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“Così cominciò la fine del mondo…”: così
esordisce Spiriti, probabilmente il libro più filosofico
mai scritto da Benni. Anche in questo libro, come tutti gli altri scritti
da Benni, l’umorismo è molto sottile ed è spinto al
limite dell’immaginabile.
“Era un giorno sicuramente più vicino
alla fine del mondo che al suo inizio”, il libro è una visione
apocalittica e feroce della fine del mondo. Spiriti pur essendo
ambientato in un mondo che esagera, anche se non di molto, quello in cui
abitiamo noi, tratta di temi a noi molto comuni: la guerra, il potere
dei soldi, gli show televisivi… ma anche questo mondo è governato
da entità superiori: gli Spiriti, appunto, che sono: sexy, diabolici,
malvagi, virtuosi, paranoici.
Gli unici che abbiano la volontà di combattere
questa ipocrisia sono due gemelli guidati da Poros, lo spirito diplomatico.
Dopo una serie di colpi di scena e, come dice Stan Hakaleimekalahani,
“dopo la gran piangianza e la gran ridanza niente sarà come
prima”. Benni torna molto spesso sul tema del futuro: infatti Poros
congeda il mondo dicendo: “Non date retta a chi vi dice non si può
più scegliere. Disegnate i segni rossi di lotta sul viso, e non
abbiate paura di combattere. Nemmeno immaginate come tutto sta per cambiare.
Buona fortuna, ragazzi”.
Ho trovato il libro molto bello perché
ti dice non puoi fare solo affidamento sulle tue forze, ma non puoi neanche
affidarti solo agli altri perchè, come dice Kundera: “Prima
o poi quegli sguardi si spegneranno e nella sala scenderà il buio”;
il libro è anche uno stimolo per cambiare il nostro mondo, iniziando
da quello più vicino a noi.
Il libro apocalittico di Benni ci dice che la
vita non finirà:
“Io sono l’arrestabile inizio.
Sono ciò che rincomincia ogni volta, sono il mondo che sarà
dopo di voi.
Sono ciò che guarisce, che rinasce e riappare.
Io sono il silenzio che annuncia che l’incendio è finito,
e fa tornare gli animali.
Io sono la pioggia dopo una lunga siccità.
Io sono più spaventoso e grande di tutte le morti che avete accettato
e di tutti i delitti che avete inventato.
Io sono l’unico dio che non ha mai chiesto il vostro sangue, il
dio che non avete mai compreso, né amato. Ma ora è tardi.
Io sono l’inizio. Guarda fuori dalla grotta, presidente.”
Michele
Tettamanzi |
| In
breve
La scatenata fantasia di Stefano Benni alle prese con un libro che inizia
con la fine del mondo.
Il libro
Un romanzo feroce e visionario contro l’apocalisse quotidiana. Una
legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro
il conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori
della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani
"ci sarà gran piangianza e gran ridanza". Personaggi
e interpreti: il presidente dell’Impero John Morton Max, il cane
presidenziale Baywatch, le guardie del corpo Stan e Owl, il primo generale
Bob Ciocia, il re delle armi e degli affari Hacarus, il re dello show-bisnes
e della propaganda Soldout, il re del virtuale Sys Req, lo spirito della
parola Poros il Diplomatico, lo spirito del fuoco e del bosco Kimala,
lo spirito libero Melinda, lo spirito attore Behemoth, lo spirito cacciatore
Aladino, lo spirito dei tonni Asmodeo, lo spirito delle zanzare Ukobacco,
lo spirito oscuro Enoma, i magici gemelli Salvo e Miriam, l’idolo
del rock Rik e i membri del suo gruppo Crotalo Eremo Tremor, il cantante
positivo neoagico nuoverico Zenzero, il noto complesso britanno I Bi Zuvnot,
i comici Belsito e Sapone, la cantante Madoska, il sindaco moderista Rutalini,
il leader moderato e proprietario di Trivù Berlanga, il duro sergente
Madigan, il duro tenente Korpzynsky, Dio, Elvis Presley e il capo dei
tonni surgelati Musashimaru…
Approfondimento
C'è un cane presidenziale e, ovviamente, il Presidente dell'Impero,
i primi generali, i re degli affari, le guardie del corpo, tanti divi
fasulli, le segretarie di stato e molti, molti spiriti. Sono spiriti attori,
spiriti cacciatori, di casa nel fuoco e nei boschi come Kimala o nelle
parole come Poros. C'è la strega Zelda e molti demoni minori, bambini
del coro, soldati, spettatori… e, naturalmente, tutti i grandi e
servili eroi di Usitalia.
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HACARUS
1. Tutto ciò che un paese forte e ricco decide,
intraprende e sceglie ogni giorno ha come conseguenza
e necessità:
preparare la guerra
coltivare
la guerra
prevedere
la guerra
accettare
la guerra
avere
bisogno della guerra
scegliere,
ogni tanto, per quale guerra indignarsi e quale guerra
dimenticare.
2.
Arma e alleva un dittatore, se un giorno vuoi avere il
merito di combatterlo.
3.
Chi è più debole massacra, chi è
più forte interviene.
4.
Non esiste guerra tanto crudele da non scomparire appena
si smette di parlarne...
5.
Ogni multinazionale economica ha bisogno di invadere,
sfruttare, scacciare e uccidere proprio come un esercito.
Queste
parole, incise su una lastra di acciaio, erano bene in
vista all'entrata del grattacielo Hacarus, e nessuno poteva
entrare senza guardarle. Erano il pentalogo su cui Hacarus
aveva costruito la sua fortuna, e non si vergognava certo
a esporle. L'ufficio di Hacarus era al settantesimo piano,
e vi si arrivava con un ascensore tappezzato di velluto
nero. Hacarus si divertiva ogni tanto a rallentarlo, bloccarlo
e spararlo come un missile, per godersi le reazioni attraverso
una telecamera interna.
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Stefano
Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, scrittore
e poeta, collabora con numerose testate. Ha diretto per
Feltrinelli la collana “Ossigeno”. Ha curato
la regia e la sceneggiatura del film Musica per vecchi
animali (1989), scrive per il teatro e ha allestito
col musicista Paolo Damiani uno spettacolo di poesia e
jazz, Sconcerto (1998). È ideatore della
Pluriversità dell'Immaginazione. Dal 1999 cura
la consulenza artistica del festival internazionale del
jazz “Rumori mediterranei” che si svolge ogni
anno a Roccella Jonica. È autore di numerosi romanzi
di successo.
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