
Alcuni
passi dal libro
Pagina 178-179
Pochi
minuti prima di spirare pronunciò la seguente
frase: “Non è una questione di colori,
è una questione di musica, capite? Ci ho messo
tanto tempo, ma adesso (stop)”.
Era un uomo generoso e sicuramente dotato di enorme
talento artistico. Era amico mio. E io gli volevo bene.
Adesso riposa, per suo esplicito desiderio, nel cimitero
di Quartel. La lapide, sulla tomba, è in semplice
pietra. Completamente bianca.
Pagina
223
Non
si muove più nulla, tutt’intorno. La gente
trattiene il fiato. Un incantesimo.
Allora
il vecchio
abbassa
gli occhi,
immerge
una mano
nell’acqua
e
lentamente
disegna
il segno
di una croce.
Lentamente. Benedice il mare.
[…]
- Tu sei venuto qui per benedire il mare, vero?
L’uomo la guardò, fece qualche passo, le
andò vicino, si chinò e le sorrise.
- No.
- E allora che ci facevi in quella stanza?
- Se il mare non lo si può più benedire,
forse, lo si può ancora dire.
Dire il mare. Dire il mare. Dire il mare. Perché
non tutto quello che c’era nel gesto di quel vecchio
vada perso, perché magari un lembo di quella
magia ancora vagola nel tempo, e qualcosa potrebbe trovarlo,
e fermarlo prima che sparisca per sempre. Dire il
mare. Perché è quello che ci resta.
Perché davanti a lui, noi senza croci, senza
vecchio, senza magia, dobbiamo pur averla un’arma,
qualcosa, per non morire in silenzio, e basta.
Pagina 11
-
Vi prego, non muovetevi -, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita
un attimo, lo appoggia sulle sue labbra lentamente lo
fa scorrere da un angolo all’altro della bocca.
Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda,
le immerge appena nell’acqua, e rialza lo sguardo
verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l’ombra
di un sapore che la costringe a pensare “acqua
di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare”
– ed è un pensiero che dà i brividi.
Pagina 17
Alla
locanda Almayer ci potevi arrivare a piedi, scendendo
per il sentiero che veniva dalla cappella di Saint Amand,
ma anche in carrozza, per la strada di Quartel, o su
una chiatta, scendendo il fiume. Il professor Bartleboom
ci arrivò per caso.
- Questa è la locanda della Pace?
- No.
- la locanda di Saint Amand?
- No.
- L’Albergo della Posta?
- No.
- Bene. C’è una stanza?
- Sì.
- La prendo.
[…]
- Il primo Ismael è mio padre, il secondo mio
nonno.
- E quello lì?
- Adelante?
- No, non quello lì… questo?
- Prof.?
- Eh.
- Professore no? Vuol dire professore.
- Che nome scemo.
- Non è un nome… io sono professore,
insegno, capito? Io vado per la strada e la gente mi
dice Buongiorno professor Bartleboom, Buonasera professor
Bartleboom, ma non è un nome, è quello
che insegno, insegno…
- Non è un nome.
- No.
- Va be’. Io mi chiamo Dira.
- Dira.
- Sì. Vado per la strada e la gente mi dice Buongiorno
Dira, Buonanotte Dira, sei bella oggi Dira, che bel
vestito che hai Dira, Hai mica visto Bartleboom per
caso, no, è nella sua stanza,primo piano, l’ultima
in fondo al corridoio, questi sono gli asciugamani,
tenete, si vede il mare, spero che non vi dia fastidio.
Il professor Bartleboom – da quel momento semplicemente
Bartleboom – prese gli asciugamani.
- Signorina Dira…
- Sì?
- Posso permettermi una domanda?
- Sarebbe?
- Ma voi quanti anni avete?
- Dieci.
- Ah ecco.
Pagina
80
Sul
davanzale della finestra di Bartleboom, questa volta
se ne stavano seduti in due. Il solito bambino. E Bartleboom.
Le gambe a penzoloni, nel vuoto. Lo sguardo a penzoloni,
sul mare.
-Senti, Dood…
Dood, si chiamava, il bambino.
-Visto che te ne stai sempre qui…
-Mmmmh.
-Tu magari lo sai.
-Cosa?
-Dove ce li ha, gli occhi, il mare?
- …
- Perché ce l’ha, vero?
- Sì.
