OCEANO MARE
di Alessandro Baricco

     Otto vittime salvate, otto destini incrociati, un unico grande burattinaio, padrone incontrastato delle loro esistenze: il mare, l’implacabile Oceano mare.
    
Mille modi di entrare in comunione con questo dio: immaginazione, razionalità o illuminante follia, dolore annichilente e misteri animaleschi, dalla più candida ingenuità di un bucaneve troppo delicato (la giovane Elisewin) , alla profondità delle piaghe di una cognizione indesiderata (l’immenso Adams). Non vi è Creatore o maestro spirituale, il mare è ciò che rende consapevole l’uomo dei propri limiti, liberandolo nel contempo dagli infantili artefizi della mente per placare coscienza e moralità.
    
La terra è soltanto un appoggio per i piedi, la piccola locanda Almayer, un effimero legame con la vita passata, si inchina di fronte all’oceano, ma soprattutto, ecco, i bambini, folletti irlandesi o forse eterne creature sempre nuove come fatte di spuma marina e una remota stanza.
    
L’ostilità di una fredda porta chiusa che racchiude il significato del tutto, la “declinazione del Dio”; il narratore ignoto può raccontare solo da lontano in modo da sottrarsi al richiamo… Ma nessuno è sordo al mare più di quanto quest’ultimo glielo conceda e non appena ultimato l’arduo compito anche il misterioso abitante della settima stanza non può fare altro che riempirsi dell’Oceano mare, compenetrare l’irresistibile materia divina.
    
Allora è chiaro il fine: tutto è teso al raggiungimento della Parola, l’unica sola parola capace di contenere la Verità di un dio, di un mondo, di otto esistenze o forse di tutte quante…
    
Naturalmente bisogna ricordare che non spetta ad Alessandro Baricco autore di questo romanzo, edito nel 1993, il merito di aver scoperto che soltanto in una dimensione arcana ed insondabile si può raggiungere la Verità. Tuttavia bisogna riconoscere il fascino di quest’opera; lo stile caotico permette alle complesse psicologie dei personaggi di emergere in tutta la loro umana contraddittorietà, sfortunate vite consapevoli (come Plasson e Bartleboom).
    
L’accattivante costruzione della trama a vorticoso incastro che non lascia spazio all’”horror vacui” incatena il lettore come se subisse direttamente l’ammagliante effetto del canto marino. Infine in nessun altro libro ho ritrovato una così suggestiva descrizione del mare, essa appare scritta per l’anima umana con la completezza delle sfaccettature, la forza, la quiete, la spietatezza, l’amore, un calderone dei demoni umani insomma, che straordinariamente diviene sovraumano guaritore: il nuovo Prometeo.

Cinzia Prosio e Riccardo Petrella, V C

Oceano mare di Alessandro Baricco
240 pag., Euro 12,50 - Rizzoli
ISBN 88-17-10610-0

"Il romanzo va gustato riga per riga, è denso di trovate anche linguistiche, di dialoghi dalla sonorità cinematografica, di descrizioni suggestive ed emblematiche."
Giuseppe Pederiali - Il Giorno
"Baricco ci fa pensare, di volta in volta, a Kafka come a Céline, a Perec come a Palazzeschi e forse perfino a Calvino, ma alla fine è sempre più inconfondibilmente se stesso, maestro di arazzi e sinfonie."
Giovanni Giudici - l'Unità
"Tutti personaggi straordinari, a ciascuno dei quali Baricco affida un impossibile segreto impegnandoli a custodirlo gelosamente."
Angelo Guglielmi - L'Espresso
"Vi spira un'aria fra Stevenson, Melville e Conrad, ossia una robusta vocazione al racconto che si alimenta però delle oscure tensioni metafisiche suscitate dal mito del mare."
Stefano Giovanardi - la Repubblica
"Il giovane Baricco ha superato di slancio l'ostacolo del secondo libro, che non di rado decide del destino di un narratore; o rientra nei ranghi o svetta. Ed egli ha svettato."
Geno Pampaloni - il Giornale
"Questo libro che gronda stanchezza e sconfitta, che accoglie concettualmente l'eredità dei più profetici e dannati scrittori di mare, riesce a proteggere una sua vena di allegria, di scanzonata e briosa musica mozartiana."
Lorenzo Mondo - La Stampa - Tuttolibri .

