Aldo
Finzi nasce a Milano il 4 febbraio 1897 da antica famiglia ebrea originaria
di Mantova in cui l'amore per la musica è tradizionale (una zia
di Aldo Finzi, sorella del padre, fu celebre soprano: Giuseppina Finzi
Magrini).
Compiuti gli studi classici al liceo Parini di Milano, si laureò
in giurisprudenza all'Università di Pavia; contemporaneamente
si diplomava in composizione come privatista al Conservatorio S. Cecilia
di Roma.
Ebbe ben presto successo e fama tra i giovani musicisti italiani: liriche,
musica da camera, sinfonica, un'opera comica "La serenata al vento",
un'opera drammatica ispiratagli dalle persecuzione antisemita "Shylok",
rimasta incompiuta, figurano fra le sue composizioni.
A 24 anni era divenuto uno degli autori le cui opere venivano pubblicate
da Ricordi, mentre in precedenza ebbe come editori Fantuzzi e Sonzogno.
Nel catalogo Ricordi del 1931 si menzionano fra le sue composizioni
"Il chiostro" per voci femminili e orchestra, i poemi sinfonici
"Cirano di Bergerac", segnalato in un concorso della cui commissione
giudicatrice facevano parte Toscanini e Pizzetti, e "Inni alla
notte", una "Sonata per violino e piano", un "Quartetto
per archi", varie liriche (Barque d'or, Serenata), una commedia
giocosa in tre atti, appunto "La serenata al vento".
Negli anni successivi fra le opere di maggior rilievo si segnalano "L'infinito",
poema sinfonico del 1933; "Interludio", concerto per piano
e orchestra del 1934; "Numquam", poema sinfonico per piano
e orchestra del 1937.
Nel 1937 viene bandito dalla Scala un concorso per un'opera nuova che
si sarebbe eseguita nella successiva stagione: Finzi vi partecipò
con "La serenata al vento"; fra i membri della commissione
giudicatrice v'era Pick Mangiagalli, che avvicinò confidenzialmente
il giovane collega per preannunziargli la conseguita vittoria nel concorso.
L'annunzio ufficiale, atteso per la primavera del 1938, non giunse.
Grave fu la delusione di Aldo Finzi: egli prese ad affermare che la
decisione a lui favorevole della commissione giudicatrice poteva essere
stata bloccata soltanto da un veto governativo e che ciò significava
l'imminenza di una campagna razziale anche in Italia.
Fu purtroppo profeta: le leggi razziali sopraggiunsero alcuni mesi più
tardi: gli fu preclusa la possibilità di far eseguire le sue
musiche; ma la vena non si inaridì: nel 1939 scrive un poema
sinfonico (una sorella superstite di Finzi gli dette a guerra finita
un titolo tratto da un verso di Dante: "Come all'ultimo suo ciascun
artista"); nel 1940 compose "Danza", concerto per 2 pianoforti,
sassofoni e orchestra; nel 1942 "Shylok", opera drammatica
su libretto di Rossato (l'autore voleva incentrare l'azione sulla denunzia
che Shilok fa delle persecuzioni di cui è vittima il suo popolo).
Soltanto il primo atto venne musicato: Finzi scrisse poi lui stesso
il testo ritmico di altri due atti che non ebbe il tempo di musicare.
Per vivere si accontentò di lavorare anonimamente o sotto nome
di altri: sua è la traduzione ritmica delle "Beatitudini"
di Franck in italiano, traduzione che corre sotto altro nome.
Nel 1944 scrisse "Preludio e fuga per organo", composto durante
l'occupazione nazista in Torino, dove l'autore si era rifugiato. Una
denunzia fa sì che le SS italiane si rechino nell'alloggio ove
era nascosto il figlio per cercare il Maestro Aldo Finzi, nascosto altrove;
ad evitare la perquisizione dell'alloggio e la cattura del figlio, il
maestro si consegna spontaneamente alle SS. Le SS italiane erano corruttibili:
comprate, rilasciano Aldo Finzi.
Tra il 1944 e il 1945 compone il "Salmo per coro e orchestra"
per ringraziare il Signore della salvezza ottenuta per il figlio e per
sé, e per esprimere la certezza della protezione divina; tutto
il salmo glorifica la bontà del Signore.
Muore il 7 febbraio 1945.
da
http://www.aldo-finzi.com/default.asp