andiamo, Amy, devi provare la scena dello svenimento: sei dura come una bacchetta quando svieni.
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| MEG | Non essere troppo dura con lei. Deve imparare. È ancora piccola.
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| JO | Un’attrice è un’attrice! E non deve aver paura di svenire!
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| AMY | E che ci posso fare? Non ho mai visto svenire nessuno e non ho intenzione di riempirmi di lividi neri e blu buttandomi per terra come fai tu... Magari potrei abbandonarmi graziosamente, con finezza con estrema eleganza su una poltrona... così! (Lo fa.)
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| JO | (Inorridita.)
No No! Hugo il crudele è entrato nella tua stanza per rapirti! (Jo deve arricciarsi i baffi minacciosamente.)
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| BETH | Come sei brava, Jo! Sembri proprio un uomo! Fai spavento!
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| JO | E tu, la bellissima principessa Zara... (Jo si toglie i baffi finti e assume un atteggiamento disperato.) ... congiungi le mani in gesto di preghiera, così. E grida come una pazza: “Salvami, Roderigo, salvami!” . Poi, una mano alla fronte e l’altra sul cuore e giù! BUM! (Jo crolla a terra senza paura di farsi male.)
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| BETH | Oddio! Jo, ti romperai la testa!
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| MEG | Forse potremo metter dei cuscini a terra così Amy non si farà male.
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| AMY | (A Amy importa solo di non gualcirsi il vestito e non ha nessuna intenzione di prendersi una botta, le sue grida di orrore sono dei ridicoli pigolii.) Oh oh. Roderigo salvami. (Amy si guarda intorno per essere sicura di dove si trova la sedia, sbagliando il tempo vi si avvicina e vi si siede in tutta tranquillità, fingendo poi di svenire.)
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| JO | Sei un caso disperato. Sei la rovina del teatro. Sei un disastro. Tu non hai paura del crudele Hugo! Non ti importa se ti rapisce! Se non vedrai mai più il tuo amato Roderigo! Temimi, Zara! Odiami! Aborrimi!
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| AMY | Ma, Jo, tu sei mia sorella! Come faccio ad avere paura di te?
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| MEG | Questo è teatro, cara. Devi dimenticare chi siamo e pensare ai personaggi che interpretiamo. Hugo è il tiranno crudele che ti sta per rapire.
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| JO |
Sì! Io sono un mostro! E adesso guarda come muore un mostro crudele.
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| BETH | Bollite bollite nel brodo infernale! Ah ah!
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| AMY | Ma Jo, quella è la scodella con cui fai colazione tutte le mattine! E quanto a te Beth nessuna crederà mai che tu sia una strega.
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| JO | No! È il calderone malefico in cui hanno bollito tutti i veleni dell’inferno! Ed ecco il crudele Hugo che crede di brindare alla conquista della sua bellissima vittima! (Jo tracanna il veleno.)
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| BETH | (Terrorizzata, ha scordato che è tutta una finzione.) Jo, Jo! Non bere!
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| JO | (Urlo orrendo.) Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh! Dolore
orrendo (Jo stramazza a terra scalciando finché rimane immobile.)
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| MEG | (Applaudendo.) BRAVA!
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| AMY | A me sembra una pazza.
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| BETH | Adesso basta, Jo. Alzati. (Jo rimane immobile.) Su alzati, piantala, Jo. (La scuote.) Oddio è morta davvero. (Jo si alza lentamente e abbraccia la sorella.)
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| JO | No, non sono morta. Ma per un poco ho proprio creduto di sì. Dio come sono brava! (Jo e le sorelle sognano.)
Le storie che racconto, le favole che invento
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| TUTTE | Che ci trascina via.
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| JO | Tutti
quei luoghi io vedo, a quelle storie io credo.
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| TUTTE | Una gioia perfetta.
