Un soldato di Lee
di Jorge Luis Borges

 

 

L’ha raggiunto una palla sopra la riva
D’una chiara corrente di cui il nome
Ignora. Cade bocconi (è vera
La storia, e più d’un uomo fu quell’uomo.)
La brezza d’oro muove gli oziosi
Aghi delle pinete. La paziente
Formica scala il volto indifferente.
Sale il sole. Già molte cose cambiarono
E molte cambieranno sino a questo
Giorno dell’avvenire in cui ti canto.
Per te, che senza il beneficio del pianto
Sei caduto, come cade un uomo morto,
Non c’è marmo, che custodisca la tua memoria;
Sei piedi di terra sono la tua oscura gloria.

[da Tutte le Opere, Mondadori, i Meridiani, 1985]

 
 

Edward Rober Lee è ancora oggi una delle icone più rappresentative di quel prodotto della sottocultura statunitense che è “l’orgoglio sudista”; a lui, nel sud degli Stati Uniti, dove i cannoni commemorativi delle piazze sono ancora oggi tutti puntati verso nord, si dedicano scuole, ospedali, fondazioni. Gli altri americani, i vecchi “nordisti”, gli immigrati, i democratici, vedono in lui il grande nemico, l’anti Lincoln, il traditore, l’uomo geniale, un tempo amico, che fu capace, in modo lucido, delle scelte peggiori, parafrasando denominazioni recenti, un nemico pubblico numero uno; ed è probabile, che con qualche piccola correzione d’obbiettivo e di valutazione questo giudizio possa essere condiviso anche da noi. Però il Sud degli Stati Uniti non era fatto solo da grandi latifondisti o da pochi e strapotenti proprietari terrieri di cui Lee fu l’espressione, il sud degli Stati Uniti era invece abitato anche da uomini comuni, piccoli agricoltori, cittadini, manovali, che l’esercito arruolò subito, perché non si potevano permettere di pagare l’onerosa tassa di chi lo voleva evitare. Uomini semplici si diceva; comuni, normali, quelli che non scelgono di fare una guerra, ma che poi la combattono, la subiscono.
Questa è una poesia che poi ci pone una domanda difficile, senza darcene la risposta; ci domanda quanto sia colpevole un popolo di scelte che qualcuno, pur essendo espressione di una parte di esso, compie arbitrariamente per lui.




vedi anche
Jorge Luis Borges - The Garden of Forking Paths
               Jorge Luis Borges - Finzioni