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| L’
ULTIMA STORIA DI MIGUEL TORRES DA SILVA |
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Dedicato
a tutti coloro che si sono chiesti “perché studiare la
matematica in un liceo classico?”. Questo libro, alla maggior
parte di voi sicuramente sconosciuto, palesa la risposta di capitolo
in capitolo. Strutturalmente intriso della matematica di Fibonacci,
dal suggestivo inizio romanzesco, la perdita di una persona cara immediatamente
seguita da un avventuroso viaggio, si percorre una sottile ma lineare
catena di avvenimenti, sì quotidiani e in parte anche monotoni,
ma impreziositi da narrazioni e ricordi. Ed ecco quando l’anima
esita, la trepidazione offusca e la tenacia inciampa, nel disarmante
caos di una giovane mente giunge in soccorso un’elementare logica
fatta da storia, salvifico appiglio per risolvere il grande enigma
di una storia inconclusa o meglio del destino di Miguel, il protagonista. Prima
di inventare di nuovo il mondo, Questo
libro quindi ammalia per la sua sottigliezza logica, annichilente
e per questo adorabile; una sola critica: l’accattivante titolo
non rispecchia la filosofia del libro. Non esisterà mai un’ultima
storia, una storia, mille storie; neanche la natura effimera dell’uomo
può porre limite alla narrazione, l’esistenza della matematica
stessa è una storia, il proseguire di una vita e di passione,
l’eternizzare un ricordo, un’essenza, la ricerca di se
stessi, del proprio posto, della propria missione. Anche la semplice
consapevolezza che “tutto prima o poi si incontra” può
essere una storia speranzosa, non trovate? Cinzia Prosio |
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L'ultima
storia di Miguel Torres da Silva di Thomas Vogel Titolo originale: Die letze Geschichte des Miguel Torres da Silva Traduzione di Stefano Beretta 175 pag., Euro 10,00 - Ponte alle Grazie ISBN 8879286307 |
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“Miguel Torres da Silva, il cui talento nel narrare storie non aveva pari in tutto il Portogallo, interruppe il racconto per versarsi un bicchiere del suo vino migliore (era anche un famoso mercante di vini). Stava raccontando l’oscura vicenda di una vecchia marocchina, in realtà una fanciulla incantevole che aveva perduto la propria gioventù in pochi giorni, dopo essersi guardata in un frammento di specchio. I medici non avevano potuto aiutarla, finché un beduino, in sogno, le aveva detto: “Solo quando ti vedrai riflessa in una storia, come in uno specchio, riavrai la tua gioventù”. A questo punto Miguel Torres da Silva bevve una lunga sorsata del suo vino, che malauguratamente gli andò di traverso e lo soffocò. E adesso, nella Coimbra di fine Settecento, tocca a suo nipote Manuel dare un finale a quella storia misteriosa. È arrivato qui per studiare matematica sotto la guida del professore Ribeiro, che attraverso i problemi scientifici tenta di penetrare il senso del mondo e i rapporti fra realtà e apparenza. “Prima o poi le cose si incontrano” dice al suo allievo, spiegando che la magia dei numeri e quella del racconto sono inestricabilmente legate. Anche la dolce Maria di cui Manuel è innamorato, pretende di sentire da lui le storie del nonno, riconoscendo nel giovane un talento innato per il racconto. Manuel finisce per convincersi: si dedicherà a quell’ultima storia, tenterà di scoprirne la conclusione. E per riuscirci dovrà seguire la strada del nonno, magari cercando in se stesso una storia in cui rispecchiarsi…” |
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