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| La biografia |
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Vita, morte e meditazione del Gran Lombardo |
| Dalla villa in Brianza all'esilio romano
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Lo
scenario della Cognizione
Carlo Emilio Gadda nasce a Milano il 14 novembre 1893. Del padre,
Francesco Ippolito, negoziant de seda, Gadda lascerà, nella
Cognizione e in Villa in Brianza, un ritratto di
"gentilhomme campagnard", colpevole della costruzione della "villa"
in Brianza (lo scenario della Cognizione), una grossa casa
di campagna sulle colline dietro Erba, che avrebbe dato il colpo
di grazia alle finanze familiari.
Un'infanzia tormentata
Francesco Ippolito aveva sposato in seconde nozze, la trentunenne
Adele Lehr, da cui avrà tre figli: Carlo Emilio, Clara ed Enrico.
Muore, nella casa di Longone, quando Carlo non ha ancora 16 anni.
La madre, Adele, è allieva del prestigioso Collegio Civile Uccellis,
laureata in lingue, docente alla Scuola Normale Carlo Tenca. Il
tema di un'"infanzia tormentata" e di "un'adolescenza anche più
dolorosa" occupa un posto centrale nell'opera di Gadda.
Il Politecnico
Dopo il liceo al Parini, Carlo Emilio si iscrive, su insistenza
della madre, all'Istituto Tecnico Superiore (poi 'Politecnico')
per studiare ingegneria industriale elettrotecnica. Dopo la partecipazione
alla Grande Guerra, torna a Milano nel 1919, dove apprende la
"perdita del fratello Enrico, caduto nel '18". Riprende con sofferenza
gli studi di ingegneria e si laurea nel 1920.
La filosofia e la letteratura
Nel 1921 si iscrive al PNF, pubblica sulla Perseveranza
il suo primo articolo tecnico, sul "problema idroelettrico", e
si immatricola in filosofia presso l'Accademia Scientifico-Letteraria
milanese. Nel '22 accetta la proposta di un lavoro in Argentina
presso la Compa?ía general de Fósforos. Nel febbraio del '24 è
di nuovo a Milano, riprende gli studi di filosofia e tenta l'avventura
del romanzo. Per un decennio, dovrà affiancare alle fatiche letterarie
il lavoro di ingegnere: nel frattempo completerà gli studi di
filosofia con la redazione della tesi (non sostenuta) su Leibniz,
pubblicherà i due primi libri, La Madonna dei Filosofi
(1931) e Il Castello di Udine (vincitore nel '34 del Premio
Bagutta), lavorerà alla Meditazione milanese e alla Meccanica.
Dal '25 sino al '31 Gadda è assunto dalla Ammonia e quindi, sino
al maggio '34, dai Servizi tecnici del Vaticano.
La Cognizione e Il Pasticciaccio
Nell'aprile del '36 muore la madre Adele. "La perdita della mia
Mamma", scriverà, "mi ha lasciato in una disperata solitudine",
"in un grande dolore e in una disperata solitudine"; "mi ha completamente
stroncato". Circa un anno dopo inizierà la stesura della Cognizione,
fondata proprio sul rapporto con la madre.
Tra il Quaranta e il Cinquanta intensifica l'attività di autore:
escono nel '44, i "disegni milanesi" dell'Adalgisa, seguiti
due anni dopo, in Letteratura, dai primi cinque capitoli
del Pasticciaccio. Nell'ottobre del '50 Gadda si trasferisce
a Roma, dove viene assunto come praticante giornalista alla RAI.
Passerà nel '52, divenuto professionista, al Terzo, rimanendovi
sino al giugno '55, quando si dimette per completare su invito
dell'editore Garzanti il Pasticciaccio - che uscirà nel
'57, seguito l'anno dopo da I viaggi la morte.
Nel frattempo era stato pubblicato da Neri Pozza il Primo libro
delle favole (1952) e da Vallecchi le Novelle dal Ducato
in fiamme (1953). Dopo il grande successo del Pasticciaccio
e la mal tollerata notorietà, Gadda, stanco e malato, si ritira
nel volontario esilio della periferia romana da cui curerà la
riedizione di scritti dei decenni precedenti. Morirà a Roma il
21 maggio 1973.
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