LA COLLINA
di Edgar Lee Masters
 

 

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
L’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
Uno fu arso nella miniera,
Uno fu ucciso in una rissa,
Uno morì in prigione,
Uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
La tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
Una di amore contrastato,
Una sotto le mani di un bruto in un bordello,
Una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
Una inseguendo la vita lontano, in Londra e Parigi,
Ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
Tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
E il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
E il maggiore Walker che aveva conosciuto
Uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
E figlie infrante dalla vita,
E i loro bimbi orfani, piangenti -
Tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
Che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
Fronteggiando il nevischio a petto nudo,
Bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
Non al denaro, non all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
Delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
Di ciò che Abe Lincoln
Disse una volta a Springfield.

[da Spoon River Anthology, Einaudi, 1943]

 
 

    È in questo modo, con questa strana apertura, che comincia quello straordinario libro, non raccolta di poesie, ma vero e proprio libro, che è l’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, libro che segnò l’inizio della grande lirica americana.
    Il libro altro non è se non una raccolta di epigrammi, di scritti tombali, che l’autore sostiene di aver raccolto nel cimitero di quella piccola cittadina americana. Scegliere, quasi a caso, uno di questi straordinari racconti sarebbe stato impossibile, e probabilmente inutile; non se ne sarebbe colto il disegno più grande, il grandioso progetto in cui ogni singola composizione è calata. Così ho deciso invece di proporre quest’introduzione, che è insieme il collante e la spiegazione dell’opera, dedicata al luogo dove ha sede il cimitero, la collina di Spoon River appunto.
    L’invito che faccio è quello di considerare questa poesia solo un assaggio, un preambolo. Vorrei che non ci si lasciasse ingannare dallo stile un po’ retorico di questo inizio; è scritto nello spirito un po’ sontuoso dell’America d’inizio novecento, non bisogna farsi ingannare perché subito dopo iniziano a comparire i personaggi, e questi si che sono veri, anche se morti, reali, vissuti. Ogni personaggio ci racconta di sé, della sua vita, delle altre persone che ha conosciuto, amato, odiato; così iniziano a verificarsi gli intrecci, i rimandi, i riferimenti; in una pagina sentiamo una campana, nella successiva l’altra. Cosa rarissima per l’era moderna la poesia è qui anche racconto puro, forzando un po’, torna finalmente ed essere epica, ma non tanto nel senso di poesia alta, quanto in quello di esempio grande offerto a tutti, di atto eroico da cui imparare, tutti, qualcosa.

Edgar Lee Masters nacque a Garnett, nel Kansas, il 23 agosto 1869. Apparteneva ad un ambiente familiare benestante di tradizione puritana. Visse fino all'età di 11 anni a Petersburg, una cittadina del Menard bagnata dal fiume Sangamon, che con il suo cimitero, l'Oakland o Oak Hills, ispirerà il poeta per la sua famosa "Anthology"; con la famiglia si trasferì poi trenta miglia a nord di Petersburg, a Lewistown, nel Fulton. Qui risiedette dieci anni, che risulteranno anch'essi fondamentali come base di ricordi ed esperienze per la sua maggiore opera poetica; inoltre proprio il fiume Spoon, che bagna Lewistown, e la collina sulla quale la cittadina si distende, determineranno l'ambiente geografico tipico della "Spoon River Anthology". Al Knox College, Edgar Lee Masters completò gli studi di diritto; il padre avvocato voleva che egli seguitasse la sua professione, e infatti il giovane, dopo la laurea, fece pratica presso lo studio paterno di Lewistown, anche se non con grande entusiasmo, mentre si sentiva fortemente attratto dagli interessi letterari.
Fu così che Edgar, di punto in bianco, nel 1891 lasciò i genitori e se ne andò a Chicago, inseguendo i suoi sogni di scrittore; ma qui, per vivere, dovette dedicarsi a vari mestieri; fece il tipografo e il giornalista, e persino l'esattore della Edison. Ma alla fine tornò a fare l'avvocato, aprendo uno studio assieme ad un famoso penalista. Nel frattempo, però, veniva coltivando la sua attività letteraria, principalmente poetica; scarso successo ebbe comunque la prima raccolta di versi, data alle stampe nel 1898, "A book of Verses", che rivelava chiare influenze di Keats, Swinburne e Poe. La cosa lo convinse a ricorrere a pseudonimi nelle successive pubblicazioni poetiche, ed esattamente quello di Dexter Wallace per "The Blood of the Prophets" e di Webster Ford per "Songs and Sonnets"; ma il successo non gli arrideva. Fortuna volle che William Marion Reedy, direttore di un settimanale di St.Louis, il "Reedy's Mirror", nel 1909 gli desse in lettura la famosa "Antologia Palatina", la raccolta di epigrammi ed epitaffi greci: Masters si sentì così affascinato da quell'opera, da concepire di scrivere una moderna antologia sulla base di quel modello. Altri vuole che restò determinante per l'ispirazione centrale della sua opera maggiore, una visita che gli fece sua madre a Chicago nel 1914, e dalla quale egli venne a conoscenza di pettegolezzi e segreti della gente di Petersburg e Lewistown; ma è evidente che non una sola conversazione, ma piuttosto altri approfonditi rapporti della madre spinsero lo scrittore a ricostruire quei ritratti di persone vittime di maldicenze e ipocrisie tipiche dell'ambiente puritano americano. In ogni caso, più o meno in questo modo nacque la "Spoon River Anthology", pubblicata dapprima a puntate sul "Reedy's Mirror" nel 1914 e, quindi, in volume dall'editore McMillan di New York nel 1915. Il successo fu tale che il poeta, nel 1920, abbandonava la professione di avvocato e si trasferiva a New York dedicandosi esclusivamente alla letteratura e vivendo coi proventi della fortunata pubblicazione. Quando questi vennero meno, tentò di rinnovare il successo con polemici studi biografici, come "Lincoln, the Man" del 1931, che voleva essere una serrata critica alla figura dello statista, e "Mark Twain, a Portrait" del 1938, che presentava quello scrittore come un genio vittima dell'incomprensione pubblica. Ma ben poco gli valse la pur intensa attività di scrittore nei vari campi della letteratura (poesia, narrativa e teatro), perché come improvvisamente era sorta la sua fama di poeta, parimenti essa svanì ed egli fu dimenticato; in tal senso, la sua "Across Spoon River, an Autobiography" del 1936 va considerato un importante documento di certa esperienza positiva ed insieme negativa della sua attività di scrittore. Ridottosi a vivere con articoli e conferenze, morì assai povero, lontano dalla famiglia e dagli amici, il 15 marzo 1950, in un ospedale di Melrose Park in Pennsylvania.
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L'"Antologia di Spoon River" fu tradotta e pubblicata in Italia per la prima volta nel 1941 dalla grande Fernanda Pivano, su iniziativa anche di Cesare Pavese. E' abbastanza noto il curioso aneddoto di come l' "Antologia" riuscì a sfuggire alle maglie della censura fascista: la traduttrice e l'editore la fecero passare per una raccolta di canti religiosi americani, e i "severi" censori non si peritarono neppure di dare un'occhiata al testo. Grandissima fu la fortuna dell' "Antologia" anche in Italia, fino all'album di canzoni di Fabrizio de André ad essa direttamente ispirato (e, secondo molte persone, poeticamente superiore all'originale). Da notare che tra Fernanda Pivano e Fabrizio de André nacque un'amicizia stabile.

