COME L'ACQUA CHE SCORRE
di Marguerite Yourcenar

     Marguerite Yourcenar non potrà che passare alla storia anzitutto come l’autrice di quel libro così unico e straordinario che è Memorie d’Adriano; tutta, o praticamente tutta, la sua opera è però degna di nota, ed appartiene alla Letteratura con la elle maiuscola.
   Come l’acqua che scorre rappresenta uno degli scritti “minori”, quasi marginali, spesso poco citati, anche a causa della struttura stessa del libro, che non è un romanzo, genere principe della nostra epoca, bensì una raccolta di tre racconti, o meglio, di due racconti e un qualcosa “a metà fra il racconto lungo e il romanzo breve”, come poi lei ebbe a dire nelle immancabili note finali. A dispetto della sua poca fortuna però Un uomo oscuro, il romanzo breve di cui si è detto sopra, rappresenta forse una delle punte massime della bravura narrativa della scrittrice franco-belga.
    L’elemento accomunante dei tre racconti è l’epoca in cui sono immersi; il ‘600 europeo, e quindi, anche americano. Per Anna soror…, il primo racconto, si tratta di un racconto d’ambientazione italiana, mentre il terzo, Una bella mattina, anche se indipendente, è un’appendice, a dire il vero un po’ monca, del secondo, Un uomo oscuro, appunto, che, in compenso, è un vero capolavoro.
La storia si può connotare più o meno come un romanzo di formazione del settecento. Il protagonista, Nathanael, è un uomo intelligente e scaltro che un narratore esterno segue dalla fanciullezza sino alla morte. La narrazione inizia col ragazzo giovane, che vive colla famiglia in una piccola enclave fiamminga sulla costa inglese, poi ne segue la vita di bordo, imbarcato per forza di cose, una straordinaria esperienza americana, il ritorno, la vita in Olanda, presso la stamperia di uno zio, una storia d’amore che lo segnerà, e poi la fine, vissuta come guardiano su una piccola isola della Zelanda. Il tutto, come suggerisce il titolo, all’insegna dell’eracliteo panta rei, della coscienza che tutto passi, che nulla torni, che nulla sarà più ciò che è stato. Sempre in questa ottica può essere letta forse la parte, col finale, più riuscita del libro: l’esperienza nord americana. La Yourcenar ci regala l’affresco di ciò che fu il continente americano prima che le grandi potenze iniziassero a lottare per imporre ciascuna la propria bandiera su questo o quel territorio, ma in quel periodo in cui i coloni iniziarono ad abitarlo; quando convivevano, più o meno pacificamente, francesi, inglesi, olandesi, italiani, danesi, e poi calvinisti, cattolici, ugonotti, anglicani, quando cioè l’America non era nulla, se non gli uomini che la abitavano.
   In questi racconti la qualità della scrittura è altissima; la Yourcenar padroneggia stupendamente l’arte del semplice racconto, quasi privo di parlato, di inserzioni di vita reale, eppure l’effetto che ne esce è quella di una grande vivezza, di un racconto fluido, d’una vicenda estremamente vicina.
   La cosa che però forse più colpisce è come la Yourcenar riesca a raccontare una vita, come ne descriva lo svolgersi, come ce ne racconti lo spegnersi, e tutto questo senza eccedere in pagine, e senza concedere buchi.

Federico Zuliani
federicozuliani83@yahoo.dk

Come l'acqua che scorre di Marguerite  Yourcenar
Tre racconti - Traduzione di Maria Caronia
225 pag., Euro 7.75 - Einaudi - Collana: ETcm - Tascabili (Classici moderni) - 1993
ISBN 8806129821
Note di Copertina
L'ultimo libro di Marguerite Yourcenar si compone di tre racconti ambientati nel Seicento tra l'Italia e le Fiandre. Il primo, "Anna, soror"..., mette in scena la storia conturbante d'un amore tra fratello e sorella nella Napoli della Controriforma: una passione così forte che riesce a resistere ai rimorsi dei due giovani e a farsi largo nei loro cuori. "Un uomo oscuro", ambientato nei Paesi Bassi, ci fa seguire le avventurose peregrinazioni di un ragazzo - Nathanael - tra Vecchio e Nuovo Mondo e il suo amore per la prostituta Saraì. L'ultimo racconto, "Una bella mattina", riprende i temi e i personaggi di "Un uomo oscuro" seguendo la storia di Lazaro, figlio di Saraì e Nathanael e della sua vocazione teatrale.

