SPECIALE
GUERRA
COMUNICATO
DEL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA
19
MARZO 2003
Il
Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha presieduto oggi,
al Palazzo del Quirinale, una riunione del Consiglio Supremo di Difesa,
convocata ai sensi dell'articolo 1, lettera a), della legge 18 febbraio
1997, n.25, per l'esame della posizione dell'Italia sulla crisi
irachena.
Hanno partecipato i componenti del Consiglio: On. Silvio Berlusconi,
Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Franco Frattini, Ministro
degli affari esteri, On. Giuseppe Pisanu, Ministro dell'interno, On.
Antonio Martino, Ministro della difesa, On. Antonio Marzano, Ministro
delle attività produttive, Gen. Rolando Mosca Moschini, Capo di Stato
Maggiore della difesa. Su invito del Presidente della Repubblica erano
inoltre presenti l'On. Gianfranco Fini, Vice Presidente del Consiglio
dei Ministri, l'On. Rocco Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie e il Dott. Gianni Letta, Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri. Hanno altresì presenziato alla riunione il
Dottor Gaetano Gifuni, Segretario Generale della Presidenza della
Repubblica, e l'Ammiraglio Angelo Mariani, Segretario del Consiglio
Supremo di Difesa.
Dopo una introduzione del Capo dello Stato e dopo le relazioni svolte
dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri degli affari
esteri, della difesa e dell'interno, alle quali è seguito un ampio e
approfondito dibattito, il Consiglio Supremo di Difesa ha preso atto
delle seguenti proposte che il Governo, a conferma della posizione
assunta fin dall'inizio della crisi, intende sottoporre al Parlamento
per le valutazioni di carattere politico e costituzionale che competono
al Parlamento medesimo:
1. esclusione della partecipazione alle azioni di guerra di militari
italiani;
2. esclusione della fornitura e della messa a disposizione di armamenti
e mezzi militari di qualsiasi tipo;
3. esclusione dell'uso di strutture militari quali basi di attacco
diretto ad obiettivi iracheni;
4. qualificazione della posizione italiana - conformemente alle
statuizioni che precedono - come non belligerante;
5. mantenimento dell'uso delle basi per le esigenze di transito, di
rifornimento e di manutenzione dei mezzi, nonché dell'autorizzazione al
sorvolo dello spazio aereo nazionale;
6. rafforzamento degli apparati di protezione delle basi medesime.
Nel corso della discussione è stato unanimemente riconosciuto che, stante
il carattere fondamentalmente parlamentare dell'ordinamento disegnato
dalla nostra Costituzione, la determinazione dell'indirizzo politico,
compreso l'impiego delle Forze Armate e delle loro strutture, spetta al
Governo e al Parlamento collegati tra loro dal rapporto di fiducia,
anche per quanto riguarda i profili costituzionali.