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La
medaglia del "Parini"
Dall'anno
1994/95, per iniziativa del Consiglio di Presidenza
e del Consiglio d'Istituto, a tutti gli studenti che
hanno frequentato il Liceo Parini e che vi hanno conseguito
il diploma di Maturità Classica, viene distribuita
una medaglia-ricordo, coniata dalla ditta Damiano Colombo
e f., su progetto del prof. Walter Mutton. Nel verso,
contenuto in un cartiglio, è scolpito un disegno
ricavato dall'ex-libris preparato dallo scultore Giannino
Castiglioni nel 1927 in occasione del riordino della
Biblioteca del Liceo. Modificata la scritta superiore
del disegno originario, che conteneva le parole BIBLIOTECA
DEL R. LICEO GINNASIO G. PARINI, il disegno da qualche
anno viene usato come "logo" dell'Istituto.
All'interno sono citati i versi 29-30 dell'ode XVIII
(La gratitudine) di G. Parini: "Chi sovra l’alta
mente il cor sublima / meglio se stesso e i sacri ingegni
estima": le stesse parole sono scritte nella cimasa
dell'atrio d'ingresso (ma la parola sacri è stata
modificata in chiari).
Giannino Castiglioni è autore della seconda porta
del Duomo di Milano (vi si narra la storia e la vita
di S. Ambrogio) e della fontana di S. Francesco davanti
alla chiesa di S. Maria degli Angeli.
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IL GINNASIO LICEO CLASSICO STATALE "GIUSEPPE PARINI"
Nel 1774 venne istituito, da Maria
Teresa d'Austria, il Regio Ginnasio di Brera presso il Palazzo
di Brera. Nel 1773 era stata soppressa la compagnia di Gesù
e di conseguenza anche le scuole del famoso Collegio che S.
Carlo Borromeo aveva fatto costruire su un antico monastero
degli Umiliati in una località periferica della città
chiamata, appunto nel Medioevo Braida, da cui la parola Brera.
Maria Teresa d'Austria aveva rinominato
così le antichissime Scuole Palatine, di origine augustea,
ospitate fino a quel momento al Broletto, trasferendole nell'ex
collegio dei Gesuiti: la scuola venne inaugurata con la prolusione
dell'Abate Parini incaricato di tenere i corsi di Eloquenza.
Nelle Scuole Palatine avevano insegnato
il Landriani, celebre fisico, Paolo Frisi, matematico, il
Soave, filosofo, il Beccaria e il Romagnosi, docenti di Economia
politica.
Nel 1775-76 il Conte Firmian trentino,
governatore d'Austria, volle istituire anche un'Accademia
delle Belle Arti: lo stesso Parini, in previsione della sua
fondazione, aveva scritto le "Avvertenze intorno al Segretario
di un'Accademia di Belle Arti". L'Accademia poi ebbe
un grande sviluppo e restrinse lo spazio al Regio Ginnasio.
Nel periodo napoleonico venne introdotto
un nuovo ordinamento scolastico, modulato su quello francese:
si mantenne la parola ginnasio, per indicare la scuola che
precede gli studi superiori, per i quali fu introdotta la
parola liceo: si stabilì che ci fossero due scuole
superiori, quello che continuava le "Scuole Arcimbolde",
di cui era stato allievo Giuseppe Parini e che fu chiamato
Liceo S. Alessandro, e il Liceo di Porta Nuova, ex Regio Ginnasio
di Brera, che fu ospitato nel palazzo in cui precedentemente
funzionava una scuola fondata per un lascito di Pier Antonio
Longone e affidata ai Barnabiti: il Collegio dei Nobili, che
dopo l'egalitarismo rivoluzionario divenne il Collegio Longone,
in cui fece gli studi anche Alessandro Manzoni. Questo Liceo
di Porta Nuova venne ribattezzato nel 1865 col nome di Liceo
Giuseppe Parini: lo spirito risorgimentale dell'Italia unita
cercò di introdurre un po' di patriottismo anche nelle
scuole: S. Alessandro divenne Liceo Beccarla, e il Liceo di
Porta Nuova divenne Liceo Giuseppe Parini.
Nel 1923 la riforma scolastica stabilì
i programmi e la durata dell'insegnamento classico: 5 anni
per il Ginnasio (3 per quello inferiore, 2 per quello superiore)
e 3 per il Liceo.
Nel 1940, con l'istituzione della
scuola media unica, il ginnasio ha perduto il triennio inferiore;
rimane il biennio superiore, chiamato appunto IV e V ginnasio,
e il Liceo classico.
Verso gli anni 30 fu costruito un
nuovo edificio su un'area che precedentemente era stata coperta
dal grande Monastero di S. Marco, poi trasformato in ricovero,
e finalmente demolito per dare la sistemazione urbanistica
attuale che nei toponimi delle vie mantiene il colore patriottico,
come via Montebello, piazza Mentana e via Goito, dove la nuova
scuola è stata inaugurata il 9 e 10 febbraio 1935.
Il Collegio Longone divenne il palazzo della Questura.
Ha avuto, nei secoli XIX e XX, illustri
docenti che, nel tempo, hanno contribuito a caratterizzare
e consolidare il valore culturale dell'azione formativa svolta
dall'Istituto stesso. Fra i docenti più famosi si ricordano
Pio Raina, Francesco D'Ovidio, Luigi Illica, Luigi Ristagno,
Antonio Banfi, Mario Untersteiner, Antonio Cantele, Luigi
Castiglioni, Edmondo d'Arbela, Fernanda Wittgens, Cesare Musatti.
Qui hanno studiato numerosi protagonisti della storia civile,
letteraria, culturale, ed economica di Milano, quali Alessandro
Manzoni, Tommaso Grossi, Carlo Cattaneo, Cesare Correnti,
Carlo Tenca, Francesco Vallardi, Luciano Manara, Emilio Dandolo,
Emilio Visconti Venosta, Giuseppe Missori, Felice Cavallotti,
Clemente Rebora, Carlo Emilio Gadda, Dino Buzzati.

Incisione
rappresentante il cortile del Palazzo di Brera
Relazione
tecnica pubblicata nel 1935 e altri cenni storici
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