CORO

C’era una volta… c’era una volta…

C’era una volta… Che cosa?… Ascolta!

Forse un bel principe sul suo cavallo?

O Cenerentola che andiede al ballo?

 

Di Biancaneve la strega crudele?

Lo stivaluto gatto fedele?

Quella nel bosco addormentata

Che con un bacio alfine è svegliata?

 

Facci sentire ancora una volta

La frase magica. “C’era una volta”!

Tutti saremo pronti a sentire

A spaventarci, a inorridire,

 

A creder vero quel che racconti,

La bocca aperta come dei tonti.

A farci prendere dalla magia

Con la tua storia portaci via.

 

Che sia una storia bella e simpatica

Avventurosa, anche drammatica,

ma soprattutto che sia fantastica…

non sia la solita lagna scolastica!

 

COLLODI

Prima di tutto deve esser didattica!

La favola , sàppilo, è solo una tattica

Con cui il maestro, in modo giulivo,

svolge il suo compito educativo!.

 

CORO

(Temo che a stento ne uscirò vivo.)

 

COLLODI

La struttura della favola

Si disegna su una tavola

Che essendo molto logica

Si può dire pitagorica.

Perciò state tutti zitti

Ché gli appunti vanno scritti

Con gran cura ed attenzione,

Io ti vedo, sai, bestione!

Vuoi beccar la punizione?

 

CORO

Far commenti e far riassunti

Disegnar tabelle e schemi

Con i gomiti consunti

E i cervelli mezzi scemi.

 

COLLODI

Il racconto che tra poco,

Miei diletti, sentirete,

Non è scherzo, non è gioco:

Gran morale ha in sé. Vedrete.

 

CORO

A noi, maestro, della morale

Poco ci cale, poco ci cale.

Le nostre orecchie restano aperte

Sol se la storia un po’ ci diverte.

 

COLLODI

Zitti, infingardi e maleducati.

Per emendarvi dai vostri peccati

L’eroe della storia prendete a modello:

Un bravo ragazzo e non un  monello.

 

E poiché uno così non esiste

E siete tutti delle teste triste

Io, per potervi un poco istruire;

Questo modello lo vo a costruire!

 

Quindi guardate quel pezzo di legno

Di tutti voi è molto più degno!

Nella mia arte son proprio divino

Farò di quello il perfetto bambino.

 

CORO

Sarà anche artista, sarà famoso,

ma quanto è noioso… e presuntuoso!

 

COLLODI

Mentre il bambino io costruisco,

Ragazzi miei io vi ammonisco

Di stare attenti, zitti e compunti

O vi mando allo spedale a farvi mettere i punti!

Il mio progetto educativo

Ormai è pronto per essere vivo.

 

 

Collodi lavora sul pezzo di legno. Ha fatto la testa.

 

CORO

Beh! vuoi vedere che ci riesce?

Ehi! nella faccia qualcosa cresce!

 

 

 

 

COLLODI

La fronte alta, limpido l’occhio:

Ed il tuo nome sarà Pinocchio.

Nato dal genio del mio cervello

Bimbo perfetto, non un monello.

 

Ah! che espressione intelligente.

Manca la bocca… non ci vuol niente.

Or la disegno con il pennello

Bimbo perfetto, bimbo modello.

 

Con questa  bocca che ora disegno,

(Oh che miracolo!) il pezzo di legno

Dirà solo cose intelligenti

Tutti ascoltatelo, e state attenti!

 

CORO

Ci mancava ancora questo

Un maestro che è un pupazzo

Se ritorno dalla scuola

E non sono uscito pazzo

Devo dire, cara gente

Che son proprio intelligente!

 

COLLODI

Come disse Michelangelo alla statua del Mosè

(che sapete, miei studenti, di più belle non ce n’è:

tutta in marmo e senza tarli)

“Ti ho fatt’io!!! Perché non parli?”

 

 

COLLODI scuote il pezzo di legno

 

PINOCCHIO

Blahhhhhhhhh

 

 

PINOCCHIO tira fuori ben più di un palmo di lingua.

 

COLLODI

Tu pupazzo snaturato!

 

CORO

Ma se l’è ben meritato.

 

 

Giocano con la lingua di Pinocchio come fosse un aquilone.

 

 

Viva la lingua chilometrica

Che arriva  fino in America

Che prende in giro tutti i tromboni

Quelli che credono di essere buoni,

 

Viva la  lingua senza rispetto

Che ai noiosi fa tanto dispetto

E che protegge noi ragazzi

Da chi ci vuole rendere pazzi !