Marguerite Yourcenar (Bruxelles 1903 - Bar Harbor-Maine 1987), scrittrice e saggista, fra le più significative voci della letteratura francese del secolo scorso.
Nacque a Bruxelles l'8 giugno 1903, da una famiglia di antica nobiltà. Il padre, Michel René de Cleenewerck de Crayencour, ricco proprietario terriero, era di origine francese; la madre, Fernande de Cartier de Marchienne, era di origine belga, e morì pochi giorni dopo averle dato la luce: fu la sua unica figlia.
Marguerite Yourcenar (pseudonimo di Marguerite Antoniette Jeanne Marie Ghislaine de Crayencour, ricavato anagrammando il cognome, con la complicità del padre 1) visse i primi anni della sua vita a Mont Noir, nell'estremo nord della Francia, nella vasta tenuta immersa nella bellezza della campagna francese, governata dalla nonna paterna. Il padre che volle occuparsi in modo molto accurato della sua istruzione, la portava sovente con sé nei continui spostamenti fra Bruxelles, Lilla, Mont Noir, l'Olanda, Parigi e il Midi francese. Questi continui contatti con ambienti geografici diversi, oltre ad imprimerle il desiderio instancabile di viaggiare, svilupparono nella piccola Marguerite un'ampia e profonda curiosità culturale e la capacità di assaporare il piacere per l'avventura e per la libertà.
Dopo la morte della nonna paterna, avvenuta nel 1909, che ebbe come conseguenza la vendita del Castello di Mont Noir, padre e figlia nel 1912 si stabilirono a Parigi.
Il padre, uomo di sensibilità e cultura straordinarie, al fianco di diversi precettori privati, continuò ad essere per la giovane figlia una guida con cui confrontarsi, influenzando notevolmente i suoi studi letterari.
Marguerite, sin da piccola, immersa con passione nel classicismo greco e latino, affrontò senza alcuna difficoltà lo studio di queste due lingue, poi ancora delle lingue tedesca, spagnola, italiana.
Lo scoppio della prima guerra mondiale costrinse entrambi a trasferirsi a Putney in Inghilterra, dove Marguerite imparò anche la lingua inglese. In quel periodo ebbero inizio i suoi viaggi in Italia, Svizzera, Germania e Grecia.
Nel 1918, rientrati in Francia, Marguerite, senza aver mai messo piede in un'aula scolastica, si diplomò in filosofia all'Università di Aix-en-Provence.
Dopo due ulteriori anni di studio ottenne, "Maxima cum Laude", una licenza speciale in greco, concludendo così l'intero arco della sua grande preparazione culturale.
A 17 anni ebbe inizio la sua carriera letteraria. Nel 1922 pubblicò le liriche a consacrazione di Icaro "Il giardino delle chimere", dedicate al padre. Nel 1924 pubblicò "Gli dei non sono morti"; un tributo all'antichità mitologica, dedicato all'amica Christine Havelt. In queste due opere d'esordio le spese di stampa vennero sostenute dal padre.
La passione per la storia dell'antica Roma imperiale la portò a visitare i siti archeologici italiani più importanti. Nel 1924 a Tivoli visitò per la prima volta Villa Adriana, da cui trasse spunto per le sue prime ricerche sulla vita dell'imperatore romano, e iniziò a prendere i primi appunti per le "Mémoires d'Hadrien".
Anche la Grecia fu meta frequente dei suoi viaggi, alla ricerca dei luoghi cantati nei poemi omerici.
Nel 1928 il padre, che due anni prima aveva sposato Christine Havelt, morì lasciandole una cospicua eredità, che le consentì di non avere problemi economici fino al 1940.
La sua attività di scrittrice proseguì con un'opera di narrativa, "Alexis o il trattato della lotta vana" (1929), che tratta con straordinaria delicatezza il tema dell'omosessualità. A questo impegnativo lavoro fecero seguito altri due titoli, frutto della sua passione per gli argomenti classici: "La nuova Euridice" (1931) , e "Pindaro" (romanzo e saggio 1932).
Fra il 1933 e il 1935, mentre si trovava a Roma, portò a termine il romanzo ambientato nell'Italia fascista, "Moneta del sogno" (1935). A questo lavoro fece seguito una raccolta di poesie dal titolo "Fuochi" (1936), ispirate da un amore non corrisposto per André Fraigneau, e scritto nel corso di un suo soggiorno in Grecia.
Nel 1937, durante un suo viaggio a Londra, incontrò Virginia Woolf e conobbe Grace Frick, un'intellettuale americana con la quale iniziò un sodalizio affettivo che si protrasse senza interruzioni per quarant'anni, fino alla morte di lei. Un viaggio nel settembre di quello stesso anno inaugurò i contatti di Marguerite Yourcenar con il Nuovo Continente.
