Settima poesia (frammento) dal “Custode di Greggi”
di Fernando Pessoa
 

 

Il Bambin Gesù si addormenta tra le mie braccia
E io lo porto al collo in casa.

Egli vive con me nella mia casa a metà della collina.
Egli è l’Eterno Bambino, il dio che mancava.
Egli è l’umano che è naturale,
Egli è il divino che sorride e che gioca
Ed è per questo che io so con ogni certezza
Che egli è il vero Bambin Gesù.

E la creatura tanto umana da essere divina
È questa mia vita quotidiana di poeta,
Ed è perché egli è sempre con me, che io sono poeta sempre.


 
 

Coi Poemi di Alberto Caeiro (editi in Italia per i tipi de La Vita Felice, anche se con una traduzione diversa da quella che qui proponiamo) Pessoa ci fornisce la migliore introduzione per il mondo fantastico e immaginifico che caratterizza tutta la sua produzione poetica. La poesia del grande portoghese è poesia difficile, ostica, impenetrabile, in una sola parola, esoterica; poesia per iniziati. I suoi non sono vaneggiamenti, né tanto meno sofismi, alessandrini giochi di suoni ed immagini; ogni parola è invece un simbolo, ogni simbolo un concetto determinato, un preciso messaggio che ogni altro “fratello”, senza fatica, a differenza di un non iniziato, può decifrare.
È probabilmente per questo che la poesia di Pessoa ai neofiti provoca sempre uno strano effetto, di primo acchito, però, una strana sensazione di non stare capendo, eppure, a chi non appartiene alla cerchia resta sempre una poesia vigorosa, precisa, immaginifica, costruita in modo stupendo, tutta giocata sugli equilibri, sui lievi contrasti, sulle sfumature leggere. A chi non appartiene alla cerchi resta insomma della Poesia vera, non sempre, a tratti, davvero grandiosa.

Fernando Pessoa

Fernando António Nogueira Pessoa nasce a Lisbona il 13 giugno del 1888 da Madalena Pinheiro Nogueira e Joaquim de Seabra Pessoa, critico musicale d'un quotidiano cittadino. Orfano di padre dal 1893, trascorre la giovinezza nel Sud Africa, a seguito del secondo matrimonio contratto dalla madre nel 1895 col comandante Joào Miguel Rosa, console portoghese a Durban. Qui Pessoa compie tutti gli studi fino all'esame d'ammissione all'Università di Città del Capo. Nel 1905 ritorna a Lisbona per iscriversi al corso di Filosofia della facoltà di Lettere, ma, dopo una disastrosa avventura editoriale, si impiega come corrispondente di francese e inglese per varie ditte commerciali, impiego che manterrá, senza obblighi di orario, per tutta la vita.
Nel 1913, dopo essere passato attraverso l'esperienza del Saudosismo di Teixeira de Pascoaes, lancia il "paulismo"1 che trova entusiastici riscontri negli scrittori della sua generazione. Nello stesso periodo inizia la collaborazione a varie riviste, come A Aguia2, Portugal Futurista, ecc., avendo al suo attivo letture significative, dedicate soprattutto ai romantici inglesi e a Baudelaire, e un'attività letteraria, iniziata quand'era ancora studente presso l'università di Città del Capo, consistente in prose e poesie scritte in inglese. Intorno al 1914 appaiono gli eteronimi Alberto Caeiro, Ricardo Reis e Álvaro de Campos, ma è dell'infanzia la comparsa del primo personaggio di fantasia, il Chevalier de Pas, attraverso il quale Pessoa "scrive lettere a se stesso", come è detto nella lettera dell'eteronomia a Casais Monteiro. Nel 1915 con Mário de Sá-Carneiro, Almada Negreiros, Armando Córtes-Rodriguez, Luis de Montalvor, Alfredo Pedro Guisado e altri, dà vita alla rivista d'avanguardia Orpheu, che riprende esperienze futuriste, pauliste e cubiste; la rivista avrà vita breve, ma susciterà ampie polemiche, nell'ambiente letterario portoghese, aprendo prospettive inedite fino ad allora alla evoluzione della poesia portoghese. Segue un periodo in cui Pessoa viene attratto da interessi esoterici e teosofici che avranno una profonda influenza nell'opera ortonima.
Ha inizio nel 1920 l'unica avventura sentimentale della sua vita. La donna, Ophelia Queiroz, è impiegata in una delle ditte di importazione ed esportazione per le quali Pessoa lavora. Il rapporto, dopo una pausa di alcuni anni, si interrompe definitivamente nel 1929.
Nel 1926, in una intervista rilasciata ad un giornale della capitale dopo il colpo di stato militare che mette fine alla repubblica parlamentare ed apre la via al regime salazariano, Pessoa comincia a esporre le sue teorie del Quinto Impero, consistenti nell'attualizzazione delle profezie di Bandarra (il ciabattino di Trancoso) scritte nella prima metà del secolo XV, secondo le quali il re Don Sebástian, dato per morto nel 1578 nella battaglia di Alcazarquivir, sarebbe tornato anima e corpo, per instaurare un regno di giustizia e di pace. Il Quinto Impero, appunto, alla cui realizzazione il Portogallo è predestinato. Questo Impero avrebbe avuto carattere esclusivamente culturale e non militare o politico come gli imperi classici del passato. Nel 1934 Pessoa pubblica Mensagem, l'unica raccolta di versi in lingua portoghese curata personalmente dal poeta. La pubblicazione della sua opera infatti, che comprende scritti di teologia, occultismo, filosofia, politica, economia e altre discipline, avverrà quasi totalmente postuma; e mentre in vita eserciterà ben scarsa influenza la sua poesia sarà ampiamente imitata dai poeti delle generazioni successive.
Il 30 novembre 1935, Fernando Pessoa muore in un ospedale di Lisbona, a seguito d'una crisi epatica, causata presumibilmente da abuso di alcool.
Nel 1942 vengono pubblicate Poesias de Fernando Pessoa. Seguiranno.- Poesias de Álvaro de Campos (1944), Odes de Ricardo Reis (1946), Poemas de Alberto Caeiro (1946), Poemas dramaticos (1952), Poesias ineditas (1955 e 1956), Quadras ao gosto popular (1965), Novas poesias ineditas (1937), Poemas inglese (con tra-duzioni di Jorge de Sena, Adolfo Casals Monteiro e José Blanc de Portugal, 1974), Livro de Desassossego (1982).


Note:
1. Paulismo: primo degli "ismi" scaturiti dalla multiforme inventiva del Pessoa teorico e avanguardista, simboleggiò il padule metafisico, con tinte smaltate e decadenti che rimandano a Gaudì e Klimt, in cui si sentiva sperduta, non senza una punta di autocompiacimento, la giovane leva dei letterati lusitani insoddisfatti dall'esperienza storicistica della generazione che li aveva preceduti;
2. A Aguia: rivista mensile di letteratura, arte, scienza, filosofia e critica sociale, durò ininterrottamente dal 1912 al 1930;


da Fernando Pessoa


vedi anche
Fernando Pessoa
               La vita plurale di Fernando Pessoa