- E dove cavolo sono?
- Le navi.
- Le navi cosa?
- Le navi sono gli occhi del mare.
Rimane di stucco, Bartleboom. Questa non gli era proprio
venuta in mente.
- Ma ce n’è a centinaia di navi…
- Ha centinaia di occhi, lui. Non vorrete mica che se
la sbrighi con due.
Effettivamente. Con tutto il lavoro che ha. E grande
com’è. C’è del buon senso,
in tutto quello.
- Sì, ma allora, scusa…
- Mmmmh.
- E i naufraghi? Le tempeste, i tifoni, tutte quelle
cose lì… Perché mai dovrebbe ingoiarsi
quelle navi, se sono i suoi occhi?
Ha l’aria perfino un po’ spazientita, Dood,
quando si gira verso Bartleboom e dice
- Ma voi… voi non li chiudete mai gli occhi?
Cristo. Ha una risposta per tutto, quel bambino.
Bibliografia
di Alessandro Baricco
Romanzi
- Castelli di rabbia, Rizzoli 1991 - Tascabili Bompiani
1994
- Premio Selezione Campiello e Prix Médicis
étranger
- Oceano Mare, Rizzoli 1993, Premio Viareggio
- Seta, Rizzoli 1996
- City, Rizzoli 1999
- Senza sangue, Rizzoli 2002
Teatro
- Novecento, Feltrinelli 1994
- Davila Roa, testo teatrale messo in scena da Luca
Ronconi nel 1996 (mai pubblicato)
- Partita Spagnola, Audino Editore 2003
Raccolta di articoli
- Barnum. Cronache dal Grande Show, Feltrinelli 1995
- Barnum 2. Altre cronache del Grande Show, Feltrinelli
1998
- Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e il mondo
che verrà, Feltrinelli 2002
Saggi
- Il genio in fuga. Sul teatro musicale di Rossini,
Il Melangolo 1988 - Einaudi 1997
- L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin, Garzanti
1992
Totem & Reading
- Totem, con Gabriele Vacis e Ugo Volli, Fandango Libri,
1999
- Totem 1 + videocassetta, con Gabriele Vacis, Rizzoli,
2000
- Totem 2 + videocassetta, con Gabriele Vacis, Rizzoli,
2000
- Le scatole di Totem, Holden Libri 2002
- City Reading - Tre storie western, CD con gli Air,
Virgin 2003
- Totem. L'ultima tournée, Baricco, Vacis, Tarasco,
Einaudi 2003
- City reading project. Lo spettacolo a Romaeuropa Festival,
Rizzoli 2003
|

Scrittore
tra i più conosciuti e amati dai lettori di narrativa
in Italia, Alessandro Baricco è nato a Torino
il 25 gennaio 1958.
Dopo la laurea in filosofia (tesi con Gianni Vattimo
su Adorno e la scuola di Francoforte: "Scrittura,
memoria, interpretazione. Note sulla teoria estetica
di T. Adorno", 1980) e il diploma in pianoforte
al Conservatorio, lavora qualche anno come copy writer
in agenzie di pubblicità e si dedica a studi
di critica musicale, pubblicando un saggio sull'opera
rossiniana Il genio in fuga (1988) e uno sui
rapporti tra musica e modernità L'anima di
Hegel e le mucche del Wisconsin (1992); esordisce
in ambito giornalistico come critico musicale de La
Repubblica e poi come editorialista culturale de
La Stampa.
L'amore
per la musica e per la letteratura ha ispirato fin dall'inizio
la sua attività di brillante saggista e di narratore.
Nel 1991 esordisce con il romanzo Castelli di rabbia,
che vince il Premio Campiello e il Prix Médecis
étranger 1995, oggi tradotto in Francia, Germania,
Olanda, Danimarca, Norvegia e Portogallo. Nel 1993 pubblica
Oceano mare che vince il Premio Viareggio,
a cui segue nel 1994 Novecento. Un monologo,
un racconto da cui sono stati tratti un lavoro teatrale
(con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a
partire dal 1994, e con Arnaldo Foà in un nuovo
allestimento nel 2003) e un film ("La leggenda
del pianista sull'oceano", di Giuseppe Tornatore).
