L’ ULTIMA STORIA DI MIGUEL TORRES DA SILVA
La matematica dei sentimenti, i sentimenti della matematica

di Thomas Vogel

    Dedicato a tutti coloro che si sono chiesti “perché studiare la matematica in un liceo classico?”. Questo libro, alla maggior parte di voi sicuramente sconosciuto, palesa la risposta di capitolo in capitolo. Strutturalmente intriso della matematica di Fibonacci, dal suggestivo inizio romanzesco, la perdita di una persona cara immediatamente seguita da un avventuroso viaggio, si percorre una sottile ma lineare catena di avvenimenti, sì quotidiani e in parte anche monotoni, ma impreziositi da narrazioni e ricordi. Ed ecco quando l’anima esita, la trepidazione offusca e la tenacia inciampa, nel disarmante caos di una giovane mente giunge in soccorso un’elementare logica fatta da storia, salvifico appiglio per risolvere il grande enigma di una storia inconclusa o meglio del destino di Miguel, il protagonista.
    Così la matematica diventa fedele guida, un modo per avvicinarsi e sentire ancora al fianco il caro nonno, rassicurante narratore onnisciente, simbolo non più soltanto di un’infanzia felice, ma di tutta una filosofia di vita; lui aveva consigliato al nipote la facoltà di matematica. Indimenticabile è l’epitaffio di Miguel Torres da Silva, fondamentale chiave di lettura, accogliente introduzione del romanzo:

Prima di inventare di nuovo il mondo,
diceva Miguel Torres da Silva,
inventa di nuovo il tuo paese,
Prima di inventare di nuovo il tuo paese,
inventa di nuovo la tua città.
Prima di inventare di nuovo la tua città,
inventa di nuovo la tua casa.
Ma ancor prima di inventare di nuovo la tua casa,
abbandonala e mettiti in cammino
.

    Questo libro quindi ammalia per la sua sottigliezza logica, annichilente e per questo adorabile; una sola critica: l’accattivante titolo non rispecchia la filosofia del libro. Non esisterà mai un’ultima storia, una storia, mille storie; neanche la natura effimera dell’uomo può porre limite alla narrazione, l’esistenza della matematica stessa è una storia, il proseguire di una vita e di passione, l’eternizzare un ricordo, un’essenza, la ricerca di se stessi, del proprio posto, della propria missione. Anche la semplice consapevolezza che “tutto prima o poi si incontra” può essere una storia speranzosa, non trovate?

Cinzia Prosio

L'ultima storia di Miguel Torres da Silva di Thomas Vogel
Titolo originale: Die letze Geschichte des Miguel Torres da Silva
Traduzione di Stefano Beretta
175 pag., Euro 10,00 - Ponte alle Grazie
ISBN 8879286307


“Miguel Torres da Silva, il cui talento nel narrare storie non aveva pari in tutto il Portogallo, interruppe il racconto per versarsi un bicchiere del suo vino migliore (era anche un famoso mercante di vini). Stava raccontando l’oscura vicenda di una vecchia marocchina, in realtà una fanciulla incantevole che aveva perduto la propria gioventù in pochi giorni, dopo essersi guardata in un frammento di specchio. I medici non avevano potuto aiutarla, finché un beduino, in sogno, le aveva detto: “Solo quando ti vedrai riflessa in una storia, come in uno specchio, riavrai la tua gioventù”. A questo punto Miguel Torres da Silva bevve una lunga sorsata del suo vino, che malauguratamente gli andò di traverso e lo soffocò. E adesso, nella Coimbra di fine Settecento, tocca a suo nipote Manuel dare un finale a quella storia misteriosa. È arrivato qui per studiare matematica sotto la guida del professore Ribeiro, che attraverso i problemi scientifici tenta di penetrare il senso del mondo e i rapporti fra realtà e apparenza. “Prima o poi le cose si incontrano” dice al suo allievo, spiegando che la magia dei numeri e quella del racconto sono inestricabilmente legate. Anche la dolce Maria di cui Manuel è innamorato, pretende di sentire da lui le storie del nonno, riconoscendo nel giovane un talento innato per il racconto. Manuel finisce per convincersi: si dedicherà a quell’ultima storia, tenterà di scoprirne la conclusione. E per riuscirci dovrà seguire la strada del nonno, magari cercando in se stesso una storia in cui rispecchiarsi…”

Siamo nel Portogallo del 1772, e precisamente all'università di Coimbra. È lì che il protagonista del racconto, Manuel Torres da Silva va a studiare matematica. Lui però non è solo uno studente di matematica, ma anche il nipote di Miguel Torres da Silva, il più famoso narratore di storie di tutto il Portogallo. E le storie del nonno non escono più dalla testa di Manuel, che è ossessionato dall'ultima storia, quella che il nonno non ha potuto concludere perché, fermatosi per bere un sorso di vino, il liquido gli è andato di traverso facendolo morire sul colpo. Accanto alle storie del nonno troviamo i dialoghi tra Manuel e il professore di matematica che, grazie al suo acume riesce a far scoprire il legame tra matematica e racconti al suo allievo.

Thomas Vogel è nato in Germania nel 1947. Ha studiato francese, storia dell’arte e teologia. Giornalista fino al 1980, oggi insegna retorica all’Università di Tubinga. È autore di saggi, radiodrammi e racconti.

 


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