Alcuni passi dal libro

Pagina 178-179

Pochi minuti prima di spirare pronunciò la seguente frase: “Non è una questione di colori, è una questione di musica, capite? Ci ho messo tanto tempo, ma adesso (stop)”.
Era un uomo generoso e sicuramente dotato di enorme talento artistico. Era amico mio. E io gli volevo bene.
Adesso riposa, per suo esplicito desiderio, nel cimitero di Quartel. La lapide, sulla tomba, è in semplice pietra. Completamente bianca.

Pagina 223

Non si muove più nulla, tutt’intorno. La gente trattiene il fiato. Un incantesimo.
Allora
il vecchio
abbassa
gli occhi,
immerge
una mano
nell’acqua
e
lentamente
disegna
il segno
di una croce.
Lentamente. Benedice il mare.
[…]
- Tu sei venuto qui per benedire il mare, vero?
L’uomo la guardò, fece qualche passo, le andò vicino, si chinò e le sorrise.
- No.
- E allora che ci facevi in quella stanza?
- Se il mare non lo si può più benedire, forse, lo si può ancora dire.
Dire il mare. Dire il mare. Dire il mare. Perché non tutto quello che c’era nel gesto di quel vecchio vada perso, perché magari un lembo di quella magia ancora vagola nel tempo, e qualcosa potrebbe trovarlo, e fermarlo prima che sparisca per sempre. Dire il mare. Perché è quello che ci resta. Perché davanti a lui, noi senza croci, senza vecchio, senza magia, dobbiamo pur averla un’arma, qualcosa, per non morire in silenzio, e basta.


Pagina 11

- Vi prego, non muovetevi -, dice.
Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle sue labbra lentamente lo fa scorrere da un angolo all’altro della bocca. Le setole si tingono di rosso carminio. Lui le guarda, le immerge appena nell’acqua, e rialza lo sguardo verso il mare. Sulle labbra della donna rimane l’ombra di un sapore che la costringe a pensare “acqua di mare, quest’uomo dipinge il mare con il mare” – ed è un pensiero che dà i brividi.


Pagina 17

Alla locanda Almayer ci potevi arrivare a piedi, scendendo per il sentiero che veniva dalla cappella di Saint Amand, ma anche in carrozza, per la strada di Quartel, o su una chiatta, scendendo il fiume. Il professor Bartleboom ci arrivò per caso.
- Questa è la locanda della Pace?
- No.
- la locanda di Saint Amand?
- No.
- L’Albergo della Posta?
- No.
- Bene. C’è una stanza?
- Sì.
- La prendo.
[…]
- Il primo Ismael è mio padre, il secondo mio nonno.
- E quello lì?
- Adelante?
- No, non quello lì… questo?
- Prof.?
- Eh.
- Professore no? Vuol dire professore.
- Che nome scemo.
- Non è un nome… io sono professore, insegno, capito? Io vado per la strada e la gente mi dice Buongiorno professor Bartleboom, Buonasera professor Bartleboom, ma non è un nome, è quello che insegno, insegno…
- Non è un nome.
- No.
- Va be’. Io mi chiamo Dira.
- Dira.
- Sì. Vado per la strada e la gente mi dice Buongiorno Dira, Buonanotte Dira, sei bella oggi Dira, che bel vestito che hai Dira, Hai mica visto Bartleboom per caso, no, è nella sua stanza,primo piano, l’ultima in fondo al corridoio, questi sono gli asciugamani, tenete, si vede il mare, spero che non vi dia fastidio.
Il professor Bartleboom – da quel momento semplicemente Bartleboom – prese gli asciugamani.
- Signorina Dira…
- Sì?
- Posso permettermi una domanda?
- Sarebbe?
- Ma voi quanti anni avete?
- Dieci.
- Ah ecco.

