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| L'IGNORANZA |
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| Sarebbe
possibile, oggi, l’Odissea? L’epopea del ritorno appartiene
ancora alla nostra epoca? Sui quesiti che Kundera interpone alle vicende
narrate si sviluppa l’idea alla base del romanzo: l’elaborazione
di una moderna epopea del nostos, l’esaltazione e denigrazione
allo stesso tempo delle contrastanti emozioni che, in seguito al ritorno
al luogo natio, sbocciano nei due esuli protagonisti. Silvia
Masiero |
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L'ignoranza
di Milan Kundera |
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| Note di Copertina Un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo la via dell'esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d'amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla palude stigia della storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza "i loro ricordi non si assomigliano". Crediamo che i nostri ricordi coincidano con quelli di chi abbiamo amato, crediamo di avere vissuto la medesima esperienza, ma è solo un'illusione. D'altro canto, che può fare la nostra flebile memoria? La nostra memoria che, del passato, non ricorda che un'"insignificante minuscola particella senza che nessuno sappia perché proprio questa e non un'altra"? Viviamo sprofondati in un immenso oblio, e ci rifiutiamo di saperlo. Solo coloro che, come Ulisse, tornano dopo vent'anni alla natia Itaca possono contemplare da vicino, attoniti e abbagliati, la dea dell'ignoranza. E solo Kundera, fra gli scrittori di oggi, poteva riuscire a trasformare temi vertiginosi come l'esilio, l'assenza, la memoria, l'oblio in materia romanzesca e a orchestrare con essi una magistrale, toccante polifonia. |
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Primo
capitolo
"Cosa
fai ancora qui?". La sua voce non era cattiva, ma non era neppure
gentile; Sylvie si stava irritando. |
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