SINEMÀ
di Marco Weiss

    Questo piccolo libro di Marco Weiss fu inserito da Antonio D’Orrico, in un’articolo pubblicato su un numero di Sette di quasi due anni fa, tra i dieci più bei romanzi italiani pubblicati nei dieci anni precedenti. L’articolo, anche giustamente, fu ampiamente criticato, e nei numeri che seguirono si accese un forte dibattito, quasi una contestazione, che però non arrivò, mai a toccare questo libro. Credo si possa affermare perché si tratta, per davvero, di uno dei più bei romanzi italiani comparsi negli ultimi anni.
Purtroppo, o per fortuna, Weiss non è uno scrittore propriamente detto, uno scrittore di professione, quando piuttosto un intellettuale, capace, per formazione, di pubblicare solo, poche, cesellate, cose straordinarie.
    Sinemà è uno scritto autobiografico; parla della giovinezza dell’autore, quando, con una laurea in vista in filosofia, sognava però di fare il cinema, anzi le sinemà?, come gli ebbe a chiedere Jacques Perrin durante delle riprese, e grazie a un’amicizia, così come a molta bravura, riuscì a divenire l’aiuto regista di Valerio Zurlini, quando questi stava per girare uno dei suoi film più riusciti:Cronaca familiare.
Il romanzo descrive con pacatezza, e bravura, l’Italia caotica degli anni sessanta, lo spazio autobiografico è grande, ma la particolarità del tema, e le scelte stilistiche di Weiss, lo fanno assomigliare molto più a un racconto di pura invenzione; la bravura sta nell’uso leggero, che fa della lingua, nella capacità di usare gli spazi, i diversi registri di caratteri, corsivo, stampatello, maiuscolo, la velocità, priva però di rotture, con cui passa da un discorso indiretto libero, a un semplice elenco di punti, da una pagina di diario, a un botta e risposta quasi teatrale. Eppure, la cosa che principalmente colpisce di questo romanzo, è l’armonia, non la piattezza, si badi, ma l’armonia, costruita però fondendo per l’appunto i contrasti, accostando con grazia, e bravura, i registri più opposti.

Federico Zuliani
federicozuliani83@yahoo.dk

Sinemà di Marco Weiss
1994, Guanda, Parma
ISBN 88-7746-710-X

Nato nel 1941 a Milano, laureato in filosofia teoretica con una tesi su Sartre e Lévi-Strauss, Marco Weiss ha lavorato con Zurlini (Cronaca familiare, leone d'oro a Venezia) e De Bosio (Il terrorista).
Sinemà segue Il calciatore (Marcos y Marcos), pubblicato nel 1990.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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