 

Scivola, vola, muoviti, ondeggia,

Come una vela sul mare veleggia,

Fluttua nell’aria come un gabbiano

O l’aquilone che scappa di mano…

 

COLLODI

Impertinenti, indisciplinati

Ai vostri posti state, legati…

Volevo dire…  state composti

Ai vostri posti! Ai vostri posti!

 

 

 

 

PINOCCHIO

Viva il ballo! Viva la festa !

Viva i giochi  fuori di testa!

Viva i giochi di tutti i ragazzi!

Viva il teatro dei pupazzi!

Viva i teatro dei più pazzi!

 

COLLODI

Fermati, ingrato, stammi ad ascoltare

Non ti  ho creato per farti giocare

Devi essere un esempio da imitare

E perciò siediti e mettiti a studiare!

 

 

 

 

PINOCCHIO

Viva le gambe che giocano a pallone !

Viva le gambe che a correre son buone!

Viva gli occhi per vedere meraviglie

E la bocca per gustar dolci pastiglie.

 

COLLODI

Vergogna! Vergogna! Sfrenato! Goloso!

E pigro e chiassoso! E anche curioso!

 

PINOCCHIO

Son solo un bambino!

 

COLLODI

Questo è un delitto imperdonabile!

Ogni  bambino è imprigionabile!

Ma se non vuole finire in prigione

Deve ricevere…

 

TUTTI

                                   la punizione?

 

 

COLLODI

No… ma almeno un’educazione!

 

CORO

Ed è così che ci vuoi educare?

Caro maestro: ne hai da imparare.

 

Se il maestro tu vuoi fare

Prima impara ad insegnare

Ed il modo meglio, sai,

Dai tuoi alunni imparerai

 

COLLODI

Migliore, non meglio! Ignoranti!

 

CORO

Prova a conoscerci!

Prova a volerci un po’ di bene.

Se non ti viene

Prova a provarci almeno un po’.

 

COLLODI

Mi sento male…

 

CORO

Prova a capirci

Forse non siam tanto male,

tanto male

Forse non sei neanche tu.

 

COLLODI

Ma io sono il maestro!

 

CORO

Gioca con noi

Impara il nostro gioco

E a poco a poco

Ci capirai di più

 

Guardati  intorno

Ognuno di noi ha in viso

Pronto un sorriso

Ridi un po’anche tu.

 

PINOCCHIO

Mercé, diletti amici.

Maestro. Che ne dici?

 

Se la mia storia vuoi raccontarla

Forse dovresti prima ascoltarla.

E fissarti dentro al cervello

Che non ci sono bambini modello.

Ognun lo diventa, ma un poco alla volta

E la fatica, credimi, è molta.

Più di una volta si può sbagliare

A me è toccato anche ragliare

Ricordati: ogni bambino modello

È stato un giorno ciuchino o asinello.

 

 

COLLODI

E va bene! Mi arrendo a te, Pinocchio.

Vedi ? Ho il quaderno pronto sul ginocchio

La penna nella mano mia ben stretta:

Collodi scrive e Pinocchio detta.

 

PINOCCHIO

C’era una volta…

 - Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.

No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno.

Non ero un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d’inverno si mettono nelle stufe e nei caminetti per accendere il fuoco e per riscaldare le stanze…

 

 

Mentre Pinocchio parla appaiono  i personaggi: il gatto e la  volpe.

 

 

 

 

PINOCCHIO

Vecchi briganti, vecchi furfanti!

 

GATTO

                                                                       Quasi lattanti

 

PINOCCHIO

Eppure alla quercia mi avete impiccato!

 

GATTO

                                                                       Oh che peccato…

 

VOLPE

Era una burla da carnevale…

 

GATTO

                                                                       Niente di male.

 

PINOCCHIO

Ed i miei poveri preziosi zecchini?

 

VOLPE

Li abbiam trasformati in polli e tacchini,

Caro Pinocchio, che grande cena!

Per una volta la pancia piena!

 

GATTO

                                                                       … Piena di cena.

 

VOLPE

Non siamo, in fondo, tanto cattivi…

 

GATTO

                                                                       … Tanto cattivi.

