QUESTO PANE CHE ROMPO

di Dylan Thomas
 

This bread I break was once the oat,
This wine upon a foreign tree
Plunged in its fruit;
man in the day or wind at night
Laid the crops low, broke the grape’s joy.

Once in this wine the sammer blood
Knocked in the flesh that decked the vine,
Once in this bread
The oat was merry in the wind;
Man broke the sun, pulled the wind down.

This flesh you break, this blood you let
Make desolation in the vein,
Were oat and grape
Born of the sensual root and sap
My wine you drink, my bread you snap.


Questo pane che rompo un tempo fu frumento,
Questo vino su un albero straniero
Nel suo frutto fu immerso;
L’uomo di giorno o il vento nella notte
Gettò a terra le messi, la gioia dell’uva infranse.

Un tempo, in questo vino, il sangue dell’estate
Pulsò nella carne che vestì la vite;
Un tempo, in questo pane
Il frumento fu allegro in mezzo al vento;
L’uomo spezzò allora il sole, abbatté allora il vento.

Questa carne che rompete, il sangue a cui lasciate
devastare per le vene, furono
Frumento ed uva, nati
Da radice e da linfa sensuali; voi
Bevete del mio vino, spezzate del mio pane.

[Da Twenty-five Poems, 1936, versione italiana di F. Zuliani]

 
 

  Questa poesia, appartenente non alla prima raccolta del 34, 18 Poems, ma a quella allargata del 36, 25 Poems appunto, appartiene al primo e fondamentale fulcro della poesia di Dylan Thomas, quel primo fulcro che i suoi amanti vedono come il seme poi germogliato di tutta la sua straordinaria produzione successiva mentre i suoi detrattori l’inizio, in compenso forse suo unico momento genuino, d’una serie infinita di ripetizioni ed autocitazioni, dettate molto più dal bisogno commerciale di vendere e di sfruttare un filone che dal vero, personale, bisogno di scrivere. Anche l’argomento, qui come altrove, sempre così sfumato, eppure a qualsiasi lettura diversa sempre evidente, privo di titolo, volutamente oscuro ha dato luogo a lunghe diatribe. Per alcuni Dylan Thomas è un panista, per altri non è nulla, per altri ancora invece è un cattolico convinto, mentre per altri, specialmente critici letterari, infine è un cristiano che vede Cristo come un uomo obbligato da altri uomini a diventare dio. Quando si tocca Dylan Thomas tutto sembra sgretolarcisi sotto i piedi; ogni riferimento, immagine che ci siamo fatti viene immediatamente messa in discussione da un’altra, completamente opposta, ugualmente ben motivata, questo, che all’inizio non può che spiazzarci, ci permette però di fare una cosa; ci permette cioè di leggerlo e basta, senza sforzarci di fare altro. Ci permette, al massimo, di notare la struttura, le allitterazione frequenti, la bellezza evocativa delle immagini, ma senza doverci cercare nulla di più. Tutto ciò ci permette di tornare a una delle essenze stesse della poesia; il fatto, la convinzione, che la poesia sia anche mistero, incomprensione, caso, fortuna, inesplicabile.

