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| Tutte le interviste televisive di Gadda
- Quarta parte |
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4 - Voglio andare in pensione |
| Amava gli alberi e i paesaggi pi? degli
esseri umani. Attendeva la morte come la fine delle sue difficolt?.
Le confessioni di una “sfortunata e infelice creatura” (che aveva
nel cassetto un racconto di fantascienza) |
Ha
mai sognato lo stato perfetto in cui vivere dopo aver contribuito
a crearlo?
Ho pensato e sperato di pubblicare la mia utopia, ma il tempo
si è dissolto senza neppure poter tentare il lavoro. L'utopia
aveva già un titolo: Viaggio siderale di XY, quasi un presagio
delle attuali favole interplanetarie. Venivo officiato dai marziani
a mettere in piedi lo stato utopico.
Nelle varie ere in cui le è accaduto di vivere, ce n'è almeno
una che ricorda con una certa nostalgia?
L'età adolescente è ricordata sempre con qualche nostalgia. Nel
mio caso tale nostalgia si colora di tonalità romantico-paesistiche
profonde e determinanti il carattere. Il paesaggio e le sue alberature
mi hanno affascinato, mentre gli umani mi hanno ispirato tutt'al
più simpatia e affetto.
Ci può dire qual è la sua visione della morte?
La mia visione della morte è in una specie di attesa non terrificata,
ma desiderosa quasi di uscire dalle mie difficoltà.
Lei ha ancora molte difficoltà?
Le difficoltà sono dovute spesso all'apprezzamento di terzi e
di quarti.
Io vorrei chiudere la mia giornata lavorativa, se si può chiamarla
così, con la preghiera di essere collocato a riposo, in pensione.
Ma sembra che alcuni gruppi di potere non consentano a questo
mio desiderio e perciò dovrò ancora riprendere la triste routine
della mia penna. Possiamo dire che circa quattro ore di lavoro
al giorno potrei ancora farle, ma con fatica e molte volte con
pena.
Adesso che lei è stato riconosciuto grande scrittore nazionale
ed europeo; e adesso che è abbastanza avanti con gli anni, è ancora
così arrabbiato verso la vita e verso il mondo?
Sono irritato contro la vita, ciò che vuol dire anche contro me
stesso.
Ci può dire da cosa deriva questa sua costante irritazione
nei confronti del mondo e della vita?
Essa è dovuta anche a traumi infantili.
Ci può dire qualcosa di questo trauma da lei subito nell'infanzia?
In genere esso può dipendere da istituti educativi troppo severi
per il bambino.
Si, ma anche nel suo caso si è parlato del complesso di Edipo.
Lei che cosa ne dice?
Non direi di aver mai parlato a proposito del mio caso del complesso
di Edipo. Esso è stato casomai un mancato complesso di affetto.
Non volevamo dire che ne ha parlato lei del complesso di Edipo.
Lei ha parlato di carenza di affetto da parte dei genitori, ma
del complesso di Edipo nel suo caso ha parlato Alberto Moravia.
Non sono responsabile di quello che Moravia possa aver detto del
complesso di Edipo, applicandolo a me.
In ogni caso lei ancora avverte con la stessa intensità di
prima questa irritazione nei confronti della vita?
L'irritazione può essere continua e si può chiamare una nevrosi
irreparabile. La capacità di introspezione dei nevrotici varia
da caso a caso. E' talora accresciuta ed esaltata fino a fervide
nozioni, a punti di luce, dalla sofferenza stessa e dalla amara
esperienza del vivere. Le nevrosi, i vari e molteplici tipi di
nevrosi, possono precedere e condizionare quasi come cause aggrovigliate
e complesse taluni stati, o meglio esiti di felicità espressiva,
psicologica e logica. La cosiddetta creazione artistica attinge
perlopiù a intuizioni profonde, sia nell'uno che nell'altro dei
due domini.
Come giudica lei Carlo Emilio Gadda?
Un'infelice creatura. Sfortunata e infelice.
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