 

VOLPE

Il povero gatto! Non è un infame…

 

GATTO

                                                                       … Fame…

 

VOLPE

Fa quel che può, un po’ si arrangia…

 

GATTO

                                                                       … Mangia…

 

VOLPE

Si fa quel che si può, non quel che si deve…

 

GATTO

                                                                       … Beve.

 

VOLPE

La volpe vuole esserti amica…

 

GATTO

                                                                       ... Mica.

 

 

 

VOLPE

Pinocchio, andiamo, dacci il tuo perdono!

 

GATTO

                                                                       … Un dono…

 

VOLPE

Facciam la pace e non pensarci ancora!

 

 

GATTO

                                                                       … Ancora ancora

 

PINOCCHIO

E promettete di rigar dritto

Senza più imbroglio, senza delitto?

 

VOLPE

Noi promettiamo, noi promettiamo

 

GATTO

                                                                       … Ti amo…

 

VOLPE

Ma è più facile la via del bene

Se si hanno le pance piene…

 

 

GATTO

                                                                       … Piene per bene…

Oh Pinocchio se tu sapessi

Mi bastano solo dei fagioli lessi

Per diventare buono e gentile

Come il soffio del mese d’aprile.

 

Ma se poi posso mangiare del pesce !

La mia  bontà oh quanto cresce !

Dammi un bel piatto di spaghetti

E sarò il più buono dei micetti

 

Sono proprio un dolcissimo gatto

Ma quando ho fame divento distratto

E non ricordo la differenza

Tra il mal di stomaco e la coscienza.

 

VOLPE

Mi danno sempre tutte le colpe

Ma in fondo, credimi, buona è la volpe.

Se lei, signore che scrive tutto,

Volesse darmi un po’ di prosciutto,

 

O una bistecca bella di manzo

Potrebbe scrivere un grosso romanzo

Su tutto quello che insieme hanno fatto

la povera Volpe e il povero gatto.

 

INSIEME

Il gatto e la volpe, la volpe e il gatto,

Uniti per sempre dal loro patto:

Riempire il piatto..

 

Arrivederci Pinocchio caro

Vediamo arrivare un grosso somaro.

 

 

Entra Lucignolo

 

 

 

CORO

Marameo marameo

Ecco arriva il bel babbeo.

Secco asciutto allampanato

È Lucignolo chiamato.

 

“Tale e quale come il Lucignolo di un lumino da notte”

 

PINOCCHIO

Che cosa fai costì? - gli domandò Pinocchio, avvicinandosi.

 

LUCIGNOLO

Aspetto la mezzanotte, per partire...

 

PINOCCHIO

Dove vai?

 

LUCIGNOLO

Lontano, lontano, lontano!

 

CORO

E lontano lontano nel mondo…

Somewhere over the rainbow...

There’s a place for us... Somewhere

 

PINOCCHIO

E dove vai?

 

LUCIGNOLO

Vado ad abitare in un paese... che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!...

 

PINOCCHIO

E come si chiama?

 

LUCIGNOLO

Si chiama il Paese dei Balocchi. Perché non vieni anche tu?

 

CORO

Come with us, baby…

 

PINOCCHIO

Io? no davvero!

 

LUCIGNOLO

Hai torto, Pinocchio! Credilo a me che, se non vieni, te ne pentirai. Dove vuoi trovare un paese più salubre per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figùrati che le vacanze dell'autunno cominciano col primo di gennaio e finiscono coll'ultimo di dicembre. Ecco un paese, come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!...

 

PINOCCHIO

Ma come si passano le giornate nel Paese dei Balocchi?

 

LUCIGNOLO

Si passano baloccandosi e divertendosi dalla mattina alla sera. La sera poi si va a letto, e la mattina dopo si ricomincia daccapo. Che te ne pare?

 

PINOCCHIO

Uhm!... – (fece Pinocchio: e tentennò leggermente il capo, come dire: «È una vita che farei volentieri anch'io!») E come fai? Parti solo o in compagnia?

 

LUCIGNOLO

Solo? Saremo più di cento ragazzi. A mezzanotte passerà di qui il carro che ci deve prendere e condurre fin dentro ai confini di quel fortunatissimo paese.

 

PINOCCHIO

Che cosa pagherei che ora fosse mezzanotte!...

 

CORO

A mezzanotte va

La ronda del piacere

E nell’oscurità

Ognuno vuol godere…

 

LUCIGNOLO

Perché?

 

PINOCCHIO

Per vedervi partire tutti insieme.