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| JO | Cento
storie, mille storie Mi si agitano in testa,
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| TUTTE | Raccontaci
le storie e prendici per mano
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| JO | Oh!
come odio portar le gonne
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| TUTTE | Piccole donne! Piccole donne! Piccole
donne, vive da cento e cinquant’anni
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| JO | (Ritornando alla realtà.) Con “La figlia del duca” pagai il conto del macellaio. Con “La mano del fantasma” ho rifatto tutte le tende di casa e con “La maledizione dei Coventry” ho comprato un cappotto nuovo per mia sorella... ma forse un giorno scriverò un vero libro.
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Il buio oltre la siepe
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SCOUT
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Bah! Libri! chi ha tempo per i libri! Io so appena leggere... e qui nel paese succedono troppe cose per stare a casa a leggere. Quello è mio fratello Jem. Ha quasi tredici anni. E quel piccolino lì, più piccolo di me, anche se dice di averne sette di anni, si chiama Charles Baker Harris. Il nome è più lungo di lui. Per questo lo chiamiamo Dill. Sapete, lui non è qui del paese. È qui a passare l’estate con sua zia. Non sa niente di questi posti. E dobbiamo spiegargli tutto.
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| JEM | Quella è la casa dei Radley. La famiglia più infelice a cui Dio abbia mai concesso di vivere.
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| SCOUT | È lì che vive Boo. Boo Radley. Lo tengono chiuso in cantina, e mai nesuno lo ha visto in faccia perchè non ha mai messo la testa fuori di casa.
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| JEM | Ma sì che esce, quando è buio pesto. La signorina Crawford ha detto di essersi svegliata nel cuore della notte, una volta, e di averlo visto che la guardava fisso dalla finestra... la sua testa pareva un teschio. Non lo hai sentito mai, quando ti svegli la notte, Dill? Cammina così.... (Jemm striscia i piedi per terra.)
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| DILL | E a che cosa assomiglia?
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| JEM | Dalle tracce che lascia deve essere alto un metro e novantacinque... mangia scoiattoli crudi e tutti i gatti che riesce ad acchiappare... per questo ha le mani tutte sporche di sangue. E ha una cicatrice lunga e irregolare che gli traversa tutta la faccia... i denti che gli rimangono sono gialli e rotti, gli occhi gli cascano fuori dalla testa e sbava continuamente.
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| DILL | Cerchiamo di farlo uscire dalla casa. Mi piacerebbe vedere com’è!
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| SCOUT | (Al pubblico.) Vi pare che in momenti come questi a uno gli venga voglia di starsene chiuso in casa a leggere un libro?
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| DILL | Scommetto il “fantasma grigio“ contro due “Tom Swift” che non hai il coraggio di andare oltre il cancello di quella casa.
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| SCOUT | Atticus ti ucciderà se fai una cosa del genere... (Al pubblico.) Io e Jem chiamiamo così nostro padre, Atticus, non papà.
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| DILL | Allora, hai paura, eh?
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| JEM | Non è paura, è solo rispetto. (Pausa in cui Jemm osserva la casa.)
Spero che ti sia entrato in testa che ci ucciderà tutti, uno
per uno, Dill Harris. Quando ti farà schizzare gli occhi dalla
testa, non te la prendere con me: sei stato tu a cominciare, ricordatelo...
devo solo trovare un modo di farlo venire fuori senza che ci prenda.
Io ho anche una sorella a cui pensare! |
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| SCOUT | Ah! Come quando sei saltato dal tetto di casa, e mi dicevi “ se mi ammazzo che ne sarà di te?”, e sei saltato e di me non ti importava proprio niente!
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| DILL | Allora, accetti la sfida?
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| JEM | A queste cose bisogna pensarci bene. Sarebbe come voler far uscire una tartaruga dal suo guscio.
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| DILL | E come si fa?
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| JEM | Le si accende un fiammifero sotto.
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| SCOUT | Jem, sei dai fuoco alla casa dei Ridely corro subito a dirlo ad Atticus.
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| DILL | È una crudeltà accendere un fiammifero sotto una tartaruga.
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| JEM | Ma no, serve soltanto a farla uscir fuori, mica prende fuoco come il legno.
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| DILL | Come lo sai che il fiammifero acceso non gli fa male alla tartaruga?
