Tra autobiografismo e garbuglio
Uno scampanellare lontano
Quer pasticciaccio brutto de via Merulana
1-Venti giorni dopo il Pasticciaccio
2-I premi? Un Carnevale italiano...
3-Quell'oca di Ofelia
4 - Voglio andare in pensione
5 - L'inesistita giovinezza
6 - La memoria in polvere
Gadda in Tv
Vita, morte e meditazione del Gran Lombardo
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Tutte le interviste televisive di Gadda - Quarta parte
4 - Voglio andare in pensione
Amava gli alberi e i paesaggi pi? degli esseri umani. Attendeva la morte come la fine delle sue difficolt?. Le confessioni di una “sfortunata e infelice creatura” (che aveva nel cassetto un racconto di fantascienza)

Ha mai sognato lo stato perfetto in cui vivere dopo aver contribuito a crearlo?
Ho pensato e sperato di pubblicare la mia utopia, ma il tempo si è dissolto senza neppure poter tentare il lavoro. L'utopia aveva già un titolo: Viaggio siderale di XY, quasi un presagio delle attuali favole interplanetarie. Venivo officiato dai marziani a mettere in piedi lo stato utopico.
Nelle varie ere in cui le è accaduto di vivere, ce n'è almeno una che ricorda con una certa nostalgia?
L'età adolescente è ricordata sempre con qualche nostalgia. Nel mio caso tale nostalgia si colora di tonalità romantico-paesistiche profonde e determinanti il carattere. Il paesaggio e le sue alberature mi hanno affascinato, mentre gli umani mi hanno ispirato tutt'al più simpatia e affetto.
Ci può dire qual è la sua visione della morte?
La mia visione della morte è in una specie di attesa non terrificata, ma desiderosa quasi di uscire dalle mie difficoltà.
Lei ha ancora molte difficoltà?
Le difficoltà sono dovute spesso all'apprezzamento di terzi e di quarti.
Io vorrei chiudere la mia giornata lavorativa, se si può chiamarla così, con la preghiera di essere collocato a riposo, in pensione. Ma sembra che alcuni gruppi di potere non consentano a questo mio desiderio e perciò dovrò ancora riprendere la triste routine della mia penna. Possiamo dire che circa quattro ore di lavoro al giorno potrei ancora farle, ma con fatica e molte volte con pena.
Adesso che lei è stato riconosciuto grande scrittore nazionale ed europeo; e adesso che è abbastanza avanti con gli anni, è ancora così arrabbiato verso la vita e verso il mondo?
Sono irritato contro la vita, ciò che vuol dire anche contro me stesso.
Ci può dire da cosa deriva questa sua costante irritazione nei confronti del mondo e della vita?
Essa è dovuta anche a traumi infantili.
Ci può dire qualcosa di questo trauma da lei subito nell'infanzia?
In genere esso può dipendere da istituti educativi troppo severi per il bambino.
Si, ma anche nel suo caso si è parlato del complesso di Edipo. Lei che cosa ne dice?
Non direi di aver mai parlato a proposito del mio caso del complesso di Edipo. Esso è stato casomai un mancato complesso di affetto.
Non volevamo dire che ne ha parlato lei del complesso di Edipo. Lei ha parlato di carenza di affetto da parte dei genitori, ma del complesso di Edipo nel suo caso ha parlato Alberto Moravia.
Non sono responsabile di quello che Moravia possa aver detto del complesso di Edipo, applicandolo a me.
In ogni caso lei ancora avverte con la stessa intensità di prima questa irritazione nei confronti della vita?
L'irritazione può essere continua e si può chiamare una nevrosi irreparabile. La capacità di introspezione dei nevrotici varia da caso a caso. E' talora accresciuta ed esaltata fino a fervide nozioni, a punti di luce, dalla sofferenza stessa e dalla amara esperienza del vivere. Le nevrosi, i vari e molteplici tipi di nevrosi, possono precedere e condizionare quasi come cause aggrovigliate e complesse taluni stati, o meglio esiti di felicità espressiva, psicologica e logica. La cosiddetta creazione artistica attinge perlopiù a intuizioni profonde, sia nell'uno che nell'altro dei due domini.
Come giudica lei Carlo Emilio Gadda?
Un'infelice creatura. Sfortunata e infelice.