"L'autore definiva questo libro qualcosa di meno della poesia e di più della prosa. Lo schema è netto: l'autore immagina che i defunti della cittadina di Spoon River, sepolti in uno di quei cimiteri posti su una collina, come ve ne sono tanti in America, recitino da sé il proprio epitaffio. Formalmente ispirata dagli epigrammi greci, questa raccolta di epitaffi permette al poeta di dare un tono di straordinaria verità psicologica ai suoi personaggi poetici. Con Edgar Lee Masters entra nella narrativa la voce umana: una voce severa che suggella un mondo lirico sotto specie di giudizio e di memoria.
La scoperta di Edgar Lee Masters non fu quella di un ambiente: della piccola città, del "village" nordamericano. Fu la scoperta di un tono. Egli fissò con occhi chiari e spietati l'uomo americano, localizzandolo in provincia, con intento più simbolico che descrittivo."

[Dalla Prefazione di Fernanda Pivano all'edizione originale italiana dell'"Antologia di Spoon River", Einaudi, Torino, 1941 e segg.].

THE HILL

Where are Elmer, Herman, Bert, Tom and Charley,
The weak of will, the strong of arm, the clown, the boozer, the fighter?
All, all are sleeping on the hill.

One passed in a fever,
One was burned in a mine,
One was killed in a brawl,
One died in a jail,
One fell from a bridge toiling for children and wife -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Ella, Kate, Mag, Lizzie and Edith,
The tender heart, the simple soul, the loud, the proud, the happy one? -
All, all are sleeping on the hill.

One died in shameful child-birth,
One of a thwarted love,
One at the hands of a brute in a brothel,
One of a broken pride, in the search for heart’s desire,
One after life in far-away London and Paris
Was brought to her little space by Ella and Kate and Mag -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where are Uncle Isaac and Aunt Emily,
And old Towny Kincaid and Sevigne Houghton,
And Major Walker who had talked
With venerable men of the revolution? -
All, all are sleeping on the hill.

They brought them dead sons from the war,
And daughters whom life had crushed,
And their children fatherless, crying -
All, all are sleeping, sleeping, sleeping on the hill.

Where is Old Fiddler Jones,
Who played with life all his ninety years,
Braving the sleet with bared breast,
Drinking, rioting, thinking neither of wife nor kin,
Nor gold, nor love, nor heaven?
Lo! He babbles of the fish-fries of long ago,
Of the horse-races of long ago at Clary’s Grove,
Of what Abe Lincoln said
One time at Springfield.

da L'Antologia di Spoon River di E. L. Masters



vedi anche
L'Antologia di Spoon River e De André
               Edgar Lee Masters
               Antologia di Spoon River