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| JEM | Le tartarughe non sentono niente, stupido.
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| DILL | Perchè, sei mai stato una tartaruga?
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| JEM |
Santo cielo, Dill, piantala... |
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| DILL | Senti, basta che tu riesca a toccare la casa, e ti darò il “fantasma grigio”.
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| JEM | Se tocco la casa e basta? (Jem osserva la casa pensoso.)
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| SCOUT | Non hai il coraggio! Non hai il coraggio!
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| (Jem parte di scatto. Corre alla porta e ci batte la mano contro. Poi, urlando di paura, corre indietro, superando gli altri due che si mettono a corrergli dietro. Uscendo di scena. Dopo un attimo si vedono le tre teste che spiano la casa.)
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| SCOUT | La vecchia casa era sempre la stessa, cadente e tetra. Ma mentre guardavamo, ci parve di vedere una persiana che si muoveva. Flic. Un movimento piccolissimo, quasi invisibile, e la casa tornò immobile. (Al pubblico.) Vi
pare che con avventure come questa mi venisse in mente di leggere libri?
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JEM |
E
invece, un giorno (ancora non lo sai),
Tutte le storie della nostra estate,
Il bambino più corto del suo nome...
La cattiveria di tanti. Le parole
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Il cadavere
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| CHRIS | Dai raccontaci una storia.
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| GORDIE | Che storia?
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| VERN | Non di paura, eh! non ho voglia di sentire storie di paura stasera.
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| CHRIS | Fifone!
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| GORDIE | No, non è di paura. Fa da ridere. Magari è un po’ sporca...
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| CHRIS | Ah me la ricordo... È quella della gara di torte...
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| GORDIE | Non l’ho mica scritta, ancora.
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| CHRIS | Va’ avanti, racconta.
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| GORDIE | Ok. È su una città che ho inventato io. Gretna, nel Maine.
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| VERN | GRETNA ??? Che nome del cavolo. Non ci sono città di nome Gretna nel Maine!
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| CHRIS | Piantala, scemo! ti ha appena detto che l’ha inventata lui.
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| VERN | Ma... Gretna! È un nome stupido.
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| GORDIE | Un mucchio di città vere hanno nomi stupidi. Nel Maine c’è una città che si chiama Alfredo, ti immagini? e un’altra Saco. E Castle Rock. A Castle Rock non ci sono né castelli né rocce. La maggior parte delle città hanno nomi stupidi ma la gente non se ne accorge perchè sono abituati... Insomma a Gretna c’è la festa del paese...
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| VERN | ... Ah sì! La festa del paese! L’anno scorso alla festa del paese ho speso un mese di risparmi sugli autoscontri. Quando mio padre lo ha saputo per poco non mi ammazzava di botte...
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| CHRIS | Vuoi chiudere quella fogna e lasciarlo continuare?
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| VERN | Sì, certo, ok, sicuro, va bene avanti.
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| GORDIE | Alla festa di Gretna ci sono delle gare... la corsa dei sacchi per i bambini più piccoli. E per i grandi c’è la gara di torte...
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| VERN | Una gara a chi fa le torte? Ma è solo per ragazze!!!!
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| GORDIE | È una gara a chi mangia le torte. Vince chi mangia più torte nel tempo stabilito.
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| VERN | Grande!
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| GORDIE | E il protagonista della storia è un ragazzo che non piaceva a nessuno. David Hogan. David ha quindici anni. Ma è grasso. È ciccione...
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| VERN | (Si mette a ridere.) Una balena, come... (Chris gli tappa la bocca con la mano.)
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| CHRIS | Se interrompi ancora ti soffoco!
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| GORDIE | Nessuno lo chamava col suo nome. Tutti li chiamavano CULODILARDO, ma proprio tutti. Non solo i ragazzi di scuola. Tutta la gente del paese. Un giorno sentì anche i suoi prof, che parlavano tra di loro e che lo chiamavano così.
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| VERN | Che carogne! Anche a me c’è stato un periodo che mi chamavano lombrico. Non ho mai capito neanche perché...