Al suo rientro in Europa venne pubblicato "Il colpo di grazia" (1938), una delle sue opere più raffinate: è la storia della lotta antibolscevica nei paesi baltici. Nello stesso anno pubblicò due raccolte di racconti: "Novelle orientali" e "I sogni e i destini".
Nel 1939, durante un suo soggiorno ad Atene, si impegnò nella traduzione di Kavafis, in un saggio dal titolo "Presentazione critica di Kavafis" pubblicato nel 1958.
All'inizio della seconda guerra mondiale Marguerite Yourcenar lasciò l'Europa e si trasferì negli Stati Uniti. Doveva essere un soggiorno di pochi anni, invece si estese per oltre dieci, durante i quali, abbandonato il suo lavoro di scrittrice, partecipò a numerose conferenze e si dedicò all'insegnamento del francese all'Università di New York: furono attività che le permisero di superare anni di gravi difficoltà.
Il suo temperamento indipendente e libero la spinse ad impegnarsi nella battaglia degli intellettuali americani contro il Ku-Klux-Klan, a partecipare a lotte ambientaliste, in particolare contro l'uccisione delle balene, a sostenere la causa del femminismo, pur non approvandone le manifestazioni più estreme.
Nel 1942 fece visita per la prima volta a Mount Desert Island (Costa del Maine). Nel 1948, quasi casualmente, le venne recapitato un baule contenente oggetti personali depositati anni addietro a Losanna: fra questi riemersero gli appunti delle "Mémoires", che risvegliarono in lei la passione per la storia del grande imperatore. Alla scrittura di questa importante opera, concepita da Marguerite appena ventenne, dedicò ben due anni di lavoro intenso. Il romanzo, splendida biografia immaginaria dell'imperatore romano, venne pubblicato nel 1951 col titolo di "Memorie di Adriano". Fu un successo mondiale immediato di critica e di pubblico, che destò anche l'ammirazione incondizionata di Thomas Mann. Nel 1952 per questo lavoro le venne conferito il Premio Fémina-Vacaresco.
Altri frequenti viaggi in quel periodo la portarono in Francia e in Belgio, dove non tralasciò mai di visitare i luoghi dell'infanzia; poi ancora visitò l'Inghilterra, la Scandinavia e vari paesi dell'Europa centrale.
Scelse definitivamente di vivere insieme all'amica Grace a Mount Desert Island, un'isola dell'Atlantico di fronte alle coste del Maine, in una casetta tutta di legno verniciato di bianco, che aveva ribattezzato "La Petite Plaisance", già divenuta dimora stabile dal novembre del 1950.
Nel corso dei suoi primi anni americani ebbe anche inizio la sua produzione dei testi teatrali più importanti: "Elettra e la caduta delle maschere" (1954), "Il mistero di Alceste" (1963) e "Chi non ha il suo Minotauro?" (1963).
Nel 1955 negli U.S.A. ricevette il Premio Newspaper Guild. In occasione di un suo soggiorno in Belgio venne pubblicata una raccolta di poesie, "I doni di Alcippe" (1956). Nel 1961 le fu conferita la laurea Honoris causa all'Università di Northampton-Inghilterra. Nel 1962 pubblicò una raccolta di saggi, "Con beneficio d'inventario", per la quale ricevette il Premio Combat.
Continuarono nel frattempo i suoi viaggi verso mete europee: Islanda, Inghilterra, Svezia, Danimarca, Portogallo, Spagna, Grecia e Russia, e verso altri nuovi paesi: Egitto, India e Giappone, che la videro sempre più intensamente partecipe delle vicende mondiali con l'adesione a movimenti d'opinione, ad associazioni per il sostegno dei diritti civili e per la difesa dell'equilibrio ecologico del pianeta.
Altro periodo storico che appassionò Marguerite Yourcenar fu il Rinascimento Europeo, in cui collocò la biografia di Zenone, intellettuale del '500 e personaggio di fantasia, ma ispirato a due grandi figure di quel tempo: il filosofo italiano Tommaso Campanella e Paracelso, esponente della corrente magico-teosofica del rinascimento tedesco. Fu un romanzo impegnativo, da molti considerato il suo capolavoro, e venne pubblicato nel 1968 con il titolo "L'Opera al nero". Fu ancora un successo strepitoso a cui, nel 1970, fece seguito il suo ingresso all'Académie Royale Belge - Bruxelles.
Nel 1971, a Parigi, ricevette la Legion d'Onore; nel 1972 ricevette il Premio Letterario di Monaco; nel 1974 ricevette il Premio Nazionale della Cultura Francese. Nel 1977 le venne riconosciuto in patria il Gran Premio di Letteratura dell'Académie Française.