 

LUCIGNOLO

Rimani qui un altro poco e ci vedrai.

 

PINOCCHIO

No, no: voglio ritornare a casa.

 

LUCIGNOLO

Aspetta altri due minuti.

 

CORO

Wait, baby wait…

 

PINOCCHIO

Ho indugiato anche troppo. La Fata starà in pensiero per me. Ma dunque, - soggiunse Pinocchio - tu sei veramente sicuro che in quel paese non ci sono punto scuole?...

 

LUCIGNOLO

Neanche l'ombra.

 

PINOCCHIO

E nemmeno maestri?...

 

LUCIGNOLO

Nemmen'uno.

 

PINOCCHIO

E non c'è mai l'obbligo di studiare?

 

LUCIGNOLO

Mai, mai, mai!

 

CORO

Never say never again

 

PINOCCHIO

Che bel paese! - disse Pinocchio, sentendo venirsi l'acquolina in bocca. - Che bel paese! Io non ci sono stato mai, ma me lo figuro!...

 

LUCIGNOLO

Perché non vieni anche tu?

 

PINOCCHIO

E inutile che tu mi tenti! Oramai ho promesso alla mia buona Fata di diventare un ragazzo di giudizio, e non voglio mancare alla parola.

 

LUCIGNOLO

Dunque addio, e salutami tanto le scuole ginnasiali!... E anche quelle liceali, se le incontri per la strada.

 

PINOCCHIO

Addio, Lucignolo: fai buon viaggio, divertiti e rammentati qualche volta degli amici.

Ciò detto, il burattino fece due passi in atto di andarsene: ma poi, fermandosi e voltandosi all'amico, gli domandò

Ma sei proprio sicuro che in quel paese tutte le settimane siano composte di sei giovedì e di una domenica?

 

LUCIGNOLO

Sicurissimo.

 

PINOCCHIO

Ma lo sai di certo che le vacanze abbiano principio col primo di gennaio e finiscano coll'ultimo di dicembre?

 

LUCIGNOLO

Di certissimo!

 

PINOCCHIO

Che bel paese! Dunque, addio davvero: e buon viaggio.

 

LUCIGNOLO

Addio.

 

PINOCCHIO

Fra quanto partirete?

 

LUCIGNOLO

Fra due ore!

 

PINOCCHIO

Peccato! Se alla partenza mancasse un'ora sola, sarei quasi quasi capace di aspettare.

 

LUCIGNOLO

E la Fata?...

 

PINOCCHIO

Oramai ho fatto tardi!... e tornare a casa un'ora prima o un'ora dopo, è lo stesso.

 

LUCIGNOLO

Povero Pinocchio! E se la Fata ti grida?

 

PINOCCHIO

Pazienza! La lascerò gridare. Quando avrà gridato ben bene, si cheterà.

 

CORO

Cloppete clppete cloppete clì

Il carro magico ormai è già qui.

 

 

 

 

 

Eccolo - gridò Lucignolo, rizzandosi in piedi.

 

 

CORO

Viva il paese dei balocchi 

Venite venite allegri marmocchi

Qui l’ingresso è vietato ai maggiori

Di quattordici anni, o sono dolori!

 

Qui solo una cosa non si può fare:

Vietato studiare! Vietato studiare!

Non c’è paese uguale a questo!

Venite tutti e fate presto .

 

Tutti fan strepito e fanno chiasso

Tutto è baccano e gioco e spasso.

Chi vuol cantare apre la gola.

Chi vuol ballare non balla… vola…

 

Salti mortali e piroette,

E velocipedi e biciclette,

Grandi battaglie con i cuscini,

E dappertutto solo bambini.

 

Qui tutti i giorni è sempre domenica!

Abbasso il latino e Larin Metica

Abbasso la storia e la geografia

E sempre abbasso la geometria.

 

 

 

La seguente pagina di Collodi può essere  letta da gruppi diversi mentre altri mimano alcune delle azioni rappresentate, la pagina che segue si può tagliare secondo la necessità,… oppure tagliata.

 

 

- Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo.

- La sua popolazione era tutta composta di ragazzi. I più vecchi avevano quattordici anni: i più giovani ne avevano otto appena.

- Nelle strade, un'allegria, un chiasso, uno strillìo da levar di cervello!

- Branchi di monelli dappertutto.

