SPIRITI
di Stefano Benni

     “Così cominciò la fine del mondo…”: così esordisce Spiriti, probabilmente il libro più filosofico mai scritto da Benni. Anche in questo libro, come tutti gli altri scritti da Benni, l’umorismo è molto sottile ed è spinto al limite dell’immaginabile.
     “Era un giorno sicuramente più vicino alla fine del mondo che al suo inizio”, il libro è una visione apocalittica e feroce della fine del mondo. Spiriti pur essendo ambientato in un mondo che esagera, anche se non di molto, quello in cui abitiamo noi, tratta di temi a noi molto comuni: la guerra, il potere dei soldi, gli show televisivi… ma anche questo mondo è governato da entità superiori: gli Spiriti, appunto, che sono: sexy, diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici.
     Gli unici che abbiano la volontà di combattere questa ipocrisia sono due gemelli guidati da Poros, lo spirito diplomatico. Dopo una serie di colpi di scena e, come dice Stan Hakaleimekalahani, “dopo la gran piangianza e la gran ridanza niente sarà come prima”. Benni torna molto spesso sul tema del futuro: infatti Poros congeda il mondo dicendo: “Non date retta a chi vi dice non si può più scegliere. Disegnate i segni rossi di lotta sul viso, e non abbiate paura di combattere. Nemmeno immaginate come tutto sta per cambiare. Buona fortuna, ragazzi”.
     Ho trovato il libro molto bello perché ti dice non puoi fare solo affidamento sulle tue forze, ma non puoi neanche affidarti solo agli altri perchè, come dice Kundera: “Prima o poi quegli sguardi si spegneranno e nella sala scenderà il buio”; il libro è anche uno stimolo per cambiare il nostro mondo, iniziando da quello più vicino a noi.
     Il libro apocalittico di Benni ci dice che la vita non finirà:
“Io sono l’arrestabile inizio.
Sono ciò che rincomincia ogni volta, sono il mondo che sarà dopo di voi.
Sono ciò che guarisce, che rinasce e riappare.
Io sono il silenzio che annuncia che l’incendio è finito, e fa tornare gli animali.
Io sono la pioggia dopo una lunga siccità.
Io sono più spaventoso e grande di tutte le morti che avete accettato e di tutti i delitti che avete inventato.
Io sono l’unico dio che non ha mai chiesto il vostro sangue, il dio che non avete mai compreso, né amato. Ma ora è tardi.
Io sono l’inizio. Guarda fuori dalla grotta, presidente.”


Michele Tettamanzi

Spiriti di Stefano Benni
311 pag., Euro 14,46 - Feltrinelli - I Narratori - 2000
ISBN 88-07-01566-8
In breve
La scatenata fantasia di Stefano Benni alle prese con un libro che inizia con la fine del mondo.

Il libro
Un romanzo feroce e visionario contro l’apocalisse quotidiana. Una legione di spiriti diabolici, malvagi, virtuosi, paranoici e sexy contro il conformismo del Megaconcerto di Beneficenza e la violenza dei signori della guerra. Non si sa chi vincerà, ma come dice Stan Hakaleimekalahani "ci sarà gran piangianza e gran ridanza". Personaggi e interpreti: il presidente dell’Impero John Morton Max, il cane presidenziale Baywatch, le guardie del corpo Stan e Owl, il primo generale Bob Ciocia, il re delle armi e degli affari Hacarus, il re dello show-bisnes e della propaganda Soldout, il re del virtuale Sys Req, lo spirito della parola Poros il Diplomatico, lo spirito del fuoco e del bosco Kimala, lo spirito libero Melinda, lo spirito attore Behemoth, lo spirito cacciatore Aladino, lo spirito dei tonni Asmodeo, lo spirito delle zanzare Ukobacco, lo spirito oscuro Enoma, i magici gemelli Salvo e Miriam, l’idolo del rock Rik e i membri del suo gruppo Crotalo Eremo Tremor, il cantante positivo neoagico nuoverico Zenzero, il noto complesso britanno I Bi Zuvnot, i comici Belsito e Sapone, la cantante Madoska, il sindaco moderista Rutalini, il leader moderato e proprietario di Trivù Berlanga, il duro sergente Madigan, il duro tenente Korpzynsky, Dio, Elvis Presley e il capo dei tonni surgelati Musashimaru…

Approfondimento
C'è un cane presidenziale e, ovviamente, il Presidente dell'Impero, i primi generali, i re degli affari, le guardie del corpo, tanti divi fasulli, le segretarie di stato e molti, molti spiriti. Sono spiriti attori, spiriti cacciatori, di casa nel fuoco e nei boschi come Kimala o nelle parole come Poros. C'è la strega Zelda e molti demoni minori, bambini del coro, soldati, spettatori… e, naturalmente, tutti i grandi e servili eroi di Usitalia.

HACARUS


1. Tutto ciò che un paese forte e ricco decide, intraprende e sceglie ogni giorno ha come conseguenza e necessità:
preparare la guerra

coltivare la guerra

prevedere la guerra

accettare la guerra

avere bisogno della guerra

scegliere, ogni tanto, per quale guerra indignarsi e quale guerra dimenticare.

2. Arma e alleva un dittatore, se un giorno vuoi avere il merito di combatterlo.

3. Chi è più debole massacra, chi è più forte interviene.

4. Non esiste guerra tanto crudele da non scomparire appena si smette di parlarne...

5. Ogni multinazionale economica ha bisogno di invadere, sfruttare, scacciare e uccidere proprio come un esercito.

Queste parole, incise su una lastra di acciaio, erano bene in vista all'entrata del grattacielo Hacarus, e nessuno poteva entrare senza guardarle. Erano il pentalogo su cui Hacarus aveva costruito la sua fortuna, e non si vergognava certo a esporle. L'ufficio di Hacarus era al settantesimo piano, e vi si arrivava con un ascensore tappezzato di velluto nero. Hacarus si divertiva ogni tanto a rallentarlo, bloccarlo e spararlo come un missile, per godersi le reazioni attraverso una telecamera interna.

Stefano Benni è nato a Bologna nel 1947. Giornalista, scrittore e poeta, collabora con numerose testate. Ha diretto per Feltrinelli la collana “Ossigeno”. Ha curato la regia e la sceneggiatura del film Musica per vecchi animali (1989), scrive per il teatro e ha allestito col musicista Paolo Damiani uno spettacolo di poesia e jazz, Sconcerto (1998). È ideatore della Pluriversità dell'Immaginazione. Dal 1999 cura la consulenza artistica del festival internazionale del jazz “Rumori mediterranei” che si svolge ogni anno a Roccella Jonica. È autore di numerosi romanzi di successo.

vedi anche
Il sito ufficiale di Stefano Benni
               Stefano Benni
               "Spiriti" di Stefano Benni
 
11 novembre 2003 - cm

 


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