Collabora
a trasmissioni radiofoniche (rimasta celebre la sua
lettura di Furore di Steinbeck) ed esordisce
in TV nel 1993 come conduttore di L'amore è
un dardo, una fortunata trasmissione di Raitre
dedicata alla lirica, che rappresentava il tentativo
di gettare un ponte tra un mondo affascinante, ma spesso
impenetrabile ai più, e il comune pubblico televisivo.
In seguito sviluppa e conduce nel 1994 un programma
dedicato alla letteratura intitolato Pickwick,
del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista
Giovanna Zucconi.
Nel
1995 raccoglie poi in Barnum. Cronache dal Grande
Show i suoi articoli, dal nome della rubrica che
ogni mercoledì Baricco curava nelle pagine culturali
del quotidiano torinese La Stampa; nel 1998
viene pubblicato anche Barnum 2. Altre cronache
dal Grande Show in cui sono raccolti gli articoli
frutto della collaborazione con La Repubblica.
Intanto
mette a punto un nuovo progetto ambizioso, quello di
portare in scena, a teatro, dei "pezzi di mondo"
tratti dalla musica, dalla letteratura, dalla lirica:
lo spettacolo, Totem. Letture, suoni, lezioni,
vede la partecipazione di Eugenio Allegri, Gabriele
Vacis, Stefania Rocca e Lella Costa e svela il finale
del Guglielmo Tell, il Viaggio al termine
della Notte di Céline, le Cattedrali
di Carver, e molto altro. Lo spettacolo, assolutamente
innovativo, verrà registrato e mandato in prima
serata su RaiDue nel dicembre del 1998, e continuerà
con successo la sua tournée attraverso l'Italia
fino ad agosto 2001. Dello spettacolo sarà pubblicato
un libro (edizioni Fandango Libri) e due VHS (BUR -
Rizzoli).
Nel
1994 fonda insieme a un gruppo di amici una scuola di
tecniche della narrazione "la Scuola Holden",
nella quale tuttora insegna, e nel 1996 scrive un testo
teatrale, Davila Roa (mai pubblicato), che
va in scena l'anno seguente al teatro Argentina di Roma,
per la regia di Luca Ronconi, e che viene duramente
criticato.
Nel
1999 pubblica City, il primo romanzo italiano
ad essere "pubblicizzato" esclusivamente in
rete, cui fa seguito nel 2000, una prima chat con i
lettori.
Nel febbraio 2002 firma la sceneggiatura dello spot
pubblicitario per i 125 anni della Barilla, e pubblica
Next, un breve saggio dedicato al tema della
globalizzazione.
Il 28 agosto 2002 esce Senza Sangue, un breve
racconto-romanzo sulla guerra e la vendetta, e in occasione
del ritorno in libreria l'autore chatta nuovamente con
i lettori sul sito RCS Libri.
A Novembre 2002 realizza il City Reading Project,
portando in scena al Teatro Valle di Roma alcuni brani
chiave del suo romanzo City, che a marzo 2003
è diventato un CD co-firmato con il gruppo francese
AIR e a maggio un libro illustrato pubblicato da Rizzoli.
Ad
Aprile 2003 Dino Audino Editore pubblica Partita
Spagnola, una sceneggiatura scritta da Baricco
nel 1987 a quattro mani con Lucia Moisio, sulla storia
di Farinelli, la voce bianca del '700.
A Giugno 2003 esce il cofanetto Totem. L'ultima
tournée, che comprende un film su Totem
girato da Lucia Moisio durante l'ultima tournée
dello spettacolo in giro per l'Italia (2001). Alla VHS
è allegato un piccole volume ('Balene e sogni')
in cui i tre protagonisti (Baricco, Vacis e Tarasco)
riflettono e dicono la loro su Totem.
Nel
settembre 2003, a un anno di distanza dal reading di
City, Baricco riprende l'esperienza della lettura
in pubblico con 'Il racconto dell'Iliade' - con prima
assoluta il 21 Settembre 2003 presso l'Accademia di
Francia a Roma, sempre nell'ambito del Roma Europa Festival.
Dell'opera omerica Baricco propone una rilettura in
chiave moderna che suscita grande interesse e apprezzamento
da parte del pubblico.
Ad
ottobre 2003, a poco più di un anno dall'uscita
di Senza Sangue in libreria, Baricco torna
a chattare per la terza volta con i lettori, attraverso
il sito della Rizzoli Libri.
da
Oceano
mare - Alessandro Baricco
|
|