SOSTIENE PEREIRA
di Antonio Tabucchi


   "Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte."

   Inizia così il romanzo di Tabucchi "Sostiene Pereira", come una confessione, una testimonianza raccolta faccia a faccia dall'autore con il personaggio, per metà frutto della sua fantasia e per metà realmente esistito. La morte, presentata all'inizio come spunto di riflessione sarà il tema dominante che trasformerà la tranquilla e nascosta vita del protagonista in un'avventura che assomiglia a una rinascita. Pereira, giornalista convertito alla cultura dopo aver trattato per 30 anni la cronaca nera, è immerso nella sua routine quotidiana, fatta di pasti fuori casa e di solitudine, finché non vive un importante incontro. Si tratta di un giovane fresco di laurea con il vizio di prendere spunto per i propri scritti dagli scrittori più famosi. La conoscenza fra i due, iniziata come collaborazione professionale, si trasforma in amicizia e poi quasi in un rapporto padre-figlio che coinvolge il protagonista tanto da mettere in crisi le sue certezze e da fargli compiere svolte importanti. Tutto il romanzo si fonda su un'idea: dentro di noi esistono più anime (o meglio personalità) e, a seconda del momento che viviamo, una prende il sopravvento; e il cambiamento è inesorabile, l'unica cosa da fare è assecondarlo. Il cambiamento nel protagonista si manifesta con la decisione di parlare a voce alta delle ingiustizie e, se dapprima ne è sconvolto, mano a mano si rende conto che sta facendo la cosa giusta. Infatti lo sfondo del romanzo è il Portogallo del 1938, assoggettato alla dittatura di Salazar e inserito in un contesto europeo sempre più vicino allo scoppio della guerra. Proprio per questo il libro si rivela molto interessante anche dal punto di vista storico oltre che da quello umano e filosofico. Per me è stata una scoperta, Pereira ci mostra come sia possibile e importante far emergere la propria voce, anche in un ambiente chiuso e avverso alla pluralità. Quel grasso e cardiopatico protagonista infonde coraggio un po’ a tutti quelli che cercano la propria strada.

 Ludovica Scaletti
ludovica.scaletti@liceoparini.org

Sostiene Pereira
di Antonio Tabucchi
216 pag., Euro 6,71 - Feltrinelli - 1997
ISBN 8807813815
Direi che Pereira incarna perfettamente il tipico intellettuale portoghese degli anni Trenta che ha fatto i suoi studi a Coimbra e ha una specie di reverenza nei confronti della letteratura francese. Diciamo che la letteratura francese, Proust, Gide, Valery, è entrata fortemente nel Portogallo, proprio in quegli anni, con riviste come Presença. Per di più, Pereira ha una ragione in più di meditare, di riflettere sulla letteratura francese, perché, da buon cattolico com'è lui, è attento alla grande letteratura cattolica che in quel periodo ha prodotto la Francia, alla sua testimonianza civile, incarnata da personaggi come Bernanos, Mauriac, Maritain. Quindi c'erano molti motivi per fare di Pereira un personaggio culturalmente francesizzante e per trasmettere l'attrazione per questa cultura anche a Monteiro Rossi, senza trasformarla in un modo di astrarsi dalla situazione sua e del suo paese.

Antonio Tabucchi nasce a Pisa il 24 settembre 1943; pochi giorni dopo la nascita, viene portato nella casa dei nonni materni a Vecchiano. Dopo aver completato le scuole dell’obbligo in questa piccola cittadina, egli termina il liceo a Pisa e si iscrive alla facoltà di lettere e si laurea nel 1969 con Silvio Guarnieri e Luciana Stegagno Picchio con una tesi sul "Surrealismo in Portogallo". In questi anni egli compie studi disordinati e numerosi viaggi a Parigi e a Lisbona che destano in lui interessi letterari su autori che già aveva conosciuto tramite la lettura di numerosi testi provenienti dalla fornita biblioteca dello zio materno. Tra tutti gli autori conosciuti, Tabucchi rimane particolarmente colpito da Fernando Pessoa di cui curerà lo studio e le traduzioni. Dopo aver conseguito la laurea, egli si perfeziona alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni ‘70 e nel 1973 viene chiamato ad insegnare Lingua e Letteratura Portoghese a Bologna. Dopo aver pubblicato numerose opere ispirate al surrealismo portoghese, nel 1975 esce il suo primo romanzo Piazza d’Italia e nel 1978 viene chiamato ad insegnare all’università di Genova. Negli anni ottanta sono stati pubblicati numerosi racconti tra i quali è significativa la raccolta "Piccoli equivoci senza importanza" e due romanzi: Notturno Indiano e "Il filo dell’orizzonte" . Nel 1989 il presidente della Repubblica portoghese gli conferisce l’Ordine "Do Infante Dom Herique" e nello stesso anno è nominato "Chevalier des Arts et des Lettres" dal Governo francese. Nei primi anni novanta Tabucchi pubblica "L’angelo Nero" , Requiem e nel 1994 pubblica il romanzo "Sostiene Pereira", vincitore di numerosi premi tra i quali il premio "Super Campiello" ed il premio "Scanno". Nel novembre 1994 viene chiamato dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi a tenere una serie di lezioni. Attualmente insegna all’università di Siena. Nel febbraio 1997 è stato pubblicato il suo ultimo romanzo: "La testa perduta di Damasceno Monteiro". .

da http://baruffi.ceva.infosys.it/5b/tabucchi/tabucchi.htm


vedi anche
Ipertesto della classe 5 B dell'Istituto Tecnico "Baruffi" di Ceva (1996-1997)
               Antonio Tabucchi
               Vita e opere di Antonio Tabucchi
               Materiali su Tabucchi e il fantastico

 


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