- Chi giocava alle noci, chi alle piastrelle, chi alla palla, chi andava in velocipede, chi sopra a un cavallino di legno; questi facevano a mosca-cieca, quegli altri si rincorrevano; altri, vestiti da pagliacci, mangiavano la stoppa accesa.

- Chi recitava, chi cantava, chi faceva i salti mortali, chi si divertiva a camminare colle mani in terra e colle gambe in aria;

- chi mandava il cerchio, chi passeggiava vestito da generale coll'elmo di foglio e lo squadrone di cartapesta;

- chi rideva, chi urlava, chi chiamava, chi batteva le mani, chi fischiava, chi rifaceva il verso alla gallina quando ha fatto l'ovo;

- insomma un tal pandemonio, un tal passeraio, un tal baccano indiavolato, da doversi mettere il cotone negli orecchi per non rimanere assorditi. Su tutte le piazze si vedevano teatrini di tela, affollati di ragazzi dalla mattina alla sera,

- e su tutti i muri delle case si leggevano scritte col carbone delle bellissime cose come queste: Viva i balocci (invece di balocchi), non voglamo più schole (invece di non vogliamo più scuole), abbasso Larin Metica (invece di l'aritmetica) e altri fiori consimili.

 

CORO

Ma che brusio… che mormorio

Ma che vocio… ma che fruscio

Che brontolio… che pigolio

Io … mio… Che iradidio.

ADDIO ADDIO ih ho iiiiiiih hooooooooh

 

 

Tutti i ragazzi del  coro si trasformano in  asini.

 

COLLODI

Non ve l’avevo detto ? Non ve l’avevo detto?

E ve lo meritate!  E ve lo meritate!

I cattivi compagni soltanto voi ascoltate !

Ed ai buoni maestri tirate uno sgambetto!

 

Niente di meglio vi meritate

Brutti asinacci : botte e frustate!

Colpi di sferza! Ripeter la terza!

Colpi di frusta con man robusta!

Colpi di verga dritti alle terga!

Dello scudiscio sentir lo striscio!

 

CORO

Ih Ho ! Noi  no ! Ih ho! Ohibò!

Ohi Ohi ! Ih  ho !ohi ohi ! no no!

 

 

Appare la Fatina.

 

 

 

 

FATA

Maestro Collodi! Che modi! che modi!

Collodi… ? Che, m’odi, Collodi?

Se tu vuoi dei posteri avere le lodi

I bimbi, mi credi, non va’ che tu odii!

 

Il buono maestro i bimbi li ama

E molto di rado fetenti li chiama!

E quanto alla frusta… no no, non è giusta.

Con garbo , con tatto si dà la lezion!

 

E visto che il modo miglior di insegnare,

Collodi, lo sai, è farsi imitare…

È ora per te di… Collodi… ragliare!

 

COLLODI

Non Io! Io No! Non Io Ih Ho Ih Ho.

!

 

Anche il maestro diventa un asino.

 

CORO

Benvenuto tra di noi… Ih ho.

 

COLLODI

No no no.

 

CORO

!

Anche tu con noi così.

 

 

I ciuchini fanno il girotondo intorno al maestro.

 

FATA

Pace amici. A quattro zampe Or sapete tutti andare:

È una cosa che, credete, qui non tutti sanno fare.

Ma ciuchini voi non siete e vi tocca camminare

Su due gambe, sulle vostre: non è facile imparare.

 

Non vedete? Anche il maestro l’equilibrio spesso perde,

Ed a volte è tutto rosso, ed a volte un poco verde.

Su Pinocchio, la mia mano con fiducia ora tu prendi

La tua zampa di asinello alla mano mia distendi.

 

PINOCCHIO

Fata ih ho io di te mi fido

La mia mano qui ti affido.

 

FATA

Dritto in piedi, muovi un passo…

 

PINOCCHIO

Casco in terra come un sasso.

 

FATA

Non temer ti tengo stretto.

Anche tu, maestro : eretto.

Dritti in piedi tutti voi

E gridiamo insieme : NOI

 

CORO

Io ih ho.

 

FATA

No! Da soli ancor cadrete.

Ma se uniti voi sarete

E l’un l’altro reggerete

Sarà facile il cammino.

E Pinocchio un ragazzino

Non un asino sarà.

 

COLLODI

E a Collodi che scrisse questa storia,

Seppur sotto dettatura di Pinocchio,

Siate grati. E un pochino abbia di gloria

Questo mio modesto scarabocchio.

 

 

 

 

 

10 novembre 2003 - cm