"Sostiene
Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata
d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira
stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui
si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché
il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata
a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte."
Inizia così il romanzo di Tabucchi "Sostiene
Pereira", come una confessione, una testimonianza raccolta faccia
a faccia dall'autore con il personaggio, per metà frutto della
sua fantasia e per metà realmente esistito. La morte, presentata
all'inizio come spunto di riflessione sarà il tema dominante che
trasformerà la tranquilla e nascosta vita del protagonista in un'avventura
che assomiglia a una rinascita. Pereira, giornalista convertito alla cultura
dopo aver trattato per 30 anni la cronaca nera, è immerso nella
sua routine quotidiana, fatta di pasti fuori casa e di solitudine, finché
non vive un importante incontro. Si tratta di un giovane fresco di laurea
con il vizio di prendere spunto per i propri scritti dagli scrittori più
famosi. La conoscenza fra i due, iniziata come collaborazione professionale,
si trasforma in amicizia e poi quasi in un rapporto padre-figlio che coinvolge
il protagonista tanto da mettere in crisi le sue certezze e da fargli
compiere svolte importanti. Tutto il romanzo si fonda su un'idea: dentro
di noi esistono più anime (o meglio personalità) e, a seconda
del momento che viviamo, una prende il sopravvento; e il cambiamento è
inesorabile, l'unica cosa da fare è assecondarlo. Il cambiamento
nel protagonista si manifesta con la decisione di parlare a voce alta
delle ingiustizie e, se dapprima ne è sconvolto, mano a mano si
rende conto che sta facendo la cosa giusta. Infatti lo sfondo del romanzo
è il Portogallo del 1938, assoggettato alla dittatura di Salazar
e inserito in un contesto europeo sempre più vicino allo scoppio
della guerra. Proprio per questo il libro si rivela molto interessante
anche dal punto di vista storico oltre che da quello umano e filosofico.
Per me è stata una scoperta, Pereira ci mostra come sia possibile
e importante far emergere la propria voce, anche in un ambiente chiuso
e avverso alla pluralità. Quel grasso e cardiopatico protagonista
infonde coraggio un po’ a tutti quelli che cercano la propria strada.
Ludovica
Scaletti
ludovica.scaletti@liceoparini.org |
Direi
che Pereira incarna perfettamente il tipico intellettuale portoghese degli
anni Trenta che ha fatto i suoi studi a Coimbra e ha una specie di reverenza
nei confronti della letteratura francese. Diciamo che la letteratura francese,
Proust, Gide, Valery, è entrata fortemente nel Portogallo, proprio
in quegli anni, con riviste come Presença. Per di più, Pereira
ha una ragione in più di meditare, di riflettere sulla letteratura
francese, perché, da buon cattolico com'è lui, è
attento alla grande letteratura cattolica che in quel periodo ha prodotto
la Francia, alla sua testimonianza civile, incarnata da personaggi come
Bernanos, Mauriac, Maritain. Quindi c'erano molti motivi per fare di Pereira
un personaggio culturalmente francesizzante e per trasmettere l'attrazione
per questa cultura anche a Monteiro Rossi, senza trasformarla in un modo
di astrarsi dalla situazione sua e del suo paese.
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Antonio
Tabucchi nasce a Pisa il 24 settembre 1943; pochi giorni dopo
la nascita, viene portato nella casa dei nonni materni a Vecchiano.
Dopo aver completato le scuole dell’obbligo in questa piccola
cittadina, egli termina il liceo a Pisa e si iscrive alla facoltà
di lettere e si laurea nel 1969 con Silvio Guarnieri e Luciana
Stegagno Picchio con una tesi sul "Surrealismo in Portogallo".
In questi anni egli compie studi disordinati e numerosi viaggi
a Parigi e a Lisbona che destano in lui interessi letterari su
autori che già aveva conosciuto tramite la lettura di numerosi
testi provenienti dalla fornita biblioteca dello zio materno.
Tra tutti gli autori conosciuti, Tabucchi rimane particolarmente
colpito da Fernando Pessoa di cui curerà lo studio e le
traduzioni. Dopo aver conseguito la laurea, egli si perfeziona
alla Scuola Normale Superiore di Pisa negli anni ‘70 e nel
1973 viene chiamato ad insegnare Lingua e Letteratura Portoghese
a Bologna. Dopo aver pubblicato numerose opere ispirate al surrealismo
portoghese, nel 1975 esce il suo primo romanzo Piazza d’Italia
e nel 1978 viene chiamato ad insegnare all’università
di Genova. Negli anni ottanta sono stati pubblicati numerosi racconti
tra i quali è significativa la raccolta "Piccoli equivoci
senza importanza" e due romanzi: Notturno Indiano e "Il
filo dell’orizzonte" . Nel 1989 il presidente della
Repubblica portoghese gli conferisce l’Ordine "Do Infante
Dom Herique" e nello stesso anno è nominato "Chevalier
des Arts et des Lettres" dal Governo francese. Nei primi
anni novanta Tabucchi pubblica "L’angelo Nero"
, Requiem e nel 1994 pubblica il romanzo "Sostiene Pereira",
vincitore di numerosi premi tra i quali il premio "Super
Campiello" ed il premio "Scanno". Nel novembre
1994 viene chiamato dell’Ecole des Hautes Etudes di Parigi
a tenere una serie di lezioni. Attualmente insegna all’università
di Siena. Nel febbraio 1997 è stato pubblicato il suo ultimo
romanzo: "La testa perduta di Damasceno Monteiro". .
da http://baruffi.ceva.infosys.it/5b/tabucchi/tabucchi.htm |

vedi anche Ipertesto
della classe 5 B dell'Istituto Tecnico "Baruffi" di Ceva (1996-1997)
Antonio
Tabucchi
Vita
e opere di Antonio Tabucchi
Materiali
su Tabucchi e il fantastico
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