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Nasce
a Desio il 31 maggio 1857. Studia da seminarista a Monza, a Milano (dove
affronta nella sessione del 1875 - da privatista - l'esame di maturità
presso il Liceo Parini) e nel seminario lombardo di Roma, dove nel 1879
viene ordinato sacerdote. Laureatosi in teologia, in diritto e in
filosofia, dopo un breve periodo di insegnamento, nel 1914 viene
nominato prefetto della Biblioteca Ambrosiana. Quattro anni dopo riceve
da Benedetto XV la nomina a visitatore apostolico della Polonia e della
Lituania con lo scopo ufficiale di assistere la Chiesa polacca nella sua
ricostruzione.
Nel 1919 è nominato nunzio apostolico e arcivescovo titolare di
Lepanto. In occasione dei plebisciti nell'Alta Slesia e nella Prussia
Orientale, per i quali era stato nominato commissario pontificio, il suo
operato è al centro di una vivace polemica, ma Benedetto XV ne appoggia
appieno l'operato, nominandolo arcivescovo di Milano, nel marzo del
1921, e, nel giugno dello stesso anno, cardinale. Nel capoluogo lombardo
resta solo pochi mesi perché nel gennaio del 1922, dopo la morte di
Benedetto XV, lascia Milano per recarsi al conclave che il 6 febbraio lo
elegge Papa.
Assunto il nome di Pio XI, inizia il suo pontificato impartendo la
benedizione urbi et orbi dalla loggia esterna di San Pietro, chiusa dal
1870, anno dell'annessione di Roma al Regno d'Italia. Manifestando, così,
il desiderio di togliere la Chiesa dal suo isolamento e di concludere
finalmente il Concordato con l'Italia, cui si giunge con i Patti
Lateranensi nel 1929. Nonostante il Concordato, però, i contrasti col
governo italiano rimangono molti. Il regime fascista, mal sopportando
l'esistenza di organizzazioni giovanili svincolate dalla sua autorità,
ne impone lo scioglimento. A questo grave fatto, Pio XI, il 29 giugno
1931, risponde con l'enciclica Non abbiamo bisogno e solo l'anno
successivo giunge a un accordo con Benito Mussolini.
Dal 1922 al 1933 il Papa svolge un'intensa attività per salvaguardare i
diritti della Chiesa di fronte al potere statale, concludendo concordati
con molti paesi, indipendentemente dai regimi politici (Lettonia, 1922;
Polonia, 1925; Lituania, 1927; Cecoslovacchia e Portogallo, 1928;
Romania, 1932; Germania, 1933). Politica che attira su Pio XI molte
critiche. Negli ultimi anni di vita, l'opposizione ai regimi nazista e
fascista si fa più acuta, anche se in concreto i sentimenti del
Pontefice non poterono tradursi in azioni aperte.
Una netta opposizione la manifesta sempre contro la Russia sovietica,
contro il comunismo ateo (condannato dall'enciclica Divini
Redemptoris) e contro il Messico e la Spagna repubblicana,
dichiaratamente antireligiosi.
Notevole l'impegno di Pio XI per incrementare l'attività missionaria,
tanto da essere chiamato il Papa delle missioni. Con le sue encicliche,
Pio XI precisa la dottrina della Chiesa e la posizione del suo
pontificato su molti problemi come l'educazione dei giovani e
l'istituzione religiosa (Rappresentanti in terra, 1929), la
famiglia (Casti connubi, 1930), il lavoro e la questione sociale
(Quadragesimo anno, 1931), l'educazione del clero (Ad
Catholici sacerdotii, 1935). Muore il 10 febbraio 1939. È sepolto
nelle Grotte vaticane.
(dal
sito www.grandinotizie.it)
Link
alla sezione relativa a PIO XI sul sito internet della Santa Sede
Articolo
su PIO XI nei confronti del regime nazista dal Corriere della Sera
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