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| CHRIS | Adesso ti infilo un amo da pesca in gola così lo capisci. Va’ avanti Gordie.
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| GORDIE | ... Ma Culodilardo giurò di vendicarsi. E lo avrebbe fatto proprio alla festa del paese, davanti a professsori e sindaco e prete, e a tutti i ragazzi e a tutta la gente che lo aveva sempre preso in giro.
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| VERN | Sììììììì! Gliela farà vedere lui! Culodilardo è capace di mangiare più di tutti loro messi assieme... con la pancia che ha!
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| CHRIS | Non capisci niente, Vern! e tu sei una carogna come tutti quanti loro non te ne accorgi?
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| GORDIE | David sa che il premio di cinque dollari non vale la pena. Sa che se vince in quel modo tutti continueranno a prenderlo in giro, e ancora di più. Tutti si aspettano che lui mangi come un porco. Anche i suoi genitori. Loro addirittura ci contano su quei cinque dollari come se li avesse già vinti.
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| CHRIS | Sì.
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| GORDIE | E più ci pensa più gli fa schifo tutta la faccenda, le torte la festa la gente. Non è colpa sua se è così grasso... vedete, ha un problema di ghiandole e...
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| VERN | Un mio cugino è così. Pesa più di cento chili e non ha ancora sedici anni. Mia mamma dice che è malato, ma a me sembra sempre un tacchino pronto per essere spennato e messo in forno.
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| CHRIS | Questa è l’ultima volta che ti dico di tacere, Vern. La prossima ti ci ficco io nel forno.
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| VERN | Scusa scusa, hai ragione. Vai avanti Gordie, è una storia magnifica.
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| GORDIE | Non mi importa mica se mi interrompi. Le interruzioni fanno bene, ti fanno capire se la gente sta capendo quello che racconti. Comunque David Culodilardo si stava rodendo il fegato perché ogni giorno a scuola gli dicevano: “Quante torte mangerai alla festa? Duecentocinquanta?”.
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| VERN | Mio cugino mi diceva una volta che c’era un uomo che mangiava mille volte più di lui eppure non ingrassava. E lui lo odiava per questo...
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| CHRIS | Adesso ti uccido.
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| GORDIE | No, lascialo dire. Mi ha fatto venire una grande idea. Il campione della gara di torte è un ragazzo bellissimo, uno col fisico da nuotatore e tutte le ragazze gli corrono dietro. L’anno prima ha divorato dodici torte, e poi non ha messo su neanche un chilo. Ed è proprio lui quello che prende in giro il povero Culodilardo più di tutti.
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| VERN | Che schifo!
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| GORDIE | E sapete che anche si era iscritto alla gara?
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| VERN E CHRIS | Chi??????????????
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| GORDIE | Il preside della scuola!
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| VERN | Non avrà il coraggio di sfidare il preside?
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| CHRIS | Bravo Gordie.
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| GORDIE | E finalmente gli venne l’idea della vendetta. Il gran giorno era arrivato. In piazza era stata costruita una pedana con una grande tavola. Tutte le torte erano disposte su una tavola. I concorrenti avrebbero dovuto mangiare le torte con le mani legate dietro alla schiena, come animali, Era venuto anche un fotografo dal giornale per fare le foto al vincitore con la faccia tutta sporca di marmellata. E David, pochi minuti prima di salire a prendere il suo posto...
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| (Le luci hanno cominciato a calare e si fa buio, si sente solo il borbottio di Gordie che racconta, e delle esclamazioni da parte degli altri ragazzi. Poi Gordie si avvicina al boccascena e parla al pubblico.)
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| GORDIE | Cosa
succede? Come va avanti?
Io lo ho capito in quelle sere
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| CHRIS | Non
è importante come finisce
Mettendoci dentro un poco di noi
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| CORO | Come
le storie che tu ci racconti
Per noi ragazzi così è la vita
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(Gli scrittori vanno incontro ai loro ragazzi e li prendono per mano.)
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SIPARIO |
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