Pagina 80

Sul davanzale della finestra di Bartleboom, questa volta se ne stavano seduti in due. Il solito bambino. E Bartleboom. Le gambe a penzoloni, nel vuoto. Lo sguardo a penzoloni, sul mare.
-Senti, Dood…
Dood, si chiamava, il bambino.
-Visto che te ne stai sempre qui…
-Mmmmh.
-Tu magari lo sai.
-Cosa?
-Dove ce li ha, gli occhi, il mare?
- …
- Perché ce l’ha, vero?
- Sì.
- E dove cavolo sono?
- Le navi.
- Le navi cosa?
- Le navi sono gli occhi del mare.
Rimane di stucco, Bartleboom. Questa non gli era proprio venuta in mente.
- Ma ce n’è a centinaia di navi…
- Ha centinaia di occhi, lui. Non vorrete mica che se la sbrighi con due.
Effettivamente. Con tutto il lavoro che ha. E grande com’è. C’è del buon senso, in tutto quello.
- Sì, ma allora, scusa…
- Mmmmh.
- E i naufraghi? Le tempeste, i tifoni, tutte quelle cose lì… Perché mai dovrebbe ingoiarsi quelle navi, se sono i suoi occhi?
Ha l’aria perfino un po’ spazientita, Dood, quando si gira verso Bartleboom e dice
- Ma voi… voi non li chiudete mai gli occhi?
Cristo. Ha una risposta per tutto, quel bambino.


Bibliografia di Alessandro Baricco

Romanzi
- Castelli di rabbia, Rizzoli 1991 - Tascabili Bompiani 1994
- Premio Selezione Campiello e Prix Médicis étranger
- Oceano Mare, Rizzoli 1993, Premio Viareggio
- Seta, Rizzoli 1996
- City, Rizzoli 1999
- Senza sangue, Rizzoli 2002


Teatro
- Novecento, Feltrinelli 1994
- Davila Roa, testo teatrale messo in scena da Luca Ronconi nel 1996 (mai pubblicato)
- Partita Spagnola, Audino Editore 2003


Raccolta di articoli
- Barnum. Cronache dal Grande Show, Feltrinelli 1995
- Barnum 2. Altre cronache del Grande Show, Feltrinelli 1998
- Next. Piccolo libro sulla globalizzazione e il mondo che verrà, Feltrinelli 2002


Saggi
- Il genio in fuga. Sul teatro musicale di Rossini, Il Melangolo 1988 - Einaudi 1997
- L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin, Garzanti 1992


Totem & Reading
- Totem, con Gabriele Vacis e Ugo Volli, Fandango Libri, 1999
- Totem 1 + videocassetta, con Gabriele Vacis, Rizzoli, 2000
- Totem 2 + videocassetta, con Gabriele Vacis, Rizzoli, 2000
- Le scatole di Totem, Holden Libri 2002
- City Reading - Tre storie western, CD con gli Air, Virgin 2003
- Totem. L'ultima tournée, Baricco, Vacis, Tarasco, Einaudi 2003
- City reading project. Lo spettacolo a Romaeuropa Festival, Rizzoli 2003



Scrittore tra i più conosciuti e amati dai lettori di narrativa in Italia, Alessandro Baricco è nato a Torino il 25 gennaio 1958.
Dopo la laurea in filosofia (tesi con Gianni Vattimo su Adorno e la scuola di Francoforte: "Scrittura, memoria, interpretazione. Note sulla teoria estetica di T. Adorno", 1980) e il diploma in pianoforte al Conservatorio, lavora qualche anno come copy writer in agenzie di pubblicità e si dedica a studi di critica musicale, pubblicando un saggio sull'opera rossiniana Il genio in fuga (1988) e uno sui rapporti tra musica e modernità L'anima di Hegel e le mucche del Wisconsin (1992); esordisce in ambito giornalistico come critico musicale de La Repubblica e poi come editorialista culturale de La Stampa.

L'amore per la musica e per la letteratura ha ispirato fin dall'inizio la sua attività di brillante saggista e di narratore. Nel 1991 esordisce con il romanzo Castelli di rabbia, che vince il Premio Campiello e il Prix Médecis étranger 1995, oggi tradotto in Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Norvegia e Portogallo. Nel 1993 pubblica Oceano mare che vince il Premio Viareggio, a cui segue nel 1994 Novecento. Un monologo, un racconto da cui sono stati tratti un lavoro teatrale (con Eugenio Allegri e la regia di Gabriele Vacis a partire dal 1994, e con Arnaldo Foà in un nuovo allestimento nel 2003) e un film ("La leggenda del pianista sull'oceano", di Giuseppe Tornatore).

