![]() |
![]() |
||
| |
|
||
| |
|||
| |
|||
| ORME
NEL CIELO |
|||
|
Orme
nel cielo credo possa essere considerato senza difficoltà
uno dei migliori libri che in questi anni ci sono arrivati dal lontano
Nord scandinavo. Il tema trattato è un tema abbastanza tipico
delle letterature nordiche tra otto e novecento, quello della saga
familiare, del romanzo corale, dell’epopea, e, per certi versi,
dell’ancora più moderno caotico crearsi e disfarsi delle
famiglie. Ciò che rende però il testo di Gudmundsson
così particolare è la grande bravura nella scrittura,
e nella tecnica narrativa, che dimostra l’autore. I personaggi,
diversamente da come è tradizione, non vengono seguiti tutti
contemporaneamente, e neppure ne vengono riassunte frettolosamente
le vicende al momento di dover tornare in scena, bensì lo sguardo
del narratore, simile a quello di un regista-sacerdote del Dogma 93,
inquadra solo e solamente “in presa diretta”, la narrazione
è continua, parte e non si ferma, non corre avanti, non torna
indietro, rimane costante, senza soffermarsi, senza affrettarsi, in
una fitta rete di capitoli brevi dove ogni parola è soppesata.
Gudmudsson sceglie infatti di raccontare la sua storia solo una volta,
attraverso un particolare e specifico personaggio; poi, ovviamente,
può succede che ci si ritorni sopra, ma solo attraverso una
discussione, una domanda, un ricordo rievocato da un qualcosa di specifico,
e mai come “verità assoluta”, come racconto del
narratore cioè, ma come “verità relativa”,
come impreciso e non sempre attendibile racconto di un personaggio.
Il romanzo, così facendo, diversamente da quanto normalmente
sono i romanzi corali, acquista leggerezza, velocità, si libera
di una sensazione di “già visto, già sentito”
che così spesso caratterizza i romanzi del genere. Federico
Zuliani |
|||
|
Orme
nel cielo di Einar Már Gudmundsson Titolo originale: Fótspor á himnum Traduzione dall’islandese e postfazione di Fulvio Ferrari Prima edizione: maggio 2003 264 pag., Euro 14,00 - Iperborea ISBN 88-7091-113-6 |
||
|
Note
di copertina L’Islanda agli inizi del XX secolo: un mondo lontano, duro, dove la sopravvivenza costa fatica e sofferenza. Un mondo lontano, e tuttavia solo due o tre generazioni ce ne separano. Un uomo di oggi risale così con il ricordo alla vita e all’esperienza dei bisnonni, dei nonni. Raccoglie frammenti di memoria, testimonianze, racconti tramandati all’interno della famiglia, e ne ricava un originale e vivido romanzo corale, in cui i vicoli e i quartieri di Reykjavík sono esempio e specchio di tutta un’epoca, con i suoi slanci e le sue durezze, il suo bisogno di poesia, di giustizia, di riscatto, ma anche con le sue miserie e il suo cinismo. Nel dipanarsi degli aneddoti, delle storie e dei ritratti, nonno Ólafur e nonna Gudný tornano costantemente a dominare la scena della memoria. Nonno Ólafur, l’uomo più bello di Reykjavík, che non sopporta di vedere la famiglia vivere nella miseria e affoga nell’alcol la sua disperazione. Ma, anche, nonno Ólafur che è il più bravo e il più coraggioso in mare, che sa affrontare la tempesta e tenere la testa alta e difendere i suoi diritti. E nonna Gudný, che vede i figli partire bambini, affidati dall’assistente sociale a questa o a quella famiglia in grado di nutrirli, ma che non perde la speranza e la combattività e riesce a entusiasmarsi contemporaneamente per l’Esercito della Salvezza e per il partito socialista. Intorno a loro un nugolo di figli, il padre, gli zii e le zie del narratore, uno stuolo di bambini che vanno e vengono da una fattoria all’altra, e su cui si aprono squarci di insospettabile futuro: chi diventerà ricco sfondato, chi partirà per la Spagna a combattere Franco. Riannodando i fili tra l’attualità del nuovo secolo, profondamente segnato dalla grandezza e dalle rovine del Novecento, e gli inizi del secolo scorso, Orme nel cielo è ricostruzione partecipe e delicata, mai ingenua, di un mondo brutale che troppo rapidamente abbiamo creduto di poter dimenticare. |
|||
|
|||
| |
|||
|
|||