Ottenne un considerevole numero di premi letterari, che le vennero conferiti più per la sua altissima capacità di essere scrittrice che non per una sua singola opera.
Sempre nel 1977 iniziò a studiare la lingua giapponese: la conoscenza di questa lingua le permise di tradurre l'opera del giapponese Yukio Mishima "Cinque nõ moderni", e di scrivere il saggio "Mishima o la visione del vuoto" (1981).
Nel frattempo la malattia dell'amica Grace le impose la sospensione dei suoi molteplici viaggi. Fu una pausa che le permise anche di continuare la scrittura della trilogia autobiografica intitolata "Il labirinto del mondo" suddivisa in "Care memorie" (1974), "Archivi del Nord" (1977), e "Quoi? L'Eternité" (pubblicato postumo nel 1988). In queste opere la scrittrice narra le vicende della propria famiglia, ma solo per inserirle nella più ampia storia del secolo.
Nel 1979 morì Grace Frick, premurosa compagna e infaticabile traduttrice dei suoi testi dal francese all'inglese; per Marguerite fu una perdita dolorosissima.
Il 6 marzo 1980 Marguerite Yourcenar, all'età di 77 anni, entrò a far parte dell'Académie Française, prima donna nella storia a pronunciare un discorso nella prestigiosissima sede parigina, nel corso della cerimonia che ebbe luogo il 22 gennaio 1981. Crollava una tradizione che per 345 anni aveva tenuto in disparte le donne dall'Istituzione fondata dal Cardinale Richelieu.
Ripresero i suoi viaggi nel Nord Africa e in Europa, accompagnata da Jerry Wilson, divenuto suo segretario e giovane compagno. Purtroppo egli morirà prematuramente a 36 anni, nel 1983.
La sua attività di scrittrice proseguì con la pubblicazione di un racconto di notevole intensità dal titolo "Anna, soror…" (1981) in questo libro, con una scrittura pudica e sfumata, affrontò il tema dell'incesto. Una prima stesura l'aveva iniziata nel 1925 mentre si trovava a Napoli.
Nel 1982 venne eletta all'Accademia Americana di Arti e Lettere. Sempre nel 1982 pubblicò un libro di tre racconti, "Come l'acqua che scorre"; nel 1983 pubblicò un'altra parte di sue produzioni saggistiche a cui diede il titolo "Il tempo, grande scultore".
Affrontò nuovamente altri viaggi in Giappone, Thailandia, India, Kenia e ancora Grecia, Italia e Francia.
Nell'ottobre del 1987 venne pubblicata un'ultima raccolta di appunti, scritti in momenti diversi e scelti in prima persona dall'autrice: fu un libro ricco di citazioni famose a cui diede il titolo "La voce delle cose".
Nel novembre del 1987 venne designata "migliore scrittore dell'anno" in occasione del Festival Europeo degli scrittori di Strasburgo. Ma in ragione degli ottantaquattro anni ormai compiuti, la forza e l'energia di cui era stata piena la sua vita, erano andate via via perdendosi.
Marguerite Yourcenar morì il 17 dicembre 1987 in un piccolo ospedale di Bar Harbor (Maine), colpita da ictus cerebrale. Per sua volontà venne cremata e le sue ceneri vennero deposte nel piccolo cimitero di Somesville, nell'isola di Mount Desert Island (Maine), accanto alla tomba dell'amica Grace Frick. Poco più in là c'è una lapide a indicare la sepoltura di Jerry Wilson.
Vennero pubblicate postume altre raccolte di scritti: "Pellegrina e straniera" (1989) e "Il giro della prigione" (1991).

Marguerite Yourcenar è stata narratrice di solidissime capacità e prodigiosamente versatile. Ha scritto romanzi, saggi, commedie, poesie, memorie, traduzioni. Ha saputo ambientare i suoi racconti nella Roma del II secolo, nelle Fiandre del XVI, nell'Italia del XVII, in India, in America, in Cina, muovendosi sempre con sicurezza e competenza in mezzo a paesaggi, situazioni e personaggi diversi. La sua straordinaria cultura, l'eccezionale scrupolo nella documentazione, l'elaborata semplicità dello stile, la pienezza degli accenti, la densità del pensiero non hanno mai soffocato le sue invenzioni narrative, bensì hanno affascinato i lettori di tutto il mondo.

da A.L.K. Libri



1. "Mio padre, che mi offriva quella specie di regalo di Natale che era la pubblicazione del poema su Icaro, mi ha detto "Preferisci usare uno pseudonimo?" e io ho risposto "Sì, certo!" (...) Allora ci siamo messi al lavoro divertendoci a fare degli anagrammi del nome de Crayencour e (...) siamo arrivati a Yourcenar. La Y mi piace molto, è una lettera bellissima (...) è soprattutto un albero, dalle braccia spalancate".


vedi anche
Marguerite Yourcenar

 


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