Collabora a trasmissioni radiofoniche (rimasta celebre la sua lettura di Furore di Steinbeck) ed esordisce in TV nel 1993 come conduttore di L'amore è un dardo, una fortunata trasmissione di Raitre dedicata alla lirica, che rappresentava il tentativo di gettare un ponte tra un mondo affascinante, ma spesso impenetrabile ai più, e il comune pubblico televisivo. In seguito sviluppa e conduce nel 1994 un programma dedicato alla letteratura intitolato Pickwick, del leggere e dello scrivere, affiancato dalla giornalista Giovanna Zucconi.

Nel 1995 raccoglie poi in Barnum. Cronache dal Grande Show i suoi articoli, dal nome della rubrica che ogni mercoledì Baricco curava nelle pagine culturali del quotidiano torinese La Stampa; nel 1998 viene pubblicato anche Barnum 2. Altre cronache dal Grande Show in cui sono raccolti gli articoli frutto della collaborazione con La Repubblica.

Intanto mette a punto un nuovo progetto ambizioso, quello di portare in scena, a teatro, dei "pezzi di mondo" tratti dalla musica, dalla letteratura, dalla lirica: lo spettacolo, Totem. Letture, suoni, lezioni, vede la partecipazione di Eugenio Allegri, Gabriele Vacis, Stefania Rocca e Lella Costa e svela il finale del Guglielmo Tell, il Viaggio al termine della Notte di Céline, le Cattedrali di Carver, e molto altro. Lo spettacolo, assolutamente innovativo, verrà registrato e mandato in prima serata su RaiDue nel dicembre del 1998, e continuerà con successo la sua tournée attraverso l'Italia fino ad agosto 2001. Dello spettacolo sarà pubblicato un libro (edizioni Fandango Libri) e due VHS (BUR - Rizzoli).

Nel 1994 fonda insieme a un gruppo di amici una scuola di tecniche della narrazione "la Scuola Holden", nella quale tuttora insegna, e nel 1996 scrive un testo teatrale, Davila Roa (mai pubblicato), che va in scena l'anno seguente al teatro Argentina di Roma, per la regia di Luca Ronconi, e che viene duramente criticato.

Nel 1999 pubblica City, il primo romanzo italiano ad essere "pubblicizzato" esclusivamente in rete, cui fa seguito nel 2000, una prima chat con i lettori.
Nel febbraio 2002 firma la sceneggiatura dello spot pubblicitario per i 125 anni della Barilla, e pubblica Next, un breve saggio dedicato al tema della globalizzazione.
Il 28 agosto 2002 esce Senza Sangue, un breve racconto-romanzo sulla guerra e la vendetta, e in occasione del ritorno in libreria l'autore chatta nuovamente con i lettori sul sito RCS Libri.
A Novembre 2002 realizza il City Reading Project, portando in scena al Teatro Valle di Roma alcuni brani chiave del suo romanzo City, che a marzo 2003 è diventato un CD co-firmato con il gruppo francese AIR e a maggio un libro illustrato pubblicato da Rizzoli.

Ad Aprile 2003 Dino Audino Editore pubblica Partita Spagnola, una sceneggiatura scritta da Baricco nel 1987 a quattro mani con Lucia Moisio, sulla storia di Farinelli, la voce bianca del '700.
A Giugno 2003 esce il cofanetto Totem. L'ultima tournée, che comprende un film su Totem girato da Lucia Moisio durante l'ultima tournée dello spettacolo in giro per l'Italia (2001). Alla VHS è allegato un piccole volume ('Balene e sogni') in cui i tre protagonisti (Baricco, Vacis e Tarasco) riflettono e dicono la loro su Totem.

Nel settembre 2003, a un anno di distanza dal reading di City, Baricco riprende l'esperienza della lettura in pubblico con 'Il racconto dell'Iliade' - con prima assoluta il 21 Settembre 2003 presso l'Accademia di Francia a Roma, sempre nell'ambito del Roma Europa Festival. Dell'opera omerica Baricco propone una rilettura in chiave moderna che suscita grande interesse e apprezzamento da parte del pubblico.

Ad ottobre 2003, a poco più di un anno dall'uscita di Senza Sangue in libreria, Baricco torna a chattare per la terza volta con i lettori, attraverso il sito della Rizzoli Libri.

da Oceano mare - Alessandro Baricco

 


vedi anche
Oceano mare - Alessandro Baricco
               Oceano mare
               Alessandro Baricco: Oceano mare
 
24 marzo 2004 - cm

 


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