Federico Zuliani
federicozuliani83@yahoo.dk

Dylan Marlais Thomas nacque a Swansea, nel Galles, il 27 Ottobre del 1914. La madre era casalinga ed il padre insegnava Letteratura Inglese alla Grammar School di Swansea, scuola dove venne iscritto lo stesso Dylan. Fu uno scolaro quieto ed introverso, con un precocissimo interesse nei confronti della poesia; i suoi primi versi apparvero sul giornalino della scuola. A 16 anni abbandonò gli studi e iniziò a collaborare come reporter per "The South Wales Daily Post". Localmente era molto popolare anche per i suoi scherzi, i suoi versi osceni ed ironici, le sue storie che declamava di notte nei pubs (abitudine che conserverà per tutta la vita).
Nel 1934 si trasferì a Londra con l'intento di avere maggiori opportunità per esprimere il suo talento. Qui continuò la sua collaborazione con vari giornali scrivendo saggi, recensioni, poemi ed articoli. Nel dicembre dello stesso anno fu pubblicato il suo primo libro "18 poemi", che ricevette critiche positive. Nel settembre 1936 pubblicò "25 poemi", recensito entusiasticamente dal Sunday Times. Poco tempo dopo conobbe Caitlin Macnamara, che l'anno seguente divenne sua moglie. Nel 1937 registrò il suo primo programma radiofonico per la B.B.C. del Galles: il lavoro di radiocronista ebbe molta importanza nella carriera di Thomas. Nel maggio del 1938 Dylan e Caitlin si trasferirono a Laugharne, una graziosa cittadina in riva al mare nel Galles, che sembrava essere perfetta per la coppia. Nel gennaio 1939 nacque il primo figlio, Llewelyn. Per mantenere la famiglia, Thomas continuò il suo lavoro di critico letterario e collaboratore occasionale della B.B.C. Nel 1939 fu pubblicato "The map of love", volume di poesie e di brevi storie. Nel 1940 seguì "Portrait of the artist as a young dog", storie autobiografiche. Entrambi furono due insuccessi commerciali a causa del crollo dell'industria letteraria durante gli anni della guerra. Poiché Dylan non aveva alcun senso patriottico né interesse per la politica, riuscì con uno stratagemma a farsi riformare. Sebbene in quegli anni godesse di una crescente popolarità, Thomas versava in una difficilissima situazione finanziaria, tanto che amici e scrittori inglesi aprirono una sottoscrizione a suo favore.
Nel 1940 si trasferì nuovamente a Londra, dove lavorò come sceneggiatore di documentari per la Strand Film. Nel 1943 nacque la seconda figlia, Aeronway. Nel 1944 la famiglia si trasferì in un bungalow a New-Quay, nel Galles. Qui il poeta produsse molte delle sue più belle poesie, riunite nel volume "Death and entrances", pubblicato nel febbraio 1946. Questa raccolta fece esplodere la popolarità di Thomas e lo consacrò definitivamente tra i maggiori poeti anglosassoni. In America venne pubblicata una seconda antologia dei suoi scritti. Ritornato a Londra, continuò la sua collaborazione per la B.B.C. con letture di poesie e programmi. Nell'aprile 1947 si recò con la famiglia in Italia per alcuni mesi. Tornato in Inghilterra, si trasferì a South Leigh, nell'Oxfordshire, in una casa comprata appositamente per lui da Margaret Taylor, moglie dello storico A.J.P. Taylor. Nel 1949 la famiglia Thomas tornò definitivamente a Laugharne, dove nacque il terzo figlio Colm.
Ma la tensione tra Dylan e Caitlin era molto alta, a causa dei continui litigi sia per le reciproche infedeltà che per la disastrosa situazione economica. Proprio a causa delle pressioni finanziarie, nel 1950 Thomas accettò di tenere un ciclo di letture negli Stati Uniti, paese che egli desiderava visitare da anni. Per oltre tre mesi viaggiò coast-to-coast, da New York alla California, leggendo in molte città universitarie americane. Di notte si rilassava girovagando tra bar, parties, bevendo, cantando canzoni e raccontando storielle. L'opinione pubblica americana era scandalizzata dai suoi comportamenti. Da gennaio a maggio 1952, questa volta accompagnato dalla moglie che era gelosa delle sue trasferte, si recò una seconda volta negli U.S.A. Nello stesso anno uscirono le raccolte di poesie "In the country sleep " e "Collected Poems", entrambe pubblicate in America. Quest'ultima venne acclamata come uno dei maggiori avvenimenti letterari dell'epoca.
Mentre la fama di Thomas diventava sempre più vasta, due avvenimenti tragici si susseguirono nella sua famiglia: la morte del padre Thomass e la morte della sorella Nancy a Bombay.
Da aprile a giugno del 1953 Thomas ritornò per la terza volta negli U.S.A per promuovere la pubblicazione americana di "Collected Poems" , anche con una serie di apparizioni televisive che ne aumentarono la popolarità.
Durante la sua quarta visita in America (ottobre 1953), Thomas programmò di trattenersi alcune settimane a New York, per poi spostarsi in California per lavorare ad un grande progetto: un libretto d'opera che Stravinski avrebbe poi musicato.
Ma il suo stato di salute peggiorò: era depresso e beveva sempre di più. Morì di delirium tremens il 9 novembre 1953, alle ore 12:40, al Saint Vincent Hospital di New York.
È sepolto nel cimitero di Laugharne, insieme alla moglie Caitlin.

Ascoltare una lettura poetica di Dylan Thomas è stata, per chi ebbe la fortuna di parteciparvi dal vivo, un'esperienza travolgente. I suoi reading erano affollatissimi e la gente rimaneva fuori dai teatri o dai cinema in cui il poeta si esibiva, per mancanza di posto. L'assetto vocale di Thomas è fedelmente registrato nel file audio che qui proponiamo. Ed è logico, se la forza della poesia di Dylan Thomas erompe da versi stirati fino all'inverosimile, con una potenza che è propria della lingua anglosassone e che l'immaginario - surreale, onirico e possente - di Thomas ha comunque esaltato.

 

"Do Not Go Gentle Into That Good Night" (1:33) MP3

Do not go gentle into that good night
Dylan Thomas

Do not go gentle into that good night,
Old age should burn and rave at close of day;
Rage, rage against the dying of the light.

Though wise men at their end know dark is right,
Because their words had forked no lightning they
Do not go gentle into that good night.

Good men, the last wave by, crying how bright
Their frail deeds might have danced in a green bay,
Rage, rage against the dying of the light.

Wild men who caught and sang the sun in flight,
And learn, too late, they grieved it on its way,
Do not go gentle into that good night.

Grave men, near death, who see with blinding sight
Blind eyes could blaze like meteors and be gay,
Rage, rage against the dying of the light.

And you, my father, there on the sad height,
Curse, bless, me now with your fierce tears, I pray.
Do not go gentle into that good night.
Rage, rage against the dying of the light.


vedi anche
Dylan Marlais Thomas
               Dylan Thomas biography, bibliography and links

 
